SOSTIENI IL SITO

Usemlab



In risposta sul Bitcoin Stampa
Scritto da Francesco Carbone   
Mercoledì 18 Febbraio 2015 21:33
Condividi


bitcoin chartVedo che il mio articolo sul bitcoin ha ricevuto risposta, quindi a mia volta replico all'articolo di Mirco Romanato, punto per punto. Premetto che in ogni caso la chiudo qua perché questi dibattiti, già avuti anche direttamente, sono fondamentalmente sterili dopo le prime due botte e risposte. Solo il tempo sarà in grado di dire chi aveva ragione.

1) Ho detto io stesso per primo che il POW dovrà aumentare notevolmente le commissioni di transazione a meno di una diffusione di massa. Ho spiegato poi perché secondo me non ci sarà adozione di massa. Quindi i numeri di Visa o Mastercard il bitcoin per me non li farà mai, ma neanche lontanamente. Sul costo dell'attacco si raccontano un sacco di balle, non è così costoso o difficile come si pensa, in realtà è molto inferiore alle stime correnti come spiega questo video. Oltretutto trovo demenziale che la sicurezza sia data in outsourcing a minatori che non hanno alcun interesse (stake) nel bitcoin. La sicurezza dovrebbe essere in qualche modo internalizzata sugli "azionisti". Il Proof of Stake (di cui Peercoin è il primo sviluppo ad opera di Sunnyking, studioso anche di rothbard e promotore del concetto di backbone currency, in pratica un programmatore che sta due passi avanti ogni altro sviluppatore di cryptovalute) cerca di realizzare questo concetto, ma non è ancora chiaro se sia una soluzione al problema. Di sicuro sulla carta è un modello migliore e decisamente più intelligente del PoW. E pure ecologico (per la felicità di tutti i verdi).

2) Forse chi sta seduto sui propri bitcoin aspettando chissà cosa ne sposta qualcuno una volta all'anno, o ogni mese, ma chi lavora attivamente sui mercati fa anche dalle 20 alle 50 transazioni al giorno che passano dalla blockchain, se non di più. Alcuni user come siti di gambling etc, ne fanno 1000 e passa. Fate voi i conti. Per me la stima di 250mila users è ragionevole, vedete voi dove abitate e fare una stima degli utenti nella vostra città magari organizzando un meetup. Se risiedete in una città di 1 milione di persone, non ci saranno più di 100 user di bitcoin. Se poi andate nelle città di provincia su 30mila anime va bene se trovate 2 cristi che lo hanno o ne hanno sentito parlare. Vivo a malta che ne fa oltre 400mila e secondo me non ci sono più di un cinquanta persone sull'isola che hanno bitcoin. Avendo organizzato più di qualche meetup mi sono fatto una discreta idea.

3) I vantaggi di risparmiare discrete percentuali di fatturato usando bitcoin sono compensati dalle rogne legate all'uso del bitcoin, non solo quelle relative alle sicurezza ma in primis quelle legali; il bitcoin per la legge ancora non si sa neanche cosa sia, come vada trattato, se chiedi al commercialista non sa di che stai parlando. Un chiamento legislativo potrebbe alleviare il problema e incentivare l'adozione, ma poi rimane il rischio di cambio, ancora troppo notevole. Se lo vuoi eliminare e trovi un cristo che ha qualche bitcoin da spendere (chiedete a chi accetta pagamenti in bitcoin quanti utenti hanno fatto shopping presso di loro, molti risponderanno: NESSUNO!), lo vendi subito in euro, e quindi l'adozione da parte del merchant (spesso a scopo pubblicitario) costituisce solo potenziale pressione sul prezzo al ribasso. Inutile esultare se microsoft accetta bitcoin, quando il prezzo sale dopo una news del genere è solo una ragione per passare il cerino all'entusiasta di turno. Come infatti è successo.

4) Sulla fascia giovane che avrebbe dovuto trovare interessante il Bitcoin da scambiarsi come figurine a costo praticamente zero sono d'accordo. Peccato che siano proprio i giovani a fregarsene più di tutti dell'argomento denaro e della convenienza ad usare quello digitale crittografico. Tranne qualche avvenente ragazzetta che si fa pagare in bitcoin per mostrarsi qualche minuto ignuda su webcam non si riscontra alcuna adozione da parte delle fasce giovani. Sperimentato in prima persona con domande ad hoc a qualche imberbe incontrato per caso (stavo per farci un video l'estate scorsa): zero, il 99% non ne ha mai sentito parlare. Meglio usare la carta prepagata del papà, tanto paga il vecchio.

5) Il 95% delle persone usa ancora windows, che praticamente è come avere un computer con le finestre (lo dice la parola stessa windows) spalancate sulla peggiore strada di Caracas. Un keylogger facile da installare a insaputa dell'utente e i bitcoin spariscono appena apri il wallet per provare a spostarli. Su altre magagne per rendere sicuro il bitcoin, tipo multisig e altre storie, vi passa la voglia una volta messi di fronte al manuale per capire come fare.

6) Riserva di valore significa che puoi ragionevolmente mettere da parte un valore oggi e sapere che tra 2, 3, 10, 30 o 50 anni anni avrà un potere d'acquisto simile a quello di oggi o magari anche maggiore (considerato l'aumento della produttività). La moneta fiat, euro, dollari o che sia è un pessimo store of value, ottimo mezzo di pagamento, decisamente unità di conto, ma zero riserva di valore, in 30 anni perde mediamente l'80% del potere d'acquisto. Bitcoin non ha neanche lontanamente alcuna chance di offrirsi come riserva di valore. Ne riparleranno eventualmente i nostri figli tra 50 anni forse, se esisterà ancora, avrà avuto diffusione e raggiunto un valore più o meno stabile.

7) Il network esistente del bitcoin, stimato in 250mila, ma fossero anche 2 milioni come sostiene Romanato, è ancora assolutamente ridicolo. Basta che qualcuno se ne esca con un gettone che riesce a distribuire in maniera equilibrata su una base ben più ampia di utenti, tipo 10 o 100 milioni, che spiazzerebbe il bitcoin a tempo quasi zero. Non so perché qualche social network con base utenti di decine di milioni non ci abbia ancora provato, ma potrebbe essere solo questione di tempo; qualcuno pare ci abbia pensato di recente (io già tempo fa, ma non ho un social network con 10 milioni di utenti, purtroppo).

Detto questo, vorrei ribadire una cosa. Io spero che il bitcoin riesca a ritargliarsi uno spazio discreto (lo scenario ottimista diciamo) e mi auguro che tra un 5 anni il mercato delle cryptovalute possa avere un valore complessivo di almeno 100 miliardi di dollari (attualmente sono appunto 3 miliardi), ma se prima ci credevo, adesso non ci credo più, è solo una flebile speranza.

Mi auguro anche che il bitcoin di questi 100 miliardi abbia una quota di mercato non superiore al 50%; considero molto più efficiente, decentralizzata, distribuita e salutare una buona concorrenza tra almeno 2-3 valute principali, difese da network di minatori differenti, supervisionate da programmatori differenti, con protocolli differenti (es: PoS e non PoW) e con concentrazione diversa in aree differenti del pianeta. Purtroppo il bitcointard vorrebbe cannibalizzare tutto il mercato per la semplice ragione che punta a massimizzare il prezzo del suo gettone per quanto forse, tra i più diffusi, sia quello con disegno peggiore (in fondo è stato il primo).

Ma ripeto tutti queste sono solo speranze che potrebbero cominciare a concretizzarsi parzialmente con una risalita di prezzo nei prossimi mesi sopra ai 400$. L'entrata in scena del primo exchange americano (Coinbase) già attivo da quasi un mese e già terzo per market share potrebbe canalizzare flussi nuovi nel bitcoin, quelli che sono mancati nell'ultimo anno. Se l'adozione arriva vedrete il prezzo salire. Se non arriva continuerà a scendere, niente di più facile.

Basterebbero a occhio e croce 300 milioni di flussi freschi per riportarlo a 500$ (per le tasche degli americani praticamente 3 noccioline). Basta anche che decidano di entrarci 3-4 investitori pesanti o un paio di istituzionali, che ad oggi non si sono ancora visti per svariate ragioni. Ad esempio: mandare 300 milioni a un exchange fantomatico di Hong Kong o della Slovenia (o di Tokyo, mtgox) non era proprio cosa facile e sicura per un americano. Oggi con Coinbase lo è.

Che invece si investa centinaia di milioni nelle startup legate al bitcoin non significa granchè, potrebbe essere solo un enorme malinvestment guidato da un prezzo che era ed è ancora (forse) in bolla, in altre parole 300 bei milioni tirati nel cesso (quanti ne sono stati buttati nella dot.com bubble?). Chi investe in startup forse farebbe meglio a mettere la metà nell'azienda e la metà in bitcoin per rilanciarne il prezzo, in fondo in questo caso il prezzo che sale è il miglior marketing possibile per l'intero ecosistema.

Quindi aspettiamo e speriamo. A chi piace il trading invece ribadisco: speriamo e lavoriamo.

 

 
(1 voto, media: 5.00 di 5)

Commenti 

 
+3 # Francesco 2015-02-18 23:12
E' news di poco fa che a marzo verranno messi all'asta altri 50mila bitcoin di quelli confiscati a silkroad. Purtroppo il giro di bitcoin confiscati, rubati, estorti, che finisce sul mercato è davvero tanta, mediamente più di 10mila al mese come dicevo ieri se si considerano anche questi.
 
 
0 # Ascanio 2015-02-19 16:25
Tutti i social network o gestori di community varie (tipo videgames) che hanno creato dei gettoni non li hanno mai lasciati direttamente quotare sul mercato. Si è sempre trattato di "gettoni da sala giochi" per l'appunto, roba con cambio fisso col dollaro usata per stimolare gli acquisti sul market interno della community. Dubito che se faranno una moneta faranno qualcosa di diverso da questo, se un gestore di un social network crea una cryptovaluta lo farebbe per guadagnarci, quindi ne impedirebbe il libero scambio al di fuori della community stessa da lui gestita.
Cmq l'unica cosa che può aumentare l'interesse per le criptovalute è la perdita di interesse per le attuali monete nazionali. Finché la situazione economica e finanziaria resterà senza troppi scossoni nessuno è incentivato a lasciare il vecchio per il nuovo. Solo un maggiore uso nel mercato nero, o un maggiore mercato nero...
 
 
0 # Francesco 2015-02-20 00:40
hai detto bene, si è sempre trattato di gettoni fuffa, vedi linden di second life. dall'invenzione del bitcoin nessuno ha mai pensato di introdurre nel proprio social un gettone basato su blockchain. secondo me per miopia. o mancanza di conoscenze financiarie. saprei io come far fare dei bei soldi a un social adottando un gettone.

per quanto riguarda il secondo punto, un crollo del truffone potrebbe avere un enorme impatto positivo su diffusione e adozione del bitcoin. ma potrebbero passare ancora anni, e il bitcoin è seduto su una bomba a orologeria. ancora 2 halving (cioè meno di 6 anni) e se il truffone non è saltato saranno problemi per la sostenibilità del mining via transaction fees.
 
 
0 # JoeDae 2015-02-24 15:32
Credo che i social si guardino bene dall'adottare un proprio gettone per questioni politiche più che economiche. Sarebbe un serio attacco alle prerogative 'reali' e a conti fatti il gioco non vale la candela. Per ora.
 
 
0 # tommasodaquino 2015-02-20 12:57
Scusate se sono OT. Ci sono novità sull'associazione? Possibilità di riaperture?
 
 
+1 # Folletto 2015-02-20 21:07
http://www.zerohedge.com/news/2015-02-20/we-messed-badly-lenovo-admits-putting-tracking-software-your-pc

Un altro chiodo nella bara
 
 
0 # Folletto 2015-02-25 00:18
http://www.paralelnipolis.cz/cryptoanarchy-institute/
 
 
0 # Francesco 2015-03-03 11:19
Intanto il rally della speranza pare essere partito. Il grafico è bello, vedrei un 350$ entro breve come target di tutto questo movimento. Poi si vedrà.
 
 
+1 # Francesco 2015-03-03 13:15
appena partito un raid di orsi per annientare tutti i bull entrati sulla rottura. fenomenale. devo scrivere un articolo per far vedere come lo manipolano a piacere. quanto prima.
 
 
+1 # Francesco 2015-03-03 20:07
bellissimo reversal, mercato potente, non sembra il solito pump and dump. i raid degli orsi non riescono neanche a far scattare gli stop come una volta. va che forse è la volta buona.
 
 
0 # Francesco 2015-03-06 09:35
Ecco le stime realiste sull'adozione del bitcoin: 500k users, io continuo a dire un 250k, ma diciamo che il range è proprio quello, tra 250k e 500k.

https://bitscan.com/bitnews/item/how-many-people-really-own-bitcoins-and-why-does-it-matter
 

SCOPRI I NOSTRI LIBRI !

A SCUOLA DI ECONOMIA

CONTANTE LIBERO

ContanteLibero.it
2002-2017 Usemlab Economia e Mercati - Credits: Wirinform.com

Le opinioni espresse non costituiscono sollecitazione all'acquisto o vendita di strumenti finanziari
e possono variare senza preavviso.
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica poiche' non viene aggiornato con periodicita' regolare.
Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.
Escort

Informativa sull'utilizzo dei cookie : Questo sito Web utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare l'esperienza di navigazione. Continuando a navigare nel sito, l'utente acconsente al loro utilizzo. Per info o per negare il consenso all'installazione di tutti o di alcuni cookie leggi l'Informativa Estesa. Continuando a navigare nel sito, l'utente acconsente al loro utilizzo.Ok