Oggi abbiamo letto gran parte della stampa italiana cartacea per cercare di capire come venivano percepiti ed eventualmente criticati gli eventi di ieri. Nessuna traccia di indignazione come invece si ritrova un po' ovunque e in maniera anche molto intelligente in parecchi siti inglesi e americani pro market. Ma in italia, lo sappiamo, si preferisce vivere prevalentemente di favole, calcio e chiacchiere inutili.
Addirittura in rete si può già trovare
il video e la voce indignata del congressista Ron Paul, in corsa fino a qualche mese fa per la casa bianca. L'unico uomo del congresso americano che ha capito la gravità del problema, che la espone da anni, ma che nella sua candidatura è stato ignorato dai media americani, sin dall'inizio, in maniera quasi vergognosa. In italia i nostri giornalai non sanno neanche chi sia.
Quasi nessuna delle nostre penne "autorevoli", pertanto, sembra avere compreso la crisi in corso e le mosse compiute ieri per cercare di sistemarla. Quasi nessuno ha capito come ancora una volta si stiano curando i sintomi e non la radice del problema. Pochi hanno capito la gravità e il danno compiuto al mercato azionario nello impedire le vendite allo scoperto. Pochissimi hanno capito veramente l'azzardo morale più grande di tutti i tempi compiuto in questi giorni dalle autorità. Praticamente nessuno ha capito tutte queste cose insieme in una volta sola.
E quindi di conseguenza nessuno ha percepito che siamo a un passo (oramai restano pochissimi dubbi) dalla più grande crisi e recessione di tutti i tempi. Si parla anzi di possibile termine e soluzione del problema. Proprio come 10 giorni fa dopo il salvataggio delle due F.
Non appena si capirà l'entità e la futilità della scommessa del governo potrebbero partire ondate di vendite, prima sul dollaro (già ritornato a 1.445 contro euro e a 890 contro oro), quindi sui treasuries (crollati già ieri lungo tutta la curva, specialmente quella breve, e in misura molto maggiore a quelli europei). Si rischia cioè il tracollo del dollaro e dei titoli di stato americani. E quindi inevitabilmente ancora una volta delle borse.
La mossa di ieri, oramai disperata, ha messo sul tavolo da gioco l'intera nazione, e ha cacciato un paese intero, ancora considerato guida e motore dell'economia mondiale, in una lose - lose situation. Come abbiamo scritto ieri le conseguenze di medio lungo periodo e, se il tempo sarà ancora una volta galantuomo, anche di breve, possono essere gravissime e irreparabili. E alla luce di questi eventi storici, della gravità di questa situazione, sulla nostra stampa, tranne qualche timida voce, il buio totale.
Nessuno che abbia scritto come il capitalismo già agonizzante sia definitivamente defunto. La linea di pensiero economica dominante da decenni resta sempre lì con le sue contraddizioni a confondere il pensiero di chi scrive e influenza le menti delle masse. Non è un caso che i problemi di oggi nascano proprio dagli stupidi insegnamenti di economia che vengono ancora accettati e mai messi in discussione.
Invece di incoraggiare il risparmio e l'accumulo di capitale, la nuova economia socialista nata da keynes da 80 anni fomenta la crescita economica spingendo il governo e le famiglie a spendere e a consumare. Come mettere il carro davanti ai buoi e sperare che sia il primo a tirare i secondi. Negli ultimi dieci venti anni è stato questo il paradigma di una crescita viziata alla sua base e quindi insostenibile.
Ma questo è solo uno dei due problemi che ancora in pochi hanno capito. L'altro è che il sistema a riserva frazionaria con banca centrale non funziona. Non può funzionare. E' all'origine della crisi e di ogni ciclo economico, come spiegano da sempre gli economisti austriaci. Crisi che di volta in volta si fa sempre più grave e profonda. Fino a che eventualmente spazzerà via questa oscena reliqua barbarica che è il sistema bancario e monetario odierno.
Di recente avevamo scritto, e anche detto in televisione, che sotto 550 euro l'oncia l'oro era praticamente regalato. I saldi estivi sono durati qualche settimana e saremmo curiosi di sapere quanti ne hanno approfittato. Pochissimi sicuramente. Ieri era di nuovo sopra 600. Non si fermerà finchè non sarà arrivato a 4 cifre delle quali ci è ignota anche la prima.
Per poterlo spazzolare ancora a prezzi da furto, sono stati proprio loro negli ultimi due mesi ad averne abbattuto artiificialmente il prezzo sui tabelloni. Proprio come ieri sullo stesso tabellone hanno artificialmente cambiato al rialzo i prezzi delle quotazioni azionarie per poterne scaricare a più non posso sul risparmiatore. Prima che sia troppo tardi. Per loro e per noi.