scritto da Francesco Carbone il 02 Set 2010 - Come avrete notato, da qualche giorno è online la nuova versione del sito. Vediamo di scorrerne rapidamente le novità.
scritto da Marco Bollettino il 29 Ago 2010 - Ho avuto un’epifania, una splendida visione, che ci condurrà fuori da questa recessione economica in men che non si dica.
scritto da Cardinale Gardel il 18 Ago 2010 -
Sembra che le masse, nonostante Internet, (o grazie a Internet?), siano divenute ancora più passive e manipolabili che in passato.
scritto da Francesco Carbone il 27 Lug 2010 -
Il Con Game, in italiano traducibile come trucco o gioco di fiducia, viene definito in inglese anche bunk, flim flam, swindle, bamboozle...
scritto da Francesco Carbone il 11 Ago 2010 -
Etica e scienza economica sono due discipline diverse. L'etica tratta del dover essere, delle norme che devono regolare e orientare il nostro comportamento, di ciò che è bene e...
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ECONOMIA |
Libero mercato? No. La filosofia dell’imprenditoria italiana è il corporativismo!
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MERCATI |
Si è perso il conto di cosa vogliano dire milioni, miliardi e trilioni.
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EDUCATIONAL |
Il marxismo rappresenta la più grande truffa intellettuale del pensiero moderno
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SPECIALE |
scritto da Prometeo il 17 Giu 2010 
La critica di Prometeo passo per passo... "Nel 1998 potevo comprare un appartamento di due camere a meno di 200 milioni… ed indebitarmi per meno di 15 anni. Oggi...
scritto da Marco Bollettino il 17 Giu 2010 
La critica di Marco Bollettino, Ashoka: "una sorta di “Economics in One lesson” dove però le lezioni… sono tutte sbagliate!"
scritto da Francesco Carbone il 17 Giu 2010 
Non c'è benessere senza risparmio, senza imprenditore, senza una corretta allocazione dei capitali, senza libero mercato, e senza una moneta sana e onesta. Tutto il resto sono chiacchere...
scritto da Administrator il 17 Giu 2010 
Leggendo la lettera dei vostri professori non ho potuto che provare delusione, amarezza ed anche rabbia, pensando a voi.
scritto da Administrator il 29 Giu 2010 
L’interventismo chiede sempre di più, si appiccica alla banca centrale e agli stati come un tossicodipendente al proprio spacciatore
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- GRAFICO
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- VIGNETTA
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Testo e Disegni: Flavio Tibaldi
 Disegno di Paxtibi, Testo di Marcello Mazzilli autore di Stato?...

Disegno di Paxtibi, Testo di Marco Bollettino.
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COMUNICAZIONI |
E' opportuno definire le modalità di partecipazione a questo sito, che dell'associazione è non solo...
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LIBRI |
La striscia distopica che racconta le poco eroiche avventure di...
Presentiamo il nuovo libro dell'Associazione USEMLAB di Andrea De Marchi,...
La prima stampa del libro è andata praticamente esaurita, rimangono...
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ARTE |

Con i numeri, è risaputo, si arriva ovunque o da nessuna parte come nel più...
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Lunedì 22 Settembre 2008 16:18 |
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Diceva Ludwig Von Mises che una economia capitalista la riconosci quando sono presenti e funzionano correttamente la borsa azionaria e il mercato dei capitali. In america non funzionano come dovrebbero oramai da lungo tempo.
Il mercato dei tassi di interesse funziona malamente da quando esistono a pieno titolo le banche centrali. Da quando Greenspan è diventato presidente della Fed ha cessato di funzionare del tutto, è diventato un mercato fittizio.
Per almeno due decadi quindi non è stato in grado di far incontrare l'offerta di risparmi con la domanda di investimenti reali a un VERO prezzo di mercato, creando quelli che gli economisti di scuola austriaca chiamano "malinvestment" e al contempo quelle distorsioni enormi sul mercato dei capitali di cui solo adesso stiamo vedendo gli effetti.
Chi pensa che questi danni strutturali si possano risolvere in qualche mese si sbaglia di grosso. Serviranno anni e anni. Sempre che si cominci finalmente a curare la cause e non gli effetti del problema. Cosa dalla quale siamo ben lontani.
Anzi, tanto per finire i lavori cominciati decenni fa, venerdì scorso, in un tentativo disperato di fare qualcosa per salvare gli amici in difficoltà, le autorità non hanno saputo fare niente di meglio che accoppare del tutto anche l'altro mercato dei capitali, quello per eccellenza, più che mai claudicante: il mercato azionario. Kaput! Finito!
Qualche hedge fund sta già facendo causa alla FSA per avere messo fuori legge lo short selling. Speriamo vincano la causa mandando in rovina l'organo di vigilanza. Abbiamo capito che è inutile. Chiude volentieri gli occhi quando i compagni di merende vendono spazzatura e vigila molto bene solo per salvarli quando sono in difficoltà. Non che non lo sospettassimo già, ma insomma sempre meglio avere le conferme definitive.
Mises considerava l'america il paese più avanzato del mondo, nonostante ne avesse riconosciuto il pericoloso sentiero "intervenzionista" intrapreso dopo la grande depressione degli anni 30. Chissà che direbbe oggi. Cose non molto diverse da quelle che stiamo scrivendo qua probabilmente: fino a che i governi e le autorità monetarie continueranno a curare i sintomi della malattia per ignorare gli aspetti strutturali della crisi, non ci sarà via d'uscita.
E settimana scorsa, in un tentativo disperato dopo l'altro, si sono curati sempre e solo i sintomi, ma non la malattia. Quella è rimasta lì, anzi si è aggravata del tutto e in maniera irreversibile: il capitalismo agonizzante da decenni, lo ripeteremo fino alla nausea, si può considerare morto venerdì 19 settembre.
Il turbocapitalismo (o alternativamente liberismo selvaggio), come usa definirlo qualcuno, invece gode del suo massimo splendore. Non si sa e non si capisce bene cosa sia questo turbocapitalismo, nessuno sa neanche definirlo esattamente. Viene generalmente usato dai soggetti che hanno condiviso le teorie economiche più errate che il pensiero umano abbia prodotto: marxisti e keynesiani. Ma non viene disdegnato neanche da qualche monetarista. Di solito è abusato da chi di economia capisce poco e nulla.
Tendenzialmente quindi è un termine propagandato da coloro che mirano al controllo totale dello stato sul privato, sia esso alla luce del sole o mascherato. Qua su questo sito, in un vecchio proclama, abbiamo preferito chiamarlo per "par condicio": turbocapitalsocialismo).
Non si tratta quindi né di carne né di pesce, ma è sicuramente qualcosa di osceno, una vergognosa e pericolosa commistione, giunta al suo massimo apice, di interventi statali, privilegi monopolistici statali (principalmente e sopra di tutti per eccellenza quello bancario) e mercati dei capitali azzoppati.
La fine di questa oscena e insostenibile commistione rappresentata dal turbocapitalsocialismo non poteva che portare al trionfo dei primi due (interventi e privilegi statali) e alla morte dei terzi (i mercati dei capitali). Quello che appunto è successo settimana scorsa. Come aveva predetto Mises in uno dei suoi libri più belli: Critique of Intervenzionism. E come avevamo predetto anche noi qualche anno fa (febbraio 2004) in un articolo ispirato a quello stesso libro dal titolo: la crisi dell'intervenzionismo.
"L'intervenzionismo, come via di mezzo, dice Mises, argomentando estensivamente la sua tesi in "Critique of Interventionism", è un sistema superfluo, inutile e dannoso. Non solo non raggiunge gli scopi che si prefigge, ma crea distorsioni nel processo economico che si risolvono in una permanente instabilità dei fenomeni economici e sociali a correzione dei quali sono necessari ulteriori interventi, in un crescendo che conduce gradualmente verso il sistema socialista puro".
Signori, ci dispiace deludervi. Ci dispiace anche spingervi a riflettere. Si sta bene da ignoranti. Però non è come dice qualcuno là fuori in televisione. L'economia di mercato per funzionare bene NON ha bisogno di alcuna opposizione. Tanto meno dello stato con pubblici poteri. Non ha bisogno di opposizione autoritaria per contenersi e disciplinarsi. Per fare tutto questo basterebbe una moneta onesta a base del sistema (come scrisse lo stesso Greenspan nel 1966): la presenza di un gold standard reale (non fittizio come quello dell'ultimo secolo) e un sistema bancario a riserva intera.
Il mercato così impostato punirebbe, controllerebbe, disciplinerebbe se stesso, nella maniera migliore di tutte. Con forme di autoregolamentazione sempre più efficaci ed efficienti. Pena l'insuccesso e l'uscita dal mercato stesso di quegli attori economici in errore.
Soprattutto un sistema siffatto avrebbe contenuto l'espansione dello stato e la trasfusione di ricchezza verso i parassiti oligarchici che vivono sotto l'ombrello statale. Il tutto a danno del privato e delle altre categorie sociali "inferiori". Ma ciò non andava bene e il perchè è appena stato detto in questo stesso paragrafo.
Comunque oramai non ci sono più dubbi: siamo entrati in una nuova era, quella del nuovo socialismo americano. Quindi, attenzione classe media. attenzione classe povera: le oligarchie protette per legge dallo stato e difese dallo stesso vi stanno per spolpare quel poco di ciccia che il capitalismo ha prodotto e che il turbocapitalsocialismo vi ha ancora lasciato.
Quindi non solo Wake up america, come dice Marcy Kaptur in questo video, un intevento quasi commovente tenuto venerdì al congresso americano. Ma anche Wake UP ITAGLIA, e Wake Up mondo intero.
Come aveva scritto nel settembre 2005 il nostro amato Gardel su queste pagine:
Più soldi, più potere centralizzato. È l’usuale nostra risposta primitiva di quando siamo spaventati: reagiamo violentemente, irrazionalmente. Più potere al potere. Questo genera ulteriori guai e servitù. Per questo lo Stato adora il terrorismo e la guerra, che sono la salute dello Stato.
Per rendere la vita più complessa è da una mangiatrice di tasse che ascoltiamo una perla di saggezza. Il giudice distrettuale Janice Brown ha detto bene: “Il governo è la sola impresa al mondo che più fallisce e più si espande”.
Non fatevi fregare ancora una volta.
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