SOSTIENI IL SITO

Usemlab



RiP Italia Stampa
Scritto da Francesco Carbone   
Venerdì 20 Marzo 2015 15:39
Condividi


gasping fishL'ennesimo provvedimento orwelliano degno di un paese fallito comunista, alla fame, pronto al collasso sociale oltre che economico è stato varato qualche giorno fa.

Prestiti tra familiari, bisogna dichiararli all'Agenzia delle Entrate

Commentare la news è alquanto superfluo, piuttosto essa offre spunto per ridefinire bene, ancora una volta, le ragioni per cui il paese risulta essere economicamente devastato, il peggiore di ogni altro europeo dal 2009 a oggi. Possiamo prendere tutte queste ragioni e condensarle in una unica motivazione, partendo dalla splendida definizione di socialismo del prof. Huerta de Soto contenuta nel libro A Scuola di Economia:

Socialismo è tutto il sistema di aggressione istituzionale al libero esercizio della funzione imprenditoriale.

Stando a questa definizione l'Italia è di fatto il paese più socialista di ogni nazione economicamente avanzata, motivo per cui, non a caso quindi ma per una ragione ben precisa, è quello che sta vivendo tra tutti la peggior crisi economica.

Ora questo gregge di capre che governa il paese, pagato dal cittadino straprofumatamente per fare gli interessi solo di se stesso, persiste nell'emettere leggi che continuano ad aggredire la funzione imprenditoriale, intesa sia in senso stretto (l'imprenditore che organizza mezzi e risorse in una azienda) sia in senso lato (ogni nostra attività quotidiana come consumatori, investitori, speculatori). Quell'altro ancora più folto gregge di scribacchini che da anni cerca inutilmente di analizzare i motivi della crisi ancora non riesce a capire questa semplice verità economica: un paese prospera se sussiste un grado sufficiente di libertà dell'esercizio della funzione imprenditoriale. In Italia non solo non è sufficiente, ma da qualche anno sta venendo annientato a ritmo spaventoso. Cambiano i governi ma i chiodi nella bara della funzione imprenditoriale arrivano sempre numerosi.

Quel branco demenziale di pecore che chiamano il ritorno alla lira continua a non capire un corollario di questa semplice verità economica, e cioé che con la lira si stava bene non perché si poteva svalutare, finanziare, spendere e inflazionare, al contrario queste sono tutte ragioni che hanno creato la bomba del debito (che esploderà, statene certi, portandosi via tutti i famosi risparmi degli italiani) e finanziato il mostruoso apparato burocratico italiano, ma perché ai tempi della lira l'esercizio della funzione imprenditoriale degli italiani era molto più libero di oggi.

La pressione fiscale in italia è altissima da sempre, ma ai tempi della lira tutto quel contante benedetto girava liberamente abbassando il tax rate nominale (allora di gran lunga inferiore a quello odierno) e quindi ampliando le maglie della funzione imprenditoriale. Gli italiani si davano da fare e creavano vera ricchezza. Quindi non la lira, non il credito, non i politici e la loro burocrazia demenziale, sono le tasse basse che hanno fatto ricca l'italia, consentendo un adeguato esercizio della vivace imprenditorialità italiana.

Gli imbecilli di turno non prendano queste parole come apologia dell'evasione, no, al contrario, qua si tratta semplicemente di riconoscere che quando la gente era libera di fare quel che diavolo voleva con i propri soldi, pure di sfuggire parzialmente alla rapina dell'esattore, si riusciva a creare ricchezza. Lo standard di vita aumentava, tutti ne beneficiavano, anche chi svolgeva attività meno strettamente imprenditoriali come operai, pensionati, persone a reddito fisso. Con una imposizione fiscale effettiva del 20-30% l'uomo riesce ancora a darsi da fare e creare ricchezza, sopra quei livelli invece cominciano i problemi, e sopra il 50-60%, come è il caso dell'Italia di oggi, sei finito. FINITO. Un paese socialista destinato alla miseria.

Se in Italia le imposte, nominali, si pongono oggi tra il 60% e l'80%, ai tempi della lira erano forse i due terzi e se ne pagavano di fatto molte meno. Al di là del tax rate nominale, quello effettivo reale consentiva quindi un soddisfacente esercizio della funzione imprenditoriale. E le cose funzionavano, la crescita del paese, nonostante i danni causata dalla gestione della lira era reale, due impiegati riuscivano a mantenere una famiglia, risparmiare, comprare una casa. Quello che non funzionava, allora come oggi, era l'apparato parassitario che continuava a espandersi beneficiando della ricchezza creata dal settore privato.

Con l'entrata nell'Euro, l'Italia schiacciata da deficit e debito già fuori parametri, alimentati dalla lira allegra, ha dovuto cercare di rientrare tirando la cinghia, solo che la cinghia si è andati a tirarla al collo della funzione imprenditoriale, anziché a quella dei parassiti, via aumento di tasse e caccia all'evasore con il risultato di raddoppiare se non quasi triplicare il fardello delle imposte dovute al settore pubblico. E boom, fine del sistema italico.

Ogni giorno che passa si continuano a introdurre leggi che cercano di far rispettare un insostenibile tax rate effettivo nominale tra il 60% e l'80%, e nessuno dei geni che governa fallitaglia ha capito che a quei tassi la funzione imprenditoriale si spegne, sopravvivendo solo in situazioni sempre più di nicchia che offrono margini elevatissimi. Più riesci ad essere efficace nell'applicare quelle norme, più ammazzi la funzione imprenditoriale e il tessuto produttivo del paese. Quel che resta al largo pubblico è uno stato crescente di miseria e povertà con l'unica prospettiva, considerata la situazione in cui già versa l'italia, dell'inevitabile e prevedibile collasso economico del paese. E non tiriamo fuori la Svezia e qualche altro paese con tassi nominali di poco inferiori a quelli italiani. In realtà spesso se la passano poco meglio e se stanno ancora in piedi è per tante altre ragioni che non sono applicabili al caso italico.

Guardiamoci in giro, o a volte anche in casa propria: siamo giunti oramai a una situazione in cui l'italiano medio oramai lavora tutto il giorno girando la ruota come un criceto per riuscire a comprare a malapena da mangiare e a pagare le bollette. Se riesce ad arrivare a fine mese quei soldi risparmiati finiscono nel buco nero finanziario creato da Draghi e amici banchieri centrali. Attingere alla ricchezza creata dai nostri genitori è oramai indispensabile, ma anche quella presto o tardi finirà. Manca solo l'ultimo colpo di grazia. Sempre dietro l'angolo, al posto della fantomatica ripresa che per definizione in Italia, non arriverà MAI.

RiP Italia.

ps, Non appena verrà implementata nello shop la funzione che permette i pagamenti anche in Bitcoin lancerò l'abbonamento per accedere al forum interno del sito e alla bitcoin trading room su telegram.

 
(1 voto, media: 5.00 di 5)

Commenti 

 
+4 # Borderline.Keroro 2015-03-20 17:02
sono d'accordo su quasi tutto.
L'euro e la Lira: perché preferisco la seconda?
Semplice, sappiamo perfettamente che chi ha in mano la valuta ne fa l'uso che gli conviene.
E i Tedeschi, precisini nelle piccolezze, non si tirano mai indietro quando si tratta di fare le cose in grande. Grandi corruttori da sempre.
Ebbene, la Lira era comunque in mano a dei cialtroni spaventosi, tuttavia ne avevamo meno. E poi ricordiamo che eravamo diretti concorrenti dei sudditi della culona.
Come direbbe un mio conoscente "In bradigaaaaa..." ci stanno fottendo da dentro (i nostri parassiti personali) e da fuori (i vampiri teutonici). Tutto qui.
Che, se fosse per me, oro argento e banche centrali chiuse. Spero d'essermi spiegato e di non aver urtato la suscettibilità di nessuno.
 
 
+4 # fabrizio 2015-03-20 18:13
....resta solo il lavoro nero,quello vero.
 
 
0 # Borderline.Keroro 2015-03-20 18:53
te sei amico di Leo (Facco) ;-)
 
 
+2 # fabrizio 2015-03-20 20:54
Un modo per tenere lontano chi aggredisce il mio LIBERO ESERCIZIO.
 
 
0 # vento1 2015-03-21 15:57
Complimenti per la lucidita' e chiarezza, consueta.
Il provvedimento e' vergognoso, ma ancor piu' a me ha colpito l'introduzione dell'IMU sui fondi agricoli e boschi.
Che nulla rendono, e sono pure soggetti a successione.
C'e' proprio una precisa volonta' di rompere anche un rapporto vitale di identita' tra uomo e territorio, sottraendolo al sano orgoglio di possedere, gestire amministrare anche un semplice bosco.
Una vergogna.
 
 
+1 # gastone 2015-03-22 18:50
lucido e magistrale francesco.
togli la libertà economica, e di un individuo non rimane che la parte peggiore, un arrabattamento morale che tenta di sopravvivere la pancia al proprio spirito,
naturalmente in un paese dove il tasso di "passività" è fisiologicament e ormai prossimo al 70% la schiavitù economica del "residuo" regala a quella classe una libertà insperata anche se a condizioni "fastidiose"
 
 
+3 # gastone 2015-03-22 18:52
forse in pochi si sono accorti che la parabola che mostra impietosamente la perdità della capacità individuale, ex lege, di provvedere alla costruzione di una casa per la propria famiglia senza ricorrere al debito vitalizio, quella di procurarsi energia senza domandarla in prestito, ed ora l'attacco ( in varie forme) alla capacità di produrre cibo per il sostentamento, configurano in maniera molto prossima una condizione di dipendenza che prelude alla silenziosa scomparsa della istituzione naturale della proprietà privata.
bisogna convenire che ormai la strada per l'inferno è una vera gita di piacere con tanto lusso e tanta bella compagnia cui difficilmente la gente rinuncerà.
 
 
+3 # davide71 2015-03-23 02:51
Ciao a tutti:
finora non ho visto un decreto che andasse nella direzione contraria al socialismo.
Sono rimasto particolarmente inquietato dalla fatturazione elettronica!
 
 
+6 # tommasodaquino 2015-03-23 11:54
Tutto è iniziato dal '68, quando il socialismo ha conquistato le scuole. Da quel momento si sono poste le basi per il disastro attuale. Infatti la classe dirigente di oggi NON E' IN GRADO non solo di pensare in maniera diversa ma proprio di rendersi conto di aver commesso degli errori. Preferirei che fossero semplicemente dei disonesti, invece la maggior parte di quei figuri CREDE DI FARE DEL BENE!
 
 
0 # AlessioR 2015-03-23 16:44
e con questo si può dire..sold out all'ultimo grammo ..

coem a stalingrado una volta bruciatsa..

nn è restato più nulla .. la massa è cotta e servita per l'ultimo atto...

http://www.corriere.it/economia/15_marzo_23/declino-compro-oro-ora-ci-pensano-gioiellieri-e72cb15e-d147-11e4-8608-3dead25e131d.shtml
 
 
0 # vento1 2015-03-23 21:31
Per Francesco: avresti voglia di commentare il passaggio di mani ai cinesi di Pirelli? Quali conseguenze per il tessuto industriale italiano?
 

SCOPRI I NOSTRI LIBRI !

A SCUOLA DI ECONOMIA

CONTANTE LIBERO

ContanteLibero.it
2002-2017 Usemlab Economia e Mercati - Credits: Wirinform.com

Le opinioni espresse non costituiscono sollecitazione all'acquisto o vendita di strumenti finanziari
e possono variare senza preavviso.
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica poiche' non viene aggiornato con periodicita' regolare.
Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.
Escort

Informativa sull'utilizzo dei cookie : Questo sito Web utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare l'esperienza di navigazione. Continuando a navigare nel sito, l'utente acconsente al loro utilizzo. Per info o per negare il consenso all'installazione di tutti o di alcuni cookie leggi l'Informativa Estesa. Continuando a navigare nel sito, l'utente acconsente al loro utilizzo.Ok