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Le Tappe del Crack Up Boom Stampa
Scritto da Francesco   
Domenica 12 Ottobre 2008 21:37
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Crack Up Boom. Inutile cercarlo nei testi di macroeconomia ufficiale. E' una parola che non esiste. Mises invece ne ha parlato sempre nei suoi libri. Tanti economisti e analisti di Scuola Austriaca ne parlano in lungo e largo su internet . Solo in Italia se ne sente parlare pochissimo. Noi ne parliamo da anni.

Undici Maggio 2006 nel vecchio sito scrivevamo:

Alla nomina di Copter Ben, Bernake l'elicottero, una cosa era divenuta immediatamente chiara: il destino delle economie sarebbe stato il crack up boom. Sono passati 6 mesi circa dal quella nomina, e meno di 4 dal passaggio effettivo di consegne, e il mercato dei metalli ha confermato la nostra ennesima intuizione come fattuale, concreta, reale: siamo sul sentiero di un clamoroso Crack Up Boom, chi non ha ancora capito cosa sia, faccia una ricerca su sgugol, si legga Mises, sfogli il forum di questo sito, si informi e anche in fretta, perchè le leggi economiche non perdonano gli ignoranti.

Ignoranza del pubblico che come scrive Mises:

"...è un fattore necessario per il buon funzionamento di una politica inflazionistica".

Sono anni che i banchieri centrali approfittano dei benefici deflazionistici della globalizzazione per attuare massicce politiche inflazionistiche. La compensazione tra i due fattori (inflazione monetaria delle banche centrali e deflazione dell'economia globale) ha dato come risultato un aumento dei prezzi tutto sommato contenuto, benché negli ultimi anni esso abbia cominciato ad accelerare, e ha permesso loro di premere sul pedale dell'inflazione monetaria in maniera indisturbata.

E' stato un facile gioco di prestigio che ha causato danni enormi alla popolazione. Non solo ha causato tutte le bolle in serie finora sperimentate, che hanno succhiato la gente a rovinarsi di volta in volta nel mercato azionario o in quello immobiliare. Non solo ha causato quelle distorsioni alla struttura del capitale che richiederanno anni per essere corrette, ma ha anche impedito che la masse beneficiassero di un aumento graduale del potere di acquisto dovuto ai vantaggi apportati del libero scambio e della globalizzazione.

Aumento del potere di acquisto che non solo non si è affatto realizzato. Ciò che abbiamo sperimentato è stato proprio l'opposto. Una graduale erosione del potere di acquisto ben superiore alle cifre taroccate degli istituti di statistica. Euro o non Euro, la colpa è semplicemente dell'inflazione monetaria di questi ultimi 15 anni.

Davanti al gioco di prestigio, l'ignoranza del pubblico ha continuato a scambiare gli effetti per le cause, accusando di volta in volta gli attori sbagliati. I movimenti no global, ad esempio, guidati da una ignoranza economica che ha pochi rivali, hanno scaricato le colpe della povertà serpeggiante alla globalizzazione, sollevando i burattinai dalle loro responsabilità.

Il sospetto che tali movimenti siano stati finanziati dietro diversi passaggi proprio dalle elité che proteggono i banchieri centrali è inevitabile. Troppo comodo trovare qualcuno che scarichi i danni causati dalle loro politiche inflazionistiche sul commercio, sul movimento globale di persone e capitali, fattori invece altamente positivi per il sistema economico nel suo complesso.

L'astuzia di chi fa il burattinaio di questo tragico teatro non è da sottostimare. Mai. E il burattinaio nel corso di tutti questi anni ha nascosto bene le sue mani. Tutti i giorni muove con arte quei tanti pupazzetti che invertono di continuo la causa con l'effetto, in un gioco di prestigio che continua a confondere tutti quanti. Meno gli economisti di scuola austriaca.

Alla resa dei conti, quella che è giunta finalmente sotto gli occhi di tutti, i burattinai sono pertanto ancora ai loro posti, mai messi in discussione, anzi ben sostenuti dalle chiacchiere dei loro pupazzetti. Effetto per causa, causa per effetto. Il gioco è fatto. E adesso legittimati dall'ignoranza del pubblico hanno intrapreso un inevitabile percorso inflazionistico ancora più spaventoso.

Purtroppo siamo solo al termine della prima tappa di quello che Mises aveva definito crack up boom. Nel suo libro Teoria della Moneta e del Credito (pubblicato la prima volta nel 1912) a pagina 459 del testo inglese, Mises rende chiarissime le tre tappe del crack up boom con un esempio facilissimo da comprendere.

Ecco la prima tappa:

"L'ignoranza del pubblico è un fattore necessario per il buon funzionamento di una politica inflazionistica. Lo stimolo inflazionistico funziona fintanto che la casalinga pensa: "ho un disperato bisogno di una padella, però i prezzi sono troppo alti, aspetterò che scendano".

Siamo in questa tappa, in cui i prezzi hanno cominciato già da qualche tempo a salire. La massaia vorrebbe comprarsi la padella ma comincia a sentire il peso della diminuzione del potere di acquisto, ed è costretta a rimandare l'acquisto. Le bufale diffuse dai media sull'arrivo della recessione e sulla presunta deflazione che ne deriverà, le fa pensare che i prezzi potranno ricominciare a diminuire.

L'esempio del prezzo del petrolio dei nostri giorni è illuminante. Si comincia a notare una lieve flessione nel prezzo, e molti sono convinti che continuerà a scendere. Gli economisti in tv raccontano che l'inevitabile recessione in arrivo, pur non essendo una bella cosa, spingerà perlomeno i prezzi verso il basso, restituendo potere di acquisto alla popolazione.

Mentre si cerca di convincere il pubblico di questa ennesima idiozia, i banchieri centrali e lo stato continuano ad agire indisturbati, anzi sono persino sostenuti dal pubblico che vuole essere protetto e salvato dalla crisi di cui essi stessi sono i primi responsabili.

Continuano pertanto a inflazionare il sistema in maniera sempre più massiccia per sostenere la grande piramide rovesciata. L'effetto è che i prezzi anzi che continuare a scendere ricominceranno presto a risalire. E qua Mises descrive la seconda tappa del crack up boom:

"[lo stimolo inflazionistico] cessa invece di funzionare quando la gente scopre che la politica inflazionistica continuerà, causando una forte accelerazione dei prezzi. La fase critica comincia quindi quando la casalinga pensa: "oggi non ho bisogno di una padella, però potrebbe servirmi tra un anno o due. Meglio comprarla subito perchè dopo mi costerà molto di più."

La seconda tappa potrebbe richiedere molto meno tempo di quello richiesto per la maturazione della prima fase durata praticamente dal 2004 a oggi. Se i prezzi ricominciassero ad accelerare dopo questa pausa, la popolazione potrebbe rendersi presto conto dell'inflazione monetaria generata in questo periodo di "salvataggio del sistema".

Si procede quindi verso la terza e ultima tappa:

"La catastrofica fine della politica inflazionistica si avvicina. Nell'ultima fase la casalinga pensa: "non ho bisogno di un altro tavolo, probabilmente non mi servirà mai. Ma è meglio comprarne uno adesso che tenere per qualche altro minuto questi pezzi di carta che il governo chiama moneta".

E qua siamo al capolinea del sistema monetario. Al suo inevitabile collasso. Impossibile dire oggi con quale modalità e con quali tempi si arriverà alla ultima tappa. Ma siamo convinti che questo sia il percorso che le economie seguiranno nei prossimi anni.

Di fronte alle chiacchiere che sentite in merito alla crisi fatevi pertanto sentire. Chiedete di cosa diceva Mises. Chiedete di Rothbard o di Hayek (peraltro premio nobel per l'economia). Chiedete della Scuola Austriaca di Economia e dei suoi insegnamenti contrari al sistema monetario cartaceo con banca centrale. Citate il Mises Institute che con i suoi economisti prevedeva da anni questa crisi come termine inevitabile della folle espansione creditizia stimolata dai banchieri centrali.

Siamo sicuri che metterete in imbarazzo i professoroni di economia che vi stanno davanti. Ron Paul  ha sempre citato Mises e la Scuola Austriaca di Economia quando interrogava Greenspan nelle sue testimonianze al senato, e lo fa tutt'ora interrogando Bernanke. L'imbarazzo dei due banchieri centrali davanti alle parole di Ron Paul che si rifanno agli insegnamenti di Mises è sempre stato sorprendente. Imbarazzateli quindi anche voi. Dovunque. In TV. Per radio. Sui giornali.
 
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