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Moneta Privata Stampa
Scritto da Jeffrey Tucker   
Sabato 12 Ottobre 2013 18:00
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bitcoinTitolo Originale: Money Can and Should Be Private Property (Il denaro può e dovrebbe essere proprietà privata) di Jeffrey Tucker, saggista e opinionista di temi economici, editore responsabile di Laissez-Faire Books, già membro del Ludwig von Mises Institute. Traduzione originale di Luca Fusari, pubblicata su l'Indipendenza il 22 luglio 2013.

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Stavo sognando ad occhi aperti durante il fine settimana. Il motivo: le straordinarie epifanie intellettuali che ho sperimentato nel corso della mia vita. Sono momenti in cui qualcuno ti rivela qualcosa che ti scuote, che va contro tutto quello che avevi pensato non fosse possibile. In un primo momento si oppone resistenza, ma non si può sostenere il contrario. Infine la si supporta, anche se con qualche disagio. Non appena l’intuizione si consolida, il mondo sembra un posto diverso. Non scrollarti mai di dosso un’epifania, non farlo veramente. Ti tormenterà per sempre.

Bitcoin è una di quelle. Beh, non direttamente, ma se non fosse stata per un’altra epifania, non avrei prestato alcuna attenzione al branco di geek e al loro starnazzare su una nuova moneta di internet. Avevo 20 anni e studiavo economia, con particolare attenzione alla politica monetaria e come dovrebbe essere condotta. In qualche modo, mi imbattei in un saggio di Murray Rothbard chiamato What Has Government Done to Our Money? (in italiano Lo Stato falsario, n.d.t.). La maggior parte del suo contenuto mi era familiare. Racconta come le banche centrali e le politiche inflazionistiche riducano il potere d’acquisto del denaro, e perché un sistema di denaro rigido sarebbe meglio di un sistema a carta moneta.

Tutto bene, d’accordo, ma c’era questa piccola sezione del libro, lunga solo pochi paragrafi, in cui Rothbard faceva un’affermazione che mi ha scosso. Sosteneva che il governo non ha bisogno di essere coinvolto nella produzione di moneta. La moneta viene dal mercato e può continuare a farne parte. I privati possono battere moneta allo stesso modo in cui altri produttori realizzano cibo, scarpe e calcolatrici. La moneta è un bene come un altro, dovrebbe essere pienamente restituita al mercato, e il governo dovrebbe tenere le proprie manone ben lontane da essa.

Questo ha fatto esplodere la mia mente. Perché? Perché sembra stravagante. Tutto ciò che sappiamo della moneta è che riguarda il governo. Ogni biglietto ha sopra l’effige di un politico, ed è stampato dal Tesoro degli Stati Uniti. Le politiche bancarie e monetarie comportano sempre grandi legami con il potere. E’ stato così nella mia vita, nella vita dei miei genitori e a loro volta dei loro. Fu così anche nel XIX° secolo fin dalla guerra rivoluzionaria.

La moneta non è sempre stata così? Guardate alla Bibbia, per esempio. Gesù si è confrontato con una moneta romana con l’effige di Cesare. Ha chiesto a chi essa appartenesse, e ha dato una risposta sconcertante e perfino evasiva. In questo caso, e in ogni altro che avevo conosciuto, governo e moneta andavano assieme.

Bene, c’è un’altra storia che non viene insegnata a scuola. La moneta è nata ed è stata prodotta dai privati. Fu solo in seguito che venne controllata dal governo e per ovvie ragioni. Un governo che controlla la moneta controlla l’economia. E’ in grado di svalutare i soldi del popolo e avere una fonte di reddito senza tassare direttamente la gente. Può quindi erogare favori ai potenti membri della società.

Ma la moneta del governo non è mai stabile. Le alternative private continuano ad emergere. Era vero nel medioevo, dove le zecche private prosperarono fino a quando non furono chiuse. Era vero nella rivoluzione industriale, fino a quando le zecche private non furono chiuse. Anche negli Stati Uniti nel XIX° secolo, le valute private erano una caratteristica di ogni territorio di frontiera, fino a quando non furono successivamente chiuse.

Nel XX° secolo, la moneta è stata nazionalizzata in tutti i Paesi da parte dei governi. Questo è accaduto nel 1913, negli Stati Uniti, con la creazione della Federal Reserve. Il governo ha preso la proprietà e ne ha dato il controllo ad un cartello privato. Il cartello privato ha accettato di sostenere il governo, e in cambio il governo dovrebbe fornire la copertura legale per l’intesa atta a garantire la sua stabilità e longevità. Il resto della storia fatta di cicli economici e deprezzamenti era già scritta, era solo una questione di tempo.

Ma che dire di oggi? C’è davvero un modo affinché la moneta possa essere nuovamente privata? Possiamo in qualche modo ripristinare un denaro sonante privatamente prodotto e posseduto? Certo. Il governo deve solo togliersi di torno, la libera impresa ne prenderebbe il posto. Come possiamo esserne sicuri? Beh, il denaro è piuttosto utile. Il settore privato è specializzato nella realizzazione e gestione di cose utili.

Accadrà? Penso che tutto sia possibile, ma al momento non vi è alcuna ragione al mondo per credere che ciò accada. La questione di una riforma fondamentale è sul tavolo da decenni. Le prove di cui abbiamo bisogno sono ovunque intorno a noi, ma politica e prove scientifiche non si mescolano bene fra loro. La classe politica e i suoi finanziatori non vogliono la riforma. Senza di loro, la riforma non è possibile. E’ bello parlare di gold standard, ma questi discorsi sono una pura astrazione nel clima odierno.

C’è un raggio di speranza? Certo. James Cox nel suo eccellente libro Bitcoin and Digital Currencies: The New World of Money and Freedom (edito da Laissez Faire Books, 2013, e potrebbe anche essere il prossimo libro USEMLAB,  anche se sull'argomento preferirerei scriverne uno di mio pugno, ndr) mostra che vi è un modello al lavoro. La moneta emerge prima come denaro rigido, una volta controllato diventa denaro morbido che poi il governo distrugge. A questo punto, la moneta viene reinventata dai mercati, e il ciclo ricomincia. Egli dimostra l’esistenza di questo ciclo dal mondo antico ad oggi.

Che forma assume la moneta sonante nell’era digitale? Cox dice quella digitale. Bitcoin, rappresenta l’incarnazione di una nuova moneta privata, l’equivalente del gold standard su internet. Ha tutte le caratteristiche della grande moneta, ma è migliore anche rispetto all’oro, perché opera sia come moneta che come sistema di pagamento.

Nessuna moneta nella storia è riuscita ad essere entrambe le cose contemporaneamente. Questo perché Bitcoin non ha i costi di stoccaggio e di trasporto che altre entità sonanti richiedono. Con l’oro e l’argento sono necessarie delle istituzioni per spostare quella roba in giro, sono necessarie delle istituzioni per elaborare i pagamenti, è possibile scambiarli “peer to peer” ma sono ingombranti, il che è un po’ ridicolo in un’economia globale in cui digitale e il commercio universale è la norma.

Questo è il motivo per il quale Bitcoin è così significativo e addirittura un cambiamento epocale. Risolve molti problemi in una sola volta. Risolve il problema di doversi fidare di sistemi di pagamento di terze parti. Tiene il governo fuori da tale scenario. Fornisce la sicurezza agli utenti, utilizzando i più alti standard di cifratura possibile per gli scambi. Consente lo scambio peer-to-peer anche in assenza di prossimità geografica. E la sua fideiussione come denaro è ancora più non compromettente dell’oro e dell’argento, i quali necessitano d’essere stoccati fisicamente e possono sempre essere confiscati.

Quindi nella visione di Cox, Bitcoin è l’inizio di una nuova fase dell’economia monetaria caratterizzata da denaro rigido, ma esso si distingue per una maggiore possibilità di successo rispetto al passato poiché è protetto contro la sua nazionalizzazione da parte del governo. Il governo non può abolire la matematica, può vietarla ma probabilmente non dovrebbe succedere. Allo stesso modo può vietare Bitcoin, ma Bitcoin non se ne preoccuperà, è intenzionato a proseguire nella sua crescita ed è ciò che vuole fare.

Fino ad oggi questo è il miglior libro apparso sul tema Bitcoin, perché mette l’innovazione nel contesto di una storia della moneta. Questo è un punto di vista che finora mancava. Cox sostiene che è un nuovo rifugio sicuro e l’avvento di una nuova forma di libertà monetaria.

Pur essendone certo, Cox vede anche dei potenziali problemi. Il governo può attaccare gli scambi, e infatti il governo lo ha già fatto. Vi è un potenziale problema tecnico che incontreremo tra molti anni quando nel 2140 la miniera si esaurirà, e non vi è alcun incentivo per la verifica delle transazioni. Infine, Cox ritiene che la vera minaccia per il futuro di Bitcoin non sia tecnologica ma economica, altre valute potrebbero farsi avanti e rendere Bitcoin obsoleto.

Se non fosse stato per la mia epifania a 20 anni, quando Rothbard ha dimostrato (per la mia soddisfazione) che il denaro può essere completamente privato, non avrei creduto ad una sola parola di tutto questo. Capisco perché alcune persone sono incredule circa la moneta digitale. Queste stesse persone hanno seri dubbi che i mercati possano reinventare e gestire la moneta. Sì, in un’epoca di soldi nazionalizzati, una tale idea può sembrare folle. Ma è sufficiente guardare a Bitcoin per vedere che già oggi succede. Un nuovo mondo di soldi e libertà sta già emergendo.

Ricordate inoltre che Bitcoin ha solo quattro anni di vita. Quando il settore aziendale su internet aveva quattro anni, Amazon.com non sembrava niente di impressionante, e tutti gli esperti stavano scommettendo che esso fosse un inevitabile flop. Così è anche per Bitcoin; osservato nel lungo periodo potreste avere un’epifania.

 
(19 voti, media: 4.42 di 5)

Commenti 

 
+1 # ciromas 2013-10-15 07:50
è vero Gesù ha dato una risposta volutamente "evasiva"
ha richiesto di vedere la moneta ..vuole significare che le monete potevano essere diverse .
comunque in tutto il mediterraneo le monete in circolazione erano soprattutto d'argento infatti nella parabola dei talenti Gesù si riferisce a talenti d'argento
di circa kg 20,4 l'uno.
 
 
+1 # tommasodaquino 2013-10-16 06:37
L ultima dal blog keynesiano di RC:"gli austriaci rappresentano i banchieri ed i conservatori..." siamo arrivati all isteria pura.
 
 
-1 # Borderline.Keroro 2013-10-16 07:35
dove l'hanno scritta questa? :o
 
 
0 # tommasodaquino 2013-10-16 10:15
secondo me sono pazzi


http://www.rischiocalcolato.it/2013/10/e-se-alla-fine-gli-usa-decidessero-di-non-alzare-il-loro-debito-il-default-e-una-puttanata-lo-sapevate.html
 
 
0 # Francesco 2013-10-18 14:13
un altro video interessante:

http://www.youtube.com/watch?v=T_hBhymFfm8
 

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