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Tirannia e Moneta Statale Stampa
Scritto da Francesco Carbone   
Mercoledì 19 Ottobre 2016 21:57
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ron paulQualche settimana fa mi è stato chiesto di scrivere qualche parola per ripresentare ai lettori della Rivista di Scienze Storiche e Sociali "Storia Libera" una traduzione, pubblicata qua su USEMLAB, di un saggio di Ron Paul dal titolo "Moneta di Carta e Tirannia" apparso in lingua inglese il 5 settembre 2003 e ancora tremendamente attuale. E' stato con estremo piacere constatare che contenuti di valore vengano ancora riproposti a distanza di tanto tempo. Ringrazio Don Beniamino per avermi chiesto di scrivere questa presentazione che vado a offrire anche ai lettori del mio sito che ben conoscono Ron Paul e la sua lunga battaglia per ripristinare una moneta sana e onesta.

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Sono passati 13 anni da quando Ron Paul, all'epoca ancora parlamentare americano, scrisse questo breve saggio tra tirannia e moneta statale richiamando l'attenzione del congresso americano sui pericoli insiti nell'utilizzo di una moneta svincolata da un bene reale e prodotta invece arbitrariamente da una banca centrale. Tutti sappiamo bene cosa accadde cinque anni dopo i suoi avvertimenti: la peggiore crisi finanziaria dell'ultimo secolo dalla quale gran parte delle economie del pianeta deve ancora riuscire a riprendersi.

Tuttavia, non solo il monito di Ron Paul è stato ignorato, ma il ricorso alla valuta creata dal nulla come mezzo per risolvere i problemi economici è stato abusato a livello globale come mai prima d'ora nella storia dell'umanità. Ron Paul fu profetico: “Col passare del tempo la stampante di denaro dovrà lavorare sempre più velocemente per cercare di mantenere la stabilità”. E così è stato. A livelli che nessuno avrebbe mai potuto immaginare 13 anni fa.

Di fronte a questo terribile, ma oserei dire anche terrificante, esperimento economico e sociale, abbiamo il silenzio di una generazione di economisti oramai perduti in una sterile matematizzazione dell'economia e di una popolazione che ha oramai da lungo tempo smesso di farsi qualunque domanda sul bene economico più importante, “ignara della natura e dell’importanza della moneta”.

Gli schiamazzi che di tanto in tanto si sollevano nell'ambiente politico, in quello economico o a livello popolare, riguardano sempre e solo nuovi metodi per continuare a demolire ulteriormente l'istituzione sociale monetaria. Divieto del contante, denaro dagli “elicotteri”, svalutazione (in Italia il tanto propagandato ritorno alla lira). Si tratta, a livello globale, del declino oramai inarrestabile di una società intera, corrotta moralmente, politicamente, economicamente, proprio come avvertiva Ron Paul parlando delle tre fondamentali questioni: quella morale, politica ed economica.

Questi ultimi 8 anni dalla crisi finanziaria, caratterizzati da politiche monetarie senza precedenti, hanno rappresentato, a mio avviso, lo stadio terminale di un sistema che da oramai mezzo secolo si è assuefatto a “ricercare il benessere e le comodità” attraverso l'illusione della stampante monetaria. La forte innovazione tecnologica degli ultimi venticinque anni ha controbilanciato i danni causati dalle politiche monetarie, ma a suo modo ha nascosto gli effetti perniciosi delle stesse che, pur tuttavia, hanno continuato a operare.

Il “vero e proprio trasferimento di ricchezza dai poveri e dal ceto medio alle classi finanziariamente privilegiate” è riscontrabile non solo nelle statistiche che confermano una concentrazione di ricchezza verso una elite sempre più ristretta, ma anche quotidianamente nel crescente disagio economico della classe media. I debiti pubblici hanno raggiunto livelli record in tutto il mondo, gravando sempre più sulle generazioni correnti, mentre le politiche di tassi zero hanno distorto enormemente i prezzi sui mercati dei capitali, corrompendo le dinamiche di risparmio e investimento.

In sostanza, il potenziale di “quel caos economico e politico” che inevitabilmente, presto o tardi, “scaturisce dalla distruzione della valuta” è tutto in fieri e continua ad aumentare anno dopo anno e quando gli aggiustamenti a lungo rimandati si dispiegheranno temo, come scrisse Ron Paul, che accadrà ancora una volta in maniera estremamente violenta, con un'altra crisi finanziaria di vasta portata e tutte le conseguenze economico sociali e politiche che ne conseguiranno.

Peraltro la tendenza alla tirannia politica si può già percepire da tempo e benché possa sembrare che sia alimentata da fattori esterni come il terrorismo, l'immigrazione, la lotta all'evasione fiscale, in realtà non lo è afffatto. E' il prodotto, come avvertiva anche Ron Paul, di quelle dinamiche che lavorano sempre lentamente, nascoste, dietro al sipario della corruzione monetaria.

Sono quindi molto lieto che questo breve saggio venga riproposto oggi in un momento peraltro decisamente molto delicato, alla vigilia delle elezioni americane. Credo fermamente che sia nostro dovere mantenere vivo e passare alle nuove generazioni il messaggio presente nel testo di Ron Paul: moneta sana, libertà economiche e prosperità sono inseparabili. Abbiamo perso la prima in Europa oltre un secolo fa e il conto di tale rinuncia si presentò con due guerre mondiali. L'abbiamo ripersa, definitivamente, a livello globale attraverso il dollaro, 45 anni fa e gli effetti in termini di libertà economiche e prosperità che abbiamo cominciato a sperimentare sulla nostra pelle da qualche anno sono appena l'inizio di un processo che continuerà fino a quando non verrà restaurato un sistema monetario sano ed onesto.

 
(1 voto, media: 5.00 di 5)

Commenti 

 
0 # Antonio 2016-10-20 09:09
Un interessantissi mo riepilogo di contenuti già conosciuti dai più, qui su U.lab; complimenti Francesco per stile espositivo e contenuti... as usual.

Ciao, Antonio.
 
 
+1 # neo02 2016-10-20 14:53
Ben tornato..................... :lol:
 

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