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Reality Check sul Bitcoin Stampa
Scritto da Francesco Carbone   
Martedì 17 Febbraio 2015 11:10
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fish tank bitcoinSono due anni che seguo da vicino il mercato del bitcoin e delle cosidette cryptovalute alternative e posso dire di conoscerlo quasi come le mie tasche. Benché io non sia un informatico e un programmatore ho avuto modo di comprendere il mercato e l'ecosistema che sono nati intorno al bitcoin e anche tante problematiche del protocollo e dell'applicazione come moneta.

All'inizio ero molto scettico, uno scetticismo che durava dai tempi in cui, grazie a Dusty del PorticoDipinto, ne venni a conoscenza. Era l'aprile 2011 e valeva circa un dollaro. Diciamo però che da settembre 2012 le mie opinioni cominciarono a cambiare e finalmente decisi di buttarmici dentro nel febbraio 2013. Da allora non ne sono più uscito.

In questi due anni ho passato diverse fasi, condizionate ovviamente anche dalla dinamica di prezzo, arrivando alla convinzione che l'esperimento potesse davvero funzionare. Poi, comprendendo più a fondo il Proof of Work, ovvero l'attività di verifica delle transazioni (realizzata dal cosidetto mining che fornisce la sicurezza al network del bitcoin), ho cominciato lentamente a ricredermi. Il PoW a mio avviso non è sostenibile nel lungo termine così come è stato disegnato da Satoshi Nakamoto ed è anche un metodo molto inefficiente per fornire sicurezza al network. Costituisce il più grosso problema del bitcoin e non è l'unico. Il crollo di prezzo sotto quota 400 ha confermato i miei dubbi alimentandone tanti altri al punto che sono tornato sulle mie posizioni iniziali di forte scetticismo.

Di fronte alla quasi totale assenza di interesse da parte del largo pubblico nei confronti del bitcoin riscontrata nel corso del 2014 (per me siamo a circa un 250mila users in tutto il mondo, ben sotto quei 3/5 milioni spacciati da qualche fanatico), mi sono poi convinto che non ci sarà mai adozione di massa, principalmente per quattro motivi:

1) se la gente non ha ancora capito il denaro a corso forzoso, non capirà mai il bitcoin e quindi ne starà alla larga, fidandosi solo del denaro di stato o delle istituzioni che lo maneggiano (e non importa se questa fiducia arriverà a costargli un giorno quasi tutti i propri risparmi, come in maniera graduale sta accadendo oramai da diversi anni);

2) fondamentalmente alle persone del mondo occidentale il bitcoin non offre alcuna reale utilità come mezzo di scambio; la questione dei bassi costi di transazione è una enorme balla che non tiene conto dell'inflazione attuale pari a circa il 10% l'anno. Quando l'inflazione scenderà le fee inevitabilmente saliranno e, in assenza di adozione da parte della massa, anche in maniera considerevole; alternativamente i minatori non avranno incentivo a fornire la sicurezza per cui il network si indebolirà.

3) non c'è modo di ovviare alla insicurezza dei propri bitcoin che, in quanto "digitali" per definizione, sono sempre costantemente a rischio di hackeraggio da parte di pirati informatici (due giorni fa ad un exchange, BTER, sono stati rubati 7170 bitcoin, a bitstamp 19mila a gennaio; se non ci riescono gli esperti a difendere i bitcoin dei clienti, figuriamoci una persona qualunque i propri); anche le banche sono hackerabili, o le aziende che emettono carte di credito, ma in questi casi il cliente non perde niente.

4) come riserva di valore il bitcoin non ha alcuna storia e quindi non è in grado di offrire in merito alcuna garanzia.

Se qualcuno l'anno scorso a Maggio era stato alla mia presentazione sul bitcoin, si ricorda che mostrai le qualità del bitcoin legate alla sua funzione di mezzo monetario confrontandole a quelle dell'oro. Il Bitcoin vinceva praticamente su tutte tranne su una, la più importante: store of value, riserva di valore.

L'oro ha 5000 anni di storia come ottima riserva di valore, il bitcoin praticamente nessuno. E difficilmente potrà mai funzionare in questo senso nonostante la scarsità programmata dal protocollo, pari a 21 milioni di pezzi, perché il valore di questo mezzo monetario il mercato non l'ha ancora scoperto e difficilmente arriverà mai a scoprirlo in quanto è strettamente legato al suo successo e alla sua diffusione. Il bitcoin potrebbe tornare a una cifra o salire nuovamente molto di prezzo da questi livelli ma, prima di elevarsi a riserva di valore, dovrebbe innanzitutto raggiungere una adozione di massa e una distribuzione dei gettoni tale da dare stabilità al valore così raggiunto senza che, come succede oggi, una manciata di players riescano a spostarne il prezzo del 20-30% a piacere solo per mangiare gli stop loss ai trader inesperti che lavorano sugli exchange principali (su questo tornerò più avanti). Peraltro finchè ci sarà il milione di pezzi nelle mani di una singola persona o gruppo di persone (Satoshi Nakamoto), il bitcoin avrà un punto di concentrazione elevatissimo e rischiosissimo.

Per le ragioni addotte l'adozione di massa è a mio avviso uno scenario improbabile: a meno che il processo non sia voluto e indotto dall'alto, cosa che mi riesce difficile credere (già mi sorprende che gli USA lo stiano accogliendo e regolamentando, anziché ostacolarlo e sopprimerlo), le masse non si butteranno mai a comprare un mezzo monetario quasi impossibile da capire, gestire e proteggere in sicurezza il cui valore sbalza continuamente senza senso grazie a un manipolo di squali che ne muove il prezzo a piacere. Potrebbe essere dato in pasto alle masse per conseguire fini di controllo e monitoraggio della popolazione (vedi facebook), ma allora la stessa natura di moneta indipendente verrebbe meno: nessuna liberazione dal potere ma solo un altro strumento di controllo da parte di chi gestisce il sistema.

Quindi? Quale è il futuro? Morirà o si affermerà con successo? Secondo me né l'uno né l'altro scenario, lo scenario più probabile è che continuerà a vivacchiare per non morire. Nella migliore delle ipotesi (nella quale spero ancora) riuscirà a ritagliarsi un discreto spazio come moneta circolante sulla rete, benché con una quota di mercato relativa di gran lunga inferiore a quella odierna (dove il bitcoin ha quasi il 98% della capitalizzazione delle cryptovalute), sempre che non venga rimpiazzato come numero uno da un gettone alternativo migliore che è già nato o deve ancora nascere (altra ipotesi da tenere sempre in considerazione).

Intanto e per ancora diverso tempo sarà sbattuto in su e in giù come uno straccio da questo manipolo di grossi squali che secondo mie stime con massimo un 100mila bitcoin, ovvero 20-25 milioni a questi prezzi, spostano a piacimento un mercato da 3 miliardi (vi rendete conto quanto sia ridicolo già questo? per muovere il litecoin, il secondo gettone per capitalizzazione servono in proporzione molti più gettoni) spolpando ai piccoli trader, a cui è stata data la leva finanziaria a partire dallo scorso settembre, qualcosa come 20-30mila bitcoin al mese. Bitcoin che in parte vengono capitalizzati per aumentare la potenza di fuoco nel tiro al piccione (gli stop loss dei trader) e in parte finiscono sul mercato (quindi pressione sul prezzo al ribasso, che si unisce a quella offerta dai nuovi gettoni minati, 3600 al giorno, a quelli spesi presso i merchant, e a tutti i bitcoin rubati o truffati cioè mediamente altri 10mila al mese sistematicamente monetizzati in fiat currency).

Al di là dell'appeal offerto dal bitcoin di poter rivoluzionare il mondo monetario (per ora ha rivoluzionato solo la creatività imbroglioni e pirati informatici) e di raggiungere chissà quali prezzi assurdi sparati dal fanatico di turno (il classico bitcointard con forti tendenze monopolistiche che non vede null'altro che bitcoin), siamo quindi ancora in una jungla che offre interessanti opportunità ma nella quale, una volta entrati, non è facile districarsi. Per queste ragioni ho deciso di provare a offrire la mia expertise a chi volesse trovare una community interessata ad approfittare di un mercato ancora immaturo sul quale operare senza farsi scannare dagli squali che vi navigano. Poi col tempo scopriremo insieme, giorno dopo giorno, se il suo destino è andare verso zero o riprendere valori più alti di quelli attuali. Già se sfondasse i precedenti minimi del 14 gennaio secondo me sarebbe definitivamente destinato all'oblio. Qualora tornasse sopra 400 dovrebbe ripartire invece un nuovo mercato bull. Siamo in mezzo a questo range più vicini al baratro che al paradiso e se uno proprio volesse entrare con qualche spicciolo forse adesso è una buona occasione per farlo.

La mia idea è di aprire un gruppo su telegram (una specie di skype disponibile sia su pc sia su smarthone ma protetto minimamente per la privacy) dove discutere di bitcoin ma soprattutto del suo prezzo e di quello di altre alt in tempo reale, mettendomi a disposizione anche via skype per ogni tipo di chiarimento sull'argomento. Voglio che sia un gruppo prevalentemente operativo, formato da gente che non vuole stare semplicemente seduta sui propri bitcoin aspettando chissà che cosa. L'obiettivo principale è riuscire a schierarsi con gli squali che ogni giorno muovono questo mercato facendo strage di pesciolini che non si sono resi conto in quale mare stanno nuotando. E vi garantisco che ce ne sono tanti, a cui stanno portando via ogni bitcoin che mettono sugli exchange. Poi di idee se ne possono sviluppare tante soprattutto qualora il prezzo tornasse sopra 400$. E' un mare di opportunità senza precedenti e l'ho sperimentato in prima persona durante la folla corsa ai 1100 di novembre 2013.

Deciderò nei prossimi giorni i termini di ingresso alla community ma chi è interessato può cominciare a lasciare qua sotto un commento.

 
(1 voto, media: 5.00 di 5)

Commenti 

 
0 # simone 2015-02-17 12:51
Francesco non aspettavo altro, contagiato dal tuo entusiasmo dei primi tempi avrei proprio bisogno di un aiuto per non farmi sbranare del tutto e alleggerire una posizione che potrebbe diventare problematica.
Certo che se il potere bancario (Satoshi Nakamoto ?) decidesse di adottarlo sarebbe un buon investimento da affiancare alla moneta sonante.
 
 
+1 # Francesco 2015-02-17 17:12
Citazione simone:
Francesco non aspettavo altro, contagiato dal tuo entusiasmo dei primi tempi avrei proprio bisogno di un aiuto per non farmi sbranare del tutto e alleggerire una posizione che potrebbe diventare problematica.


chi sta qua dentro non a costo zero si è messo in una posizione difficile. l'avevo scritto giò a suo tempo, una volta partito sopra i 200$ era da considerarsi un treno perso, inutile inseguirlo. su certi treni o ci si salta in tempo o non vale la pena correre il rischio. dopo un ritracciamento dell'85% in zona 200$ si è aperta una finestra per provarci nuovamente, ma lo considero forse più pericoloso che nel 2013.

comunque il consiglio per gli inesperti è sempre stato di non metterci più dell'1% del patrimonio, a prescindere da dove uno è entrato l'impatto se si è entrati a prezzi non esagerati (diciamo da 400 in giù) è poco rilevante. (il sistema ti ciula ben oltre l1% all'anno del patrimonio).
 
 
+1 # Folletto 2015-02-17 12:54
Telegram su pc non supporta crittografia, e quella su Smartphone è oggetto di molte critiche per la banalità degli algoritmi di cifratura da anni '60 fatti "in casa", anche se è l'app più usata dai bitcointard.
Meglio Threema, finchè non ci sarà textsecure su iOS, ma è a pagamento...... e due lire per molti sono troppe oltre al fatto che non è open-source come vogliono i bitcointard!
Surespot non supporta perfect forward secrecy nemmeno nella comunicazione client-server, ma i bitcointard paranoidi (alieni-umanoidi tipo questo http://www.segretiemisteri.com/2013/03/obama-ha-un-alieno-come-guardia-del-corpo-video/ :lol: ) possono cambiare chiavi ogni volta manualmente, probabilmente domani supporteranno ECDHE, ma ....... ok ho capito lo stesso casino della sicurezza della proprietà dei bitcoin :lol: :lol: :-x :-x
 
 
+1 # Francesco 2015-02-17 15:31
e allora stiamo su skype che torna anche più comodo. tanto non c'è niente da nascondere.
 
 
0 # pippobaudo 2015-02-17 14:41
Interessato
 
 
0 # Folletto 2015-02-17 22:45
Dai Fra un gruppo di bitcoinisti senza cifratura endtoend! (Surespot non ha gruppi) e che usino un app che non deve essere necessariamente collegata ad un numero telefonico o ad una mail

Comunque wait&see http://www.acting-man.com/?p=35886
 
 
0 # Essere Presente 2015-02-18 11:32
Cari ragazzi, ecco un punto di vista interessante sul BITCOIN.
Bitcoin, le due facce della moneta digitale
Dal crollo delle quotazioni e della fiducia al picco degli investimenti, passando per fallimenti e cybercrime, il 2014 è stato un anno travagliato per la più famosa cripto-valuta. Quali prospettive?
http://www.ilcaffegeopolitico.org/26380/bitcoin-le-due-facce-della-moneta-digitale
 
 
0 # Gennaro 2015-02-18 14:06
Anche io sono interessato Francesco.
Mi piace l'idea Telegram, perche' e' rapido e snello (e in ogni caso non male per la privacy).
 
 
+2 # Ascanio 2015-02-18 19:46
Bisogna seguire con moltissima attenzione le alt-coin. I punti di fragilità del bitcoin sono tutti potenzialmente superabili, ed alcune cryptovalute già li utilizzano.
A mio parere il potenziale è troppo grosso per non iniziare ad entrare in questo mondo cercando di capirci qualcosa. Indipendentemen te dal crollo del prezzo io lo vedo più come un investire qualche spicciolo in cultura su qualcosa di innovativo.
Cmq se si tratterà anche di alt-coin io sarei anche interessato al gruppo.
 
 
0 # GiorgioM 2015-02-18 21:52
Ci sarò anch'io nel gruppo a dare una mano e verranno trattate anche le alt-coin che oltre ad esser sottovalutate in questo momento, sono anche estremamente facili da tradare per chi non ha necessità di muovere cifre importanti.
Il mercato delle criptovalute, a causa della quasi totale assenza di market makers e professionisti, è ancora estremamente acerbo e inefficente, principalmente fatto da cinesi che amano giocar d' azzardo scommettendo sui prezzi e ragazzini informatici che si son trovati all' improvviso con una piccola fortuna in mano ma, essendo completamente ignoranti di mercati e finanza, tendono a "regalare" soldi a chi ha capacità e voglia di impegnarsi.
C'è da dire comunque che l' intero settore è estremamente volatile, fragile ed altamente speculativo, se il bitcoin non avrà successo c'è il rischio concreto di perdere gran parte dei soldi investiti in criptovalute a prescindere dalla buona volontà vostra e dalla buona fede di chi vi propone il servizio.
 
 
0 # volpe 2015-02-18 20:55
interessato.. appoggio telegram per facilità e velocità di comunicazione
 
 
0 # clab 2015-02-19 22:15
Anch'io interessato al gruppo su telegram.
 
 
0 # Folletto 2015-02-23 01:22
http://thoughtcrime.org/blog/telegram-crypto-challenge/

Telegram bullshit, carino!
 

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