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La Fine del Superstato Stampa
Lunedì 24 Marzo 2014 13:45
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Sono piccoli segnali ma ci sono e sono tanti. Dopo la vicenda della Crimea, il Veneto qua in Italia. Al di là dei numeri effettivi, l'iniziativa presa nella regione italiana, che finalmente reclama l'indipendenza dal peggior mostro fiscale del pianeta, è a mio avviso un enorme successo. Le tensioni verso la decentralizzazione sono forti ovunque in tutta europa e non solo. I politici dalla visione antiumana oltreché antieconomica che spingono verso un governo mondiale, o verso un'europa unita politicamente perderanno, ne sono convinto. Perderanno dopo aver posto tutte le condizioni che scateneranno un caos economico senza precedenti nella storia del mondo post-industrializzato. Gli Stati Uniti come spiega Jim Sinclair in questa intervista video sono a un passo dalla deflagrazione del sistema basato sul dollaro (concordo su un target price dell'oro sui 15mila dollari). L'Euro è tenuto insieme con lo sputo di un banchiere centrale che bluffa da due anni. E ai media non resta che raccontare panzane (le rivelazioni sul presunto attacco con armi chimiche della Siria di qualche mese fa sono davvero nuovamente clamorose; grazie a internet tutti i nodi vengono prima o poi al pettine).

 
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Commenti 

 
0 # AlessioR 2014-03-24 20:09


http://vonmises.it/2012/04/19/leurozona-un-groviglio-di-azzardo-morale/

https://mises.org/daily/6609/How-the-Paper-Money-Experiment-Will-End
 
 
0 # vento1 2014-03-24 21:25
Sto' leggendo il libro "lo stato nel terzo millennio" del Principe attualmente regnante Hans-Adam del Liechtenstein.
www.ibs.it/code/9788864400440/hans-adam-del.../stato-nel-terzo.html?.
Secondo la sua opinione, le piccole realta' statuali godranno di un nuovo futuro, perche' a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, la caduta dei dazi, la velocita' di movimento delle materie prime, consentono a queste piccole realta' di avere il necessario senza ostacoli, e a differenza dei grandi stati, poter muoversi con efficienza ed agilita'.
Surclassandoli, in qualita' di vita' e rispetto della sfera privata, imprenditoria, fiscalita'.
Curiosamente in questo Principato, ognuno dei sei comuni ha la possibilita' di secedere, e i costi della rappresentanza dello stato, sono assunti interamente dalla famiglia reale.
Costi zero a carico dei cittadini.
A quando nella repubblica italiana?
 
 
0 # AlessioR 2014-03-24 21:56
costi zero? mhhhhhhhh

chi ha fatto questo grafico....

http://www.zerohedge.com/news/2014-03-23/probably-most-important-chart-world

lo poteva dedicare anche a chi vive di capitali..freschi ceh arrivano... (agli stati moderni fiat money servono proprio questi.. che poi siano utili da barili o da fondi...altrimenti li devono prendere tramite tax sul popolo becero ) :-)

sicuramente lussemburgo liechtestein restano OTTIMI buchi dove nascondersi... :-)
 
 
0 # AlessioR 2014-03-25 17:18
un santo è stato trattato quasi come un ladro

fra un po un santo se ne andrà dall'italia e sta vedendo di depositare lingotti in ch

in via valtellina a milano (ufficio doganale della finanza) risposte vaghe ed imprecise.. deve sentire i doganieri , il santo ...

il santo va in dogana como/chiasso

domande su domande sul perchè percome...

il santo vuole solo sapere ceh cazzo di documenti van compilati

nessuna risposta non lo sapevano manco loro
risposta:

il santo si deve recare in dogana commerciale a 100 metri e far ripartire iter delle domande...

previsioni del futuro del santo:

i ch metteranno blindati a confine
a 200 metri la massa italiana
in mezzo fiamme gialle prese a sassate e manganellate

fortuna ceh il santo per allora non ci sarà in sto bordello io lo seguo

 
 
0 # ginek 2014-03-27 10:33
In tal senso l’internazional izzazione del renminbi potrebbe essere un punto di svolta. L’asse euro-asiatica (nel senso di euro) potrebbe trovare nel capitale cinese “liberalizzato” la massa critica necessaria a neutralizzare definitivamente la moneta egemone, ossia il dollaro.
http://www.eurasia-rivista.org/chimerica-il-nuovo-far-west-del-capitale-o-la-fine-della-moneta-egemone/20804/
 
 
0 # AlessioR 2014-03-27 11:29
purtroppo è 10 anni ceh ne parlano ..monete bircs... rublo...

"it's a race to debase" e i brics non i primi a pagarla..su tutti i fronti...

°°°°°
°°°°°

bellissima (la battuta..carina anceh lei...)

http://www.youtube.com/watch?v=I3DlF-ueYBg#t=13
Peter Schiff: It's not the weather, the economy is headed to

è arrivata l'ora di spurgare bene finalmente o no?
 
 
0 # AlessioR 2014-03-28 15:23
https://www.youtube.com/watch?v=sDJdoYVUBTk
We Don't Have Free Markets Or Capitalism - Mike Maloney
 
 
0 # faniarte 2014-03-28 15:52
Salve a tutti,posto questo video così come trovato
che ne pensate...


https://www.youtube.com/watch?v=TD0ruc5ohHw
 
 
0 # AlessioR 2014-03-29 00:04
fani che brividi...

The roof the roof the roof is on fire
We don't need no water let the motherfucker burn
Burn motherfucker burn
 
 
+5 # Francesco 2014-03-29 19:50
bello di Hoppe preso da qua:

http://www.lindipendenza.com/mcmaken-hoppe-veneto-secessione-piccole-libere-nazioni/

[L]a più grande speranza per la libertà viene dai piccoli Paesi: da Monaco, Andorra, Liechtenstein, anche dalla Svizzera, Hong Kong, Singapore, Bermuda, eccetera, un liberale dovrebbe sperare in un mondo di decine di migliaia di tali piccole entità indipendenti. Perché non una libera città indipendente di Istanbul e Izmir, che mantengano relazioni amichevoli con il governo centrale turco ma che non effettuino più i pagamenti fiscali per quest’ultimo o che non ricevano pagamenti da esso, e che non riconoscano più la legislazione del governo centrale ma abbiano una propria legislazione a Istanbul o a Izmir. Gli apologeti dello Stato centrale (e di superStati come l’Ue) sostengono che una tale proliferazione di unità politiche indipendenti porterebbe alla disintegrazione economica e all’impoverimen to. Tuttavia, l’evidenza empirica parla acutamente contro questa affermazione: i piccoli Paesi sopra citati sono tutti più ricchi dei loro dintorni. Inoltre, la riflessione teorica mostra anche che questa affermazione è solo un altro mito statalista. Piccoli governi hanno molti concorrenti vicini. Se questi tassano e regolano i propri sudditi visibilmente di più rispetto ai loro concorrenti, essi sono tenuti a soffrire l’emigrazione di lavoro e di capitali. Inoltre, più piccolo è il Paese, maggiore sarà la pressione per optare per il libero scambio piuttosto che per il protezionismo. Ogni interferenza del governo con il commercio estero conduce all’impoverimen to relativo, in Patria come all’estero. Ma più piccolo è un territorio e i suoi mercati interni, più drammatico sarà questo effetto. Se gli Stati Uniti si impegnassero nel protezionismo il tenore di vita medio degli Stati Uniti scenderebbe ma nessuno morirebbe di fame. Se una sola città, ad esempio Monaco, facesse altrettanto, avrebbe quasi immediatamente una carestia. Considerate una singola famiglia come la più piccola e plausibile unità secessionista. Impegnandosi in un libero commercio senza restrizioni, anche il territorio più piccolo può essere completamente integrato nel mercato mondiale ed essere partecipe di tutti i vantaggi della divisione del lavoro. Infatti, i suoi proprietari possono diventare le persone più ricche della Terra. Al contrario, se quegli stessi proprietari di casa decidono di rinunciare a tutto il commercio inter-territoriale, questo comporterebbe una loro abietta povertà o morte. Di conseguenza, più piccolo è il territorio e il suo mercato interno, più probabile che esso opti per il libero scambio. Inoltre, come posso solo indicare, ma non spiegare qui, la secessione promuove anche l’integrazione monetaria e porterebbe alla sostituzione del sistema monetario attuale delle fluttuanti monete nazionali di carta con uno standard di moneta-merce del tutto al di fuori del controllo del governo. In sintesi, il mondo vedrebbe piccoli governi liberali economicamente integrati attraverso il libero scambio di una moneta-merce internazionale come l’oro. Sarebbe un mondo di inaudita prosperità, di crescita economica e di progresso culturale».
 

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