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La quinta lezione, per usare le parole dello stesso Huerta De Soto, contiene insegnamenti che valgono oro. Vedremo la differenza tra la conoscenza di tipo imprenditoriale e la conoscenza scientifica. E scopriremo la natura della scienza economica. Lezione del 15/10/09Esistono due mondi differenti e ben distinti: il mondo interiore, ordinale, delle valorizzazioni soggettive che si realizzano in maniera comparitiva, e il mondo esteriore, cardinale, della computazione numerica, del calcolo. Quello che muove il mondo reale è il mondo interiore delle valorizzazioni soggettive. Ma all'esterno abbiamo ovunque prezzi, bilanci, quotazioni, numeri. Tra qualche settimana studieremo il ponte tra i due mondi fornito da due istituzioni sociali: gli scambi volontari e il denaro. E' solo attraverso i prezzi di mercato che si possono fare calcoli numerici ed economici. In precedenza abbiamo esaminato il concetto di funzione imprenditoriale in senso ampio. Vediamo adesso il concetto più dettagliato, profondo, stretto: ovvero la innata capacità di ogni essere umano di rendersi conto delle opportunità di guadagno che sorgono nel suo intorno, e quindi la capacità di attuare per coglierle traendone un profitto. La capacità creativa imprenditoriale è nella sua essenza la capacità di creare nuova informazione, ciò che ci distingue dagli animali. E tale capacità come dice Kirzner richiede perspicacia, alertness. Capire, intuire cosa succederà. Chi è lo speculatore? Il termine ha assunto una accezione fortemente negativa, ma sono veramente da mettere in carcere gli speculatori? Assolutamente no! La parola deriva dal latino especula, erano le torri rialzate che si usavano per vedere in anticipo i movimenti del nemico. Lo speculatore condensa l'attività dell'imprenditore: anticipare i gusti, le necessità, i bisogni dei consumatori.
Digressione curiosa di Mises tra l'imprenditore e lo storico: il primo guarda al futuro con gli occhi dello storico (rivolti invece al passato).
Abbiamo detto che ogni scoperta imprenditoriale crea nuova informazione, nuova conoscenza che non esisteva prima.
Colleghiamo quindi la teoria della funzione imprenditoriale con la teoria della conoscenza e dell'informazione. In ogni ambito, commerciale, accademico, filantropico, artistico, creare e scoprire nuovi valori, fini, mezzi, idee, implica una modificazione della conoscenza. L'intelligenza di tipo relazionale in grado di collegare quei diversi elementi già presenti nella mente per arrivare a qualcosa di nuovo, genera nuova conoscenza.
Quali sono le caratteristiche dell'informazione e della conoscenza imprenditoriale? Attenzione, stiamo parlando di conoscenza non riconosciuta, non scritta, molto spesso ignorata. Il tipo di conoscenza che apprendiamo sui banchi, di tipo scientifico, non ha niente a che vedere con questo tipo di conoscenza soggettiva, pratica, tacita imprenditoriale. Quest'ultima è ben più importante. E' la conoscenza veramente rilevante per avere successo nella vita, e non si insegna, non è scritta in nessun libro, non si teorizza, non è neanche riconosciuta.
Vediamo brevemente le sei caratteristiche della conoscenza imprenditoriale:
1) soggettiva, di tipo pratico (dal greco praxis, azione), non scientifico, 2) privativa, esclusiva, non ripetibile; 3) dispersa, disseminata; 4) non articolabile, non formabilizzabile, conoscenza tacita 5) si crea dal nulla con l'azione umana 6) trasmissibile, si trasmette attraverso complessissimi processi di mercato, il cui studio costituisce l'oggetto della scienza economica
La prima caratteristica: conoscenza soggettiva, pratica, non scientifica. In altre parole che non si può apprendere in maniera formale. Ciò che si insegna sui banchi, o che si impara nei libri, è conoscenza scientifica, in altre parole pura tecnica. La vera conoscenza è proprio ciò che non si può imparare dai libri, essa si apprende solo agendo imprenditorialmente nella vita reale, in circostanze particolari di tempo e luogo. L'imprenditore impara a essere tale facendo impresa, "giocandosela" nella vita reale, perdendo e guadagnando, sbagliando e provando e sbagliando e riprovando.
Il conoscimento scientifico serve solo come base per potenziare la conoscenza imprenditoriale. Alla complutense (l'altra università di Madrid) insegnano scienza imprenditoriale: che arroganza! che idiozia! Se all'università si potesse insegnare a essere imprenditori non ci sarebbero problemi economici. All'università si insegnano solo tecniche ripetitive.
Allora a questo punto poniamoci la domanda cruciale: la scienza economica è un tipo di conoscenza pratica o scientifica?
Scientifica!!! (l'anno precedente qualche studente aveva risposto pratica!)
La scienza economica studia in termini formali e scientifici i processi di scoperta, creazione e trasmissione di conoscenza di tipo pratico. Non c'è alcuna contraddizione! Essa teorizza sulla creatività imprenditoriale e i processi di trasmissione della conoscenza che creano gli imprenditori. Attraverso la scienza economica si impara la importanza, la superiorità indiscutibile della conoscenza di tipo pratico, e si imparano i meccanismi attraverso i quali essa si trasmette dando luogo a quelle meraviglie che sono la società e il mercato.
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