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The Essential von Mises - IX - Una via d'uscita: speranze per il futuro Stampa
Scritto da Murray N. Rothbard   
Giovedì 04 Ottobre 2007 13:43
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Ci sono sempre più segni di speranza che l’isolamento delle idee e dei contributi di Ludwig von Mises, protrattosi lungo tutto l’arco della sua vita, stia rapidamente giungendo al termine. Negli ultimi anni le contraddizioni interne e le disastrose conseguenze causate dal corso errato delle scienze sociali e della politica sono diventate sempre più evidenti. Nell’Europa dell’est, la riconosciuta incapacità dei governi comunisti nel pianificare le loro economie ha portato a un movimento crescente verso il libero mercato. Negli Stati Uniti e nel mondo occidentale, la panacea keynesiana e quella inflazionistica si stanno rivelando un totale fallimento. Il governo degli Stati Uniti, dopo Keynes, ha sempre cercato, senza alcuna speranza, di controllare una inflazione a quanto pare permanente, che persiste persino nei periodi di recessione, tale da beffeggiare il tradizionale buonsenso economico. Il fallimento delle politiche keynesiane, accoppiate agli evidenti errori della teoria keynesiana, sta causando una inquietudine crescente nei confronti di tutto il contesto keynesiano. Gli enormi sperperi della spesa pubblica e dell’amministrazione burocratica stanno gettando una luce sempre peggiore sulla famosa asserzione di Keynes secondo la quale non ha nessuna importanza come il governo spenda le proprie risorse, in asset produttivi piuttosto che nella costruzione di inutili piramidi. Le inevitabili crisi dell’ordine monetario internazionale costringono i governi post keynesiani a passare da una crisi all’altra provando “soluzioni” insoddisfacenti: tassi di cambio variabili di valute cartacee o tassi di cambio fissi sostenuti dal controllo dei cambi che paralizzano i commerci e gli investimenti esteri.

Il fallimento delle teorie keynesiane deve essere considerato in un più ampio contesto, quello della crisi, di pensiero e azione, dello statalismo e dell’interventismo. Negli Stati Uniti, il moderno “liberismo” statalista si è mostrato incapace di gestire le crisi da esso stesso create: i conflitti dei blocchi militari nazionali, il finanziamento, i contenuti, il personale e la struttura delle scuole pubbliche, gli attriti causati dall’inflazione permanente e dalla crescente resistenza pubblica a imposte esose. Sia il benessere che la guerra del moderno stato sociale bellico sono sempre più messi alla prova. A livello teorico, c’è una crescente rivolta contro l’idea che una èlite di tecnocrati scientifici ci debba trattare come materia rozza per i loro esperimenti sociali. E l’idea che i governi possano e debbano alimentare, sia nei paesi arretrati che in quelli più progrediti, una “crescita economica” artificiale, è sempre meno condivisa.

In breve, sia a livello di pensiero che di azione, il moderno statalismo che Ludwig von Mises ha combattuto durante tutta la sua vita sta finendo sotto il fuoco incrociato della critica e della disillusione. Gli uomini non sono più disposti a sottomettersi docilmente ai decreti e ai dettami di coloro che si sono, da soli, proclamati governanti “sovrani”. Tuttavia, il problema è che il mondo non può uscire dal miasma creato dallo statalismo prima di aver trovato una soluzione alternativa. Quello di cui non ci siamo ancora del tutto resi conto è che Ludwig von Mises ci fornisce questa alternativa: ci fornisce la Via d’Uscita alle crisi e ai dilemmi che hanno colpito il mondo moderno. Durante tutta la vita, egli ha predetto e mostrato le ragioni della nostra attuale disillusione e ha elaborato per noi una strada alternativa e pratica. Non c’è da stupirsi che, al compimento dei suoi 92 anni, sempre più persone stessero scoprendo e imboccando questa strada.

Nella prefazione (1962) alla traduzione inglese della sua opera intitolata The Free and Prosperous Commonwealth, Mises scrisse:

“Trentacinque anni fa, mentre redigevo un compendio delle idee e dei principi di quella filosofia sociale una volta conosciuta con il nome di liberalismo, non cedetti alla vana speranza che la mia relazione avrebbe impedito la catastrofe incombente a cui stavano palesemente portando le politiche delle nazioni europee. Tutto ciò che volevo ottenere con quel lavoro era offrire alla piccola minoranza di persone pensanti l’opportunità di imparare qualcosa sugli obiettivi del liberalismo classico in modo tale da aprire la strada alla rinascita dello spirito di libertà DOPO la debacle che stava per arrivare”.

Nel suo tributo a Mises, Jacques Rueff dichiarò:

“Ludwig von Mises ha salvaguardato le fondamenta di una scienza economica razionale” …”Con i suoi insegnamenti egli ha gettato i semi per un risanamento che darà i suoi frutti non appena l’uomo comincerà a preferire di nuovo le teorie vere rispetto a quelle piacevoli. Quando quel giorno arriverà, tutti gli economisti riconosceranno che Ludwig von Mises merita tutta la loro ammirazione e gratitudine”.

Sta diventando sempre più evidente che la debacle e il fallimento dello statalismo stanno proprio portando verso quel risanamento e che la minoranza pensante, che Mises sperava di raggiungere, sta aumentando velocemente. Se noi dovessimo essere davvero sulla soglia di una rinascita dello spirito di libertà, allora la rinascita sarebbe il coronamento della vita e del pensiero di un uomo insigne e straordinario.
 
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