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The Essential von Mises - VIII - Mises in America Stampa
Scritto da Murray N. Rothbard   
Giovedì 04 Ottobre 2007 14:42
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Perseguitato in patria, Ludwig von Mises divenne uno dei tanti illustri esuli europei. Nel 1934 si recò a Ginevra, dove insegnò al Graduate Institute of International Studies e dove nel 1938 sposò la deliziosa Margit Sereny-Herzfeld, quindi, nel 1940, arrivò negli Stati Uniti. A differenza di numerosi esuli socialisti e comunisti che furono ben accolti dal mondo accademico statunitense, e di numerosi suoi ex alunni che ottennero alti posti accademici, Mises in America venne trascurato. La sua inestinguibile e inflessibile adesione all’individualismo, sia nel metodo economico che in filosofia politica, gli precluse infatti l’accesso a quella stessa accademia che si vantava della propria “libera ricerca della verità”. Mantenendosi grazie alle sovvenzioni di qualche piccola fondazione di New York, Mises riuscì comunque a pubblicare nel 1944 due opere rilevanti scritte in inglese: Omnipotent Government e Bureaucracy.

Omnipotent Government mostrò, in contrasto con le teorie marxiste di allora, che il regime nazista non era stato “il più alto stadio raggiunto del capitalismo” bensì una forma di socialismo totalitario. Bureaucracy fornì invece una analisi di importanza vitale sulla differenza tra una amministrazione a scopo di lucro e una amministrazione burocratica e mostrò come le gravi inefficienze della burocrazia fossero insite e inevitabili in ogni attività governativa.

Il fatto che Ludwig von Mises non abbia mai ottenuto un incarico retribuito e a tempo pieno rappresenta, per il mondo accademico americano, una colpa imperdonabile e vergognosa. Dal 1945 in poi, Mises fu semplicemente un Visiting Professor (professore ospite di un’università straniera) della Graduate School of Business Administration presso la New York University. In tali condizioni, trattato spesso dalle autorità universitarie come un cittadino di seconda classe, lontano dai centri accademici più prestigiosi, circondato da opportunistiche e incomprensibili discipline di contabilità o finanza, Ludwig von Mises riprese i suoi seminari settimanali che, in passato, avevano avuto molto successo. Sfortunatamente, in queste condizioni, Mises non poteva sperare di attrarre molti giovani ed autorevoli economisti universitari, né poteva sperare di replicare lo scintillante successo dei seminari di Vienna.

Nonostante queste tristi e sfavorevoli circostanze, Ludwig von Mises portò avanti il suo seminario orgogliosamente e senza mai lamentarsi. Coloro che conobbero Mises in quel periodo non sentirono mai una parola di amarezza o risentimento uscire dalla sua bocca. Con la sua immancabile gentilezza e premurosità, Mises lavorò sempre per incoraggiare e stimolare la produttività dei suoi studenti. Tutte le settimane, egli era capace di suggerire numerosi progetti di ricerca. Ogni sua lezione, dotata degli elementi essenziali della sua visione economica, ricca di intuizioni, si rivelava un gioiello di squisita fattura. A quegli studenti che stavano seduti in silenzio e in soggezione, Mises diceva, con il caratteristico guizzo di divertimento negli occhi: “Non aver paura di parlare ad alta voce. Ricordati, qualsiasi cosa tu dica e per quanto errata essa sia, è già stata detta da qualche eminente economista.”

Nonostante il cul de sac in cui era finito, dai suoi seminari riuscì ad emergere un ristretto numero di laureati in grado di portare avanti la tradizione Austriaca; oltre a questo, i suoi corsi servirono come punto di ritrovo per gli studenti non immatricolati dell’area di New York che ogni settimana si accalcavano per seguire le sue lezioni. Una delle sue principali soddisfazioni consisteva nel continuare le lezioni in un ristorante del posto, per cercare di rivivere la stessa atmosfera dei giorni in cui il famoso Mises-kreis (circolo di Mises) era solito tenersi in un caffè di Vienna. Mises si dilungava in interminabili aneddoti e riflessioni e noi sapevamo bene che in quegli aneddoti, con quella atmosfera, e alla presenza di Ludwig von Mises, stavamo assistendo alla reincarnazione dei giorni più nobili e affascinanti della Vecchia Vienna. Coloro che ebbero il privilegio di frequentare il suo seminario alla New York University hanno potuto capire bene i motivi che resero Mises un grande professore e un grande economista.

Nonostante la sua situazione e un ambiente inospitale, Mises riuscì ad essere un faro solitario per la libertà, per il liberismo e per l’economia Austriaca. La sua straordinaria produttività non si affievolì neanche in America. Fortunatamente, un discreto numero di seguaci traduceva i suoi vecchi lavori e pubblicava le sue nuove opere. Nel periodo dopo la guerra Ludwig von Mises rappresentò il centro del movimento libertario americano: una guida e una continua ispirazione per tutti noi. Nonostante l’oblio da parte del mondo accademico, oggi le pubblicazioni di Mises sono tutte in circolazione e sono oggetto di studio da parte di un numero sempre più elevato di studenti e seguaci. Negli ultimi anni, persino fra le fila degli economisti universitari più ostili alle sue teorie, si è assistito a un numero crescente di studenti universitari e giovani professori che hanno abbracciato la tradizione Austriaca e quella di Mises.

Questo non è accaduto solo negli Stati Uniti; anche se non è molto risaputo, Ludwig von Mises, grazie ai suoi studenti e colleghi, ha rivestito nell’Europa occidentale un ruolo fondamentale nel passaggio, dopo la seconda guerra mondiale, dal collettivismo ad una parziale economia di libero mercato. Una delle maggiori guide intellettuali nel passaggio dal collettivismo ad una relativa economia di libero mercato fu, nella Germania occidentale, Wilhelm Röpke, studente di Mises dei tempi di Vienna. In Italia, il Presidente Luigi Einaudi, collega di vecchia data di Mises e grande sostenitore della economia di libero mercato, svolse un ruolo fondamentale nell’allontanare il paese dal socialismo che stava prendendo piede dopo la guerra. Infine Jacques Rueff, discepolo di Mises, fu il più importante consigliere economico del generale De Gaulle a battersi, coraggiosamente e da solo, per il ritorno al gold standard.

Ludwig von Mises, grazie alla sua inestinguibile vivacità, continuò a tenere i suoi seminari alla New York University, ogni settimana, senza sosta, fino alla primavera del 1969 quando si ritirò come il più anziano professore in attività degli Stati Uniti, ancora attivo e energetico all’età di 87 anni.
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