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Contro Rothbard Stampa
Scritto da Francesco Carbone   
Giovedì 14 Marzo 2013 12:20
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rothbard, invidiaIl prossimo libro edito da USEMLAB sarà la traduzione di un testo di Rothbard. Completerà il vasto puzzle della questione monetaria scendendo nei dettagli e nei particolari. Per me sarà un grandissimo onore pubblicarlo: Rothbard, dopo Mises, è l'economista che più ha influenzato gli sviluppi della Scuola Austriaca tra la fine del XX secolo e questo inizio XXI le cui idee, grazie al Mises Institute, stanno avendo una incredibile diffusione in tutto il mondo.

Non ci sono dubbi che l'Istituto con sede in Auburn, Alabama, abbia una matrice profondamente Rothbardiana oltre che Misesiana. Questa connotazione dà fastidio a tanti economisti liberali, talvolta anche sedicenti austriaci, che con il loro lavoro di studio e ricerca puntano a poltrone ben pagate, siano esse presso una università od altra istituzione che, direttamente o indirettamente, risulta politicamente controllata.

In tutti questi luoghi di prestigio ma più spesso di privilegio non ci sono spazi per chi si ispira esplicitamente a Mises e a Rothbard attenendosi senza compromessi alla loro coerenza e ai sani principi di libertà. Una volta ho sentito uno di questi acchiappapoltrone affermare con orgoglio: "Non ho mai letto Rothbard e mai lo leggerò in vita mia". Ovviamente ha una sedia accademica e in Italia si spaccia per esperto e studioso di economia (austriaca, una volta, oggi non so).

Ce ne sono altri che, nonostante i loro mille sbattimenti per farsi pubblicare in qualche giornale scientifico (e le inevitabili frustrazioni che ne conseguono), in accademia ancora non ci sono arrivati e oramai al solo sentire nominare Mises vengono presi da spasmi di orticaria. Sembrano ossessionati dal compito di contestarne il ruolo dominante all'interno della Scuola Austriaca. Forse l'accademia italiana darà loro un premio quando saranno riusciti a pubblicare un numero sufficiente di immondizia a discreto di Mises, Rothbard e chi avanza sulla strada da essi tracciata.

Gary North, autore di Cosa è il Denaro, con più esperienze su queste questioni che capelli bianchi sulla testa, ha scritto proprio oggi un articolo dal titolo "Tenured Austrian Economists vs Murray Rothbard" dedicato a tutta questa variegata categoria di soggetti. Nello specifico si è scagliato contro i lachmaniti, seguaci dell'economista tedesco Ludwig Lachmann appartenente alle prime generazioni di Austriaci, che negli USA cercano inutilmente di screditare il maestoso lavoro di Mises e Rothbard all'interno dello stesso campo filoaustriaco.

Lachmann è oggi quasi sconosciuto però i suoi seguaci continuano a conseguire posti sicuri e ben pagati. La loro strategia, dice Gary North, è quella di ricoprire qualche carica accademica, senza troppi rischi, con salari al di sopra di quelli del libero mercato e immune dalle forze imposte da quest'ultimo. Scrivono articoli economici inutili che nessuno legge se non al fine di riportarli nelle note di qualche altro inutile paper accdemico. L'accademia è il sogno di ogni burocrate ma che sia la prospettiva migliore di chi si professa studioso del libero mercato è davvero un paradosso.

La strategia dei Rothbardiani, sottolinea invece North, è invece quella di riuscire a comunicare al largo pubblico la verità economica e i principi di libertà ad essa sottesi. Huerta de Soto è nell'animo un Rothbardiano e come conseguenza viene ben odiato dai professorini di lana caprina che in Italia puntano a ricoprire qualche carica accademica mentre nello sforzo trasudano invidia nei confronti di chi invece sta riuscendo ad avere una qualche influenza al di fuori dei circoli e dei salotti "politicamente corretti".

Rothbard non era politicamente corretto. Dice Gary North: Rothbard fu fedele alla posizione misesiana. Ha applicato la teoria dell'azione umana anche alla politica e ciò lo ha reso unico tra i seguaci di Mises. Applicando le categorie misesiane al mondo politico, a quello accademico, alle politiche estere, alla costante opera realizzata dai poteri forti per ottenere il controllo politico e raggiungere attraverso di esso i propri fini, Rothbard non era immune da certe teorie conspirazioniste che vedono alcune elite come motore della storia. Tutto ciò nella moderna accademia è considerato qualcosa di sacrilego, specialmente quando si mette in discussione il ruolo e l'importanza dell'istituzione che più di ogni altra è in grado di influenzare il ciclo economico e di trasferire ricchezza tra gli individui: la banca centrale e il sistema bancario da essa controllato.

Rothbard era convinto che le persone ricche e potenti dietro le quinte tendano ad accordarsi, a trovare intese, a tramare per usare i poteri politici e lo Stato al fine di interferire con il libero mercato in modo da consolidare le posizioni dominanti acquisite. Fu anche questa chiave di lettura che lo portò su una posizione fortemente ostile alla riserva frazionaria, da lui equiparata ad una sorta di furto, cioè di violazione della proprietà privata.

Tuttavia in certi ambienti politicamente corretti il furto, la frode, il crimine sono elementi etici e morali che nulla avrebbero a che vedere con l'economia e la scienza economica; certi discorsi terrorizzano letteralmente l'accademia e chi punta ad esserne parte. I nostri professori (o aspiranti tali) quindi non leggono Rothbard e scrivono tutto quel che possono, non importa quanto noioso sia, per cercare di screditare lui, Mises che lo ha preceduto, gli economisti austriaci che sono venuti dopo di loro avanzando sulla strada da essi tracciata, finanche tutte quelle persone che divulgano le loro idee al largo pubblico.

Mises, ci ricorda Gary North, nell'elogiare il testo Man Economy and The State di Rothbard, all'altezza e in certi passaggi anche migliore del suo L'Azione Umana, etichetta i professori accademici come una manica di ciarlatani che faremmo meglio ad ignorare. Il fatto che abbiano deciso di ignorare i progressi della scienza economica come scienza sociale costituiva per lui il problema politico principale dei suoi tempi. Ed oggi, costantemente circondati da Keynesiani, post keynesiani, monetaristi e via dicendo, lo è senza dubbio anche dei nostri. La migliore strategia per un buon economista, suggerisce North, è quella di fare ciò che essi si rifiutano di fare: cercare di comunicare le sane idee economiche direttamente al largo pubblico. Nessuno meglio del Mises Institute è riuscito finora in questa impresa.

Come riportato anche nelle prime pagine di A Scuola di Economia Mises affermò: "L'economia non deve essere relegata alle lezioni scolastiche e agli uffici di statistica, né deve essere lasciata ai circoli esoterici. Essa rappresenta la filosofia della vita e dell'azione umana, tratta dei fondamentali problemi della società, e per questo concerne tutto, tutti quanti, e appartiene a tutti noi", ovvero le questioni riguardanti l'organizzazione economica di una società dovrebbero interessare da vicino ciascuno di noi. Per Mises padroneggiare gli argomenti economici al meglio delle proprie capacità costituiva proprio un dovere fondamentale di ogni buon cittadino.

Mises e Rothbard sono passati alla storia del pensiero economico e continuano a guidarne gli sviluppi nella giusta direzione. In Italia decisamente meno che in altri paesi ma non a caso i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Chi li combatte anche all'interno del pensiero liberale lo fa solo perché punta a una qualche posizione di prestigio nell'accademia o per farsi compiacere da chi dispensa cariche e poltrone grazie alle commistioni con la politica. Forse otterrà quel che vuole, lo stipendio sarà buono, frequenterà salotti pieni di facce di gesso, però vivrà scrivendo in gran parte cose inutili, ininfluenti ed irrilevanti, ed inevitabilmente resterà nel dimenticatoio in cui già sguazza in compagnia del proprio odio, della propria invidia, delle proprie frustrazioni. Lasciamoli pure dove sono e continuiamo a fare il nostro dovere di buoni cittadini.

 
(34 voti, media: 4.68 di 5)

Commenti 

 
0 # Antonio 2013-03-14 13:23
Grande Francesco.

Bellissimo il pezzo che hai tradotto e sintetizzato, stavo per segnalarlo come "da non perdere"... per fortuna sei arrivato prima tu! :lol:

Un grande G. North, come sempre.

Scritti che ti danno due sane sberle, ricordandoti che "non puoi stare sempre alla finestra a guardare"!

Forza un pò!
 
 
-1 # weltview 2013-03-14 14:29
Mi domando se tutti quelli che dicono "Un grande G. North" sono consapevoli delle sue idee autoritarie e fanatico-cristiane?

"According to Gary North, women who have abortions should be publicly executed [...] The Biblically approved methods of execution include burning (at the stake for example), stoning, hanging, and “the sword.” Gary North prefers stoning because, among other things, stones are cheap, plentiful, and convenient."

http://www.publiceye.org/magazine/v08n1/chrisre1.html

Intendiamoci, anche a me é piaciuto Cosa é il Denaro, peró un tizio cosí mi perde 10mila punti se mi dice che una donna che abortisce deve essere lapidata. Dubito che Mises o Rothbard avessero idee simili.
 
 
0 # Antonio 2013-03-14 16:47
Sono perfettamente in linea con quanto detto da Francesco qualche riga sotto.

Essendo fra quelli che apprezza North, posso solo aggiungere che ho letto e citato (anche qui) tanti personaggi "discussi e discutibili".

Ciò non significa che eventuali azioni e/o correlati contenuti oggettivi (e specifici) ad alta qualità debbano essere ridimensionati.

Sovente, soffermandosi eccessivamente a "contemplare" il messaggero, si rischia di perdere l'importanza e il valore del messaggio.

In ogni caso, credo di riuscire a comprendere assai bene la delusione che hai provato.
 
 
+1 # Francesco 2013-03-14 14:48
interessante attacco ad personam che niente ha a che vededere con l'argomento trattato. peraltro la fonte è alquanto discutibile. chiederò a Gary stesso cosa ne pensa di tale citazione nei suoi confronti e vi farò sapere.
 
 
0 # weltview 2013-03-14 15:10
Non é un attacco fine a se stesso, penso che sia uno spunto per riflettere. A me personalmente sono cadute le braccia.

Sulla affidabilitá della fonte non saprei, comunque che Gary North sia vicino a posizioni biblico-cristiane mi sembra indiscutibile
http://www.garynorth.com/public/department158.cfm
http://www.garynorth.com/public/department57.cfm

Ripeto, penso che Cosa é il Denaro é un gran libro, peró devo ammettere che le idee dell'autore su altri temi modificano il mio giudizio. Magari sbaglio, perché se Gary dice una cosa condivisibile non dovrebbe smettere di esserlo solo perché é un antiabortista o tifoso della Juve.
 
 
0 # UFO 2013-03-17 11:45
La Bibbia nella mano sinistra,la pistola nella mano destra,le pepite dello Yukon seppellite in giardino,questa è l'America che mi piace,quella vera,primitiva, protoanarchica, quella che Obama e la gente delle città è venuta a seppellire.
Sapete perchè l'anarcocapitalis mo ha attecchito in America e non in Europa?
Perchè nessuno si rende conto che per circa 2 secoli sostanzialmente la gente in America è vissuta senza un governo,per loro,non è utopia,è qualcosa che è già accaduto.
Se tu ti mettevi a piantar patate nel Wyoming,il governo non sapevi neanche cosa fosse,te la dovevi cavare da solo.
 
 
0 # UFO 2013-03-17 11:47
Quando gli europei fuggivano dall'Europa,fuggivan o sostanzialmente da un governo,(e dalla cosiddetta ''civiltà),per cercare una vita più libera,quando poi quel governo da oltreoceano,ha deciso di tassarli,è successo il patatrack,e gli hanno dato il benservito.
Chi mette la rivoluzione americana a fianco delle altre postcoloniali,t ipo l'Algeria,non ne ha capito nulla.Quella non è stata una rivolta spinta dal nazionalismo,pe rchè una nazione non esisteva ancora,quella è stata una rivolta FISCALE,contro lo stato.
 
 
+4 # Francesco 2013-03-14 15:34
non mi piace andare off topic, ma a me personalmente delle credenze religiose delle persone non interessa granché e nulla hanno a che fare con lo studio dell'economia. se vogliamo invece considerare la cosa da un punto di vista strettamente etico, la posizione libertaria sull'aborto è alquanto dibattuta. per alcuni è un omicidio (come dovrebbe essere il caso di North, by the way ho già scritto nel suo forum e sono in attesa di risposta) per altri come Rothbard stesso non lo è fintanto che il feto è nel corpo della madre. Sono posizioni su argomenti estremamente delicati su cui non vedo né una linea di demarcazione chiara né ripercussioni rilevanti sul resto del pensiero economico.
 
 
+1 # Francesco 2013-03-14 17:45
[OT] continuo in offtopic per chiudere questa parentesi totalmente ininfluente sul discorso principale. Vista la sua condanna personale dell'aborto come omicidio (al pari credo di quasi tutti i cattolici di questo paese) e alla luce delle considerazioni, tutto sommato condivisibili, di questo suo altro articolo:

http://www.garynorth.com/public/9988.cfm

gary north risulta essere, più che fanatico, molto coerente con se stesso.

Alla domanda "a chi spetta decidere se l'aborto sia un omicidio" tuttavia risponde: una giuria. Risposta alquanto vaga, che lascia la questione indefinita come detto appena sopra (nessuna linea di demarcazione precisa).

dal suo articolo segnalato dal titolo Pena di Morte, riporto questo passaggio che mi ha fatto riflettere.

Some nations do not impose a death penalty. The man who murdered 77 victims in Norway in 2011 was given a maximum of 21 years in August 2012: 13 weeks per victim. He is eligible for parole in 10 years: six weeks per victim. Here is the economic implication: a steep discount for mass murders. I went into print on this implication. The mainstream media did not.
.

sei settimane per vittima! FORTI SCONTI per omicidi di massa. questa è la società in cui viviamo.

per quanto mi riguarda, chiuso l'off topic.
 
 
0 # pinusnigraustriaca 2013-03-14 22:10
Un altro libro USEMLAB?
Evviva! Non vedo l'ora di leggerlo (e di farlo leggere)
Ogni libro USEMLAB è occasione di crescita culturale e umana.
Ottimo. Avanti così.
 
 
0 # Francesco 2013-03-16 22:58
Citazione pinusnigraustri aca:
Un altro libro USEMLAB?
Evviva! Non vedo l'ora di leggerlo (e di farlo leggere)
Ogni libro USEMLAB è occasione di crescita culturale e umana.
Ottimo. Avanti così.


sarà un libro abbastanza difficile rispetto agli altri. ma se si vuole andare a fondo della questione monetaria e della riserva frazionaria indispensabile.
 
 
+2 # Maciknight 2013-03-16 17:55
"Rothbard era convinto che le persone ricche e potenti dietro le quinte tendano ad accordarsi, a trovare intese, a tramare per usare i poteri politici e lo Stato al fine di interferire con il libero mercato in modo da consolidare le posizioni dominanti acquisite. Fu anche questa chiave di lettura che lo portò su una posizione fortemente ostile alla riserva frazionaria, da lui equiparata ad una sorta di furto, cioè di violazione della proprietà privata."
Qui sta il punto. In particolare nel nostro paese, che lo rende irriformabile ed ingovernabile. Se anche si riuscisse, come spera il M5S e Grillo, a rinnovare la classe politica collusa, rimarrebbero migliaia e migliai di burocrati agli alti livelli gerarchici, pseudo intellettuali ed economisti di regime, media mainstream, un esercito di cortigiani nelle fondazioni bancarie e aziende pubbliche e miste, ecc., che impediranno qualsiasi rinnovamento e cambiamento radicale ... (segue)
 
 
+2 # Maciknight 2013-03-16 17:59
(segue) ...
In pratica la lotta è tra chi occupa posizioni parassitarie (pubbliche e correlate) e chi produce veramente ricchezza. Questi ultimi sono ormai ridotti allo sfinimento, dissanguati, anche a causa del senso di responsabilità e sensibilità personale che li ha indotti a sostenere l'attività anche con le ultime risorse famigliari disponibili. Il problema è rappresentato soprattutto da coloro che non appartengono alla classe dei parassiti e sembrano volerli combattere, ma senza adeguati strumenti culturali (vedasi ad. es. i 5 Stelle) e senza esperienza, competenza e motivazione radicata, rischiando di fare danni, essere fagocitati, o passare dalla parte dei parassiti, magari con modalità graduali e mistificatorie. Del resto l'Ego è sempre in agguato ed è sensibile alle lusinghe.
Scusate il mio solito ottimismo ... :D
 
 
0 # UFO 2013-03-17 11:12
A me Rothbard piace,proprio perchè E' POLITICAMENTE SCORRETTO,(ma poi politicamente corretto che vuol dire?è un bollino blu che si dà alle migliori banane chiquita)legget evi questo paper contro il femminismo del 1978
www.4shared.com/file/106683452/c0a2bbee/Murray_N_Rothbard_-_Contro_il_femminismo.html
 
 
0 # davide71 2013-03-21 15:47
Ciao a tutti:
a me Rothbard piace e ho letto un certo numero di testi. Non si può essere Austriaci e non aver letto Rothbard. Tuttavia non vedo perché all'interno della Scuola Austriaca non vi possa essere del dibattito. Sui contenuti, non sulle persone. Affermare che "i seguaci di Lachmann non li conosce nessuno" per denigrarli per me è inaccettabile! ed è per via di questi atteggiamenti che non amo tanto Gary North. Rothbard per me è un altro ordine di grandezza come lucidità e concretezza ed è sicuramente per questo che è più conosciuto.
Accolgo con molto favore l'ingresso di un suo libro su Usemlab. Una presenza indispensabile!
 
 
0 # seba2 2013-03-25 00:00
Il prossimo libro edito da USEMLAB sarà la traduzione di un testo di Rothbard :lol: GRAZIE
 

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