Sembra di essere al circo. No, purtroppo non è il circo, anche se fa ridere e fa piangere allo stesso tempo, è il mercato azionario più grande del mondo: ed è quello americano. A distanza di 7 giorni dal salvataggio delle due F. Lehman viene lasciata fallire. Succede perchè probabilmente la lehman era massa buona e sufficiente per attivare il buco nero. E in quel buco nero, raggiunta la massa critica, ci possono finire tutti alla velocità della luce.
Per adesso c'erano già le due F a fare massa. Mettici anche lehman a distanza così breve, e il buco nero rischia di attivarsi succhiando tutti, anche chi sta lì per salvare tutti quanti. Quindi si fa fallire lehman, ma si salva la Merrill facendola comprare alla Bank Of America, per cercare di evitare il contagio, perchè a quanto pare la Merrill era la piastrina del domino dei derivati che seguiva la lehman.
In ogni caso, e come avevamo previsto la buffonata di 8 giorni fa è stata risolta. Il tempo è stato un gran galantuomo, più generoso di quello che ci saremmo aspettati. Abbiamo vissuto a distanza di 7 giorni due lunedì uno opposto all'altro. Quello del delirio scorso, e quello del delirio odierno.
Sette giorni fa il mercato volava in preda a euforie da massaie davanti a un bancone con il 50% di sconto sul prezzo della pasta. Oggi il mercato sarebbe dovuto crollare del 10% in un solo giorno, e invece teneva egregiamente grazie a un unico compratore, visibile, chiaro, evidente: il PPT. Nonostante ciò il consiglio di preparare le paperelle per il bagno atomico in arrivo si è rivelato più che saggio.
Come avevamo scritto a suo tempo, i crash erano cose del passato. Con le nuove regole e le autorità di controllo più vigili che mai oggi non possono più avvenire. Bisogna trasformarli in crash al rallenti. In slow motion. Un poco al giorno per mantenere la fiducia. Un sistema con triliardi di debiti e riserve bancarie dell'1% dei depositi ha bisogno di fiducia. Altrimenti collassa nel giro di 24 ore. Comprare tempo. A qualunque costo. Oggi hanno comprato ancora tempo. Pagandolo caro.
Per rispettare questo paradigma imposto nel 1987 e diventato oramai necessità, è entrato in scena ancora una volta il Plunge Protection Team. Mancava solo la musichetta di un cartone animato di supereroi. Tipo gli Incredibili. E' stato chiaro durante quei due rimbalzi delle borse americane. E anche nel rimbalzo del dollaro yen da 104.50 fino a 106.
Addirittura a un certo punto le borse americane erano arrivate a recuperare gran parte delle perdite. Le guardavi e non sembrava vero che potessero risalire la china del baratro. Gente perplessa, stupita. Amici. Conoscenti. Noi no. La spiegazione era chiara: è solo il PPT in azione. Da solo.
Eppure lo guardavamo dicendo: non è possibile quello che stanno facendo, è persino troppo stupido oramai. Se devono continuare a intervenire che lo facciano almeno 100-150 punti dell'S&P più in basso. Qua oramai non ha più senso. Continuare a tenerli su adesso è come mettersi nella situazione di un piccione chiuso in una gabbietta per canarini di fronte a una folla incarognita e armata di magnum 44.
Ma chi è solo e disperato non sempre fa cose che hanno senso. E regala emozioni strane a chi si trova in quella situazione. Chi ha venduto su quel rimbalzo deve avere provato il brivido di Soros nel 1992. Era come tornare indietro nel tempo di 16 anni e vivere l'esperienza di poter affondare banca d'italia e banca d'inghilterra insieme sicuri del risultato finale.
Eppure il mercato risaliva. Con AIG che perdeva il 70%. AIG l'assicuratore più grande degli stati uniti d'america. Un titolo del Dow Jones. Quasi 200 miliardi di capitalizzazione un anno fa, ridotti ad appena 15. Quattro volte la Lehman appena fallita. Ma non una banca d'investimento che fa speculazione e colloca cartaccia in giro per il mondo. Un assicuratore che investe soldi della gente, per pagare premi nel futuro. Una bomba finanziaria 4 volte più grande e con potenziale esplosivo al quadrato rispetto a lehman. E il mercato saliva. Delirio.
La gente impazziva, giungevano voci di tagli dei tassi della BCE e della FED entro l'apertura delle borsa. Voci che sembra arrivassero da Citibank. Una delle prossime della lista. Se Paulson pensava di avere fatto il capolavoro con il salvataggio delle due F non sa ancora cosa lo aspetta. Forse toccherà a qualcun altro, ma entro cinque, dieci anni al massimo, lui o chi per esso, dovrà pensare a salvare se stesso, gli
IOUSA . IOU in inglese sta per I OWE YOU, io ti devo, IOU USA la firma dell'america sul debito più grande del mondo e di ogni tempo.
Addison Wiggin, il socio di Bill Bonner, quest'ultimo nostro grande ispiratore, uomo di gran classe, ci ha fatto anche un film.
I.O.U.S.A., già nelle sale americane, chissà se arriverà anche in Italia. Figuriamoci, tra qualche mese tocca al nuovo film di Natale di Boldi & Co. Per fortuna nostra, siamo sicuri che prima o poi quei gran signori generosi del daily reckoning lo renderanno disponbile su Internet. E potremmo godercelo.
Il reckoning day: il giorno della resa dei conti che si sta avvicinando, a passo sempre più veloce, anche se si continua con tutti i mezzi, con tutte le forze, contro ogni senso, a ostacolare quel processo inevitabile. Domani tocca alla FED. Probabilmente taglierà i tassi. Il mercato probabilmente rimbalzerà. Ancora una occasione per dargliene di più a quel compratore unico destinato a perdere. A questo punto neanche i tassi a zero potranno salvare il sistema IOUSA. L'oste ha chiesto il conto. Bisogna solo pagare.