Una lezione ricca di spunti di riflessione alla fine della quale scopriamo cosa è veramente la società e grazie a quali processi essa tende ad arricchirsi.
Lezione del 27/10/09Nel processo sociale, ogni volta che c'è un disallineamento, uno squilibrio, si apre una possibilità di guadagno. E' questa opportunità a stimolare lo spirito imprenditoriale. Abbiamo visto che il risultato finale dell'azione imprenditoriale è quello di creare informazione, trasmettere informazione, e coordinare lo stesso processo di cooperazione sociale.
Esempio personale: a stanford dove studiava Huerta, c'era un camion della spazzatura, con sopra scritto: la merda che buttate via è ciò che ci dà da mangiare!
In altre parole grazie all'ordine spontaneo del mercato che opera attraverso la funzione imprenditoriale si rende possibile il processo sociale di cooperazione. E' come un continuo big bang creativo nella vita sociale.
Vediamo ora la differenza tra arbitraggio e speculazione. Dal punto di vista scientifico non c'è differenza.
L'arbitraggio opera per riallineare uno squilibrio all'incirca allo stesso tempo, di maniera quasi simultanea, mentre la speculazione opera per un riallineamento in tempi diversi, più distanti. Esempio: compro qualcosa oggi per rivenderla poco più tardi (arbitraggio) o tra qualche mese (speculazione) a prezzo più caro.
Si tratta di una distinzione puramente pratica in quanto l'azione è sempre consequenziale.
Gli speculatori sono la quintessenza della funzione imprenditoriale, e fanno anche un lavoro importantissimo: attraverso l'assunzione di un rischio imprenditoriale fanno in modo che nel futuro la società possa trovare i mezzi di cui ha bisogno senza imbattersi in una situazione di forte carenza degli stessi.
Tutto il processo imprenditoriale non funziona correttamente se non si mantengono stabili le istituzioni sociali: ad esempio il rispetto dei contratti o le norme codificate del diritto, cioè quell'insieme di norme di comportamento che regolano le relazioni tra esseri umani, specialmente nell'ambito degli scambi. Comportamenti abituali che si vanno scoprendo nel corso storico e che i gruppi sociali internalizzano in maniera evolutiva.
Processo di retroalimentazione. Le istituzioni sociali si perfezionano nel tempo tramite feedback e adattamento.
Dove c'è commercio e libero mercato tendiamo a ritrovare una società pacifica, dove non c'è, si fa largo uso della violenza.
Vedremo più avanti che il diritto e in particolare il diritto di proprietà sono istituzioni molto importanti che permettono il calcolo economico. Il ponte diretto tra valore soggettivo e calcolo economico è invece costituito dagli scambi e dal denaro.
Paradosso apparente: le istituzioni più vitali e importanti non sono state create deliberatamente da nessuno, nascono in maniera consuetudinaria. Gli scienziati possono comprendere solo la punta dell'iceberg del ruolo che rivestono le istituzioni sociali. E' per questo che nel tentativo di modificarle dall'alto, in maniera centralizzata, finiscono con il danneggiarle.
Ubiquità della funzione imprenditoriale: essa è dispersa in maniera più o meno intensa in tutti gli esseri umani. L'imprenditore non è solo chi ha un'impresa. In senso lato anche il consumatore è un imprenditore in quanto, nei suoi acquisti, compie scelte orientate a un beneficio personale. Anche gli artisti sono imprenditori creativi, e tali sono anche i filantropi.
Il capitalista invece è colui che non consuma tutto quello che produce, è colui che risparmia.
Principio essenziale della funzione imprenditoriale: scoprire o creare un fine. C'è la tendenza ma non la garanzia di raggiungere il fine, una tendenza che trova sempre nuovi orientamenti, che può cambiare direzione verso i fini a cui si danno più valore, in un continuo processo di prova ed errore.
Se per ragioni di tipo istituzionale, ad esempio l'intervento del governo, si impedisce la funzione imprenditoriale, si blocca il processo di coordinazione ed emergono conflitti e disallineamenti continui. Occhio non vede, cuore non duole: non riusciamo neanche a immaginare tutto ciò che potrebbe esistere o emergere grazie al'esplosione creativa della funzione imprenditoriale che invece la restrizione di tipo statalista, con i suoi interventi, impedisce e reprime.
Il contrabbando, il mercato nero, in qualche modo cercano di scavalcare la restrizione istituzionale. Mettono in moto l'alertness di coloro che nella restrizione istituzionale vedono aprirsi incredibili squilibri e quindi possibilità di trarne dei benefici.
E' sempre meglio parlare di individualità che di individualismo. Quest'ultima parola ha una accezione negativa. Invece è più opportuno mettere in risalto l'individualità, l'unicità. Persino dalla persona più limitata, più umile, ci può essere infatti un'apportazione significativa alla civilizzazione. Egli crea solo con il suo solo vivere attraverso un cammino unico e storicamente irripetibile della propria creatività.
Competitività e funzione imprenditorialeIl processo imprenditoriale è sempre competitivo, concorrenziale. Processo di rivalità continuo per scoprire prima degli altri le opportunità. Il mondo congelato, ripetitivo, in equilibrio, degli economisti matematici dove tutte le opportunità di guadagno sono state scoperte non esiste. E' una situazione che non si raggiunge mai. L'informazione genera sempre aggiustamenti e nuove opportunità. Ogni nuovo allineamento apre nuove possibilità per una espansione continua della frontiera.
Generalmente si parla di divisione del lavoro, sarebbe meglio chiamarla
divisione della conoscenza. Ciò che è ben più importante infatti è la conoscenza che rende possibile la specializzazione.
La capacità della mente dell'essere umano di assimilare informazione e conoscenza è limitata, non siamo omniscienti, pare che la capacità della mente dell'uomo moderno sia uguale a quell'uomo di 50 mila anni fa. L'uomo di oggi però approfitta di un volume di conoscenza molto maggiore.
L'incremento della popolazione è condizione necessaria per lo sviluppo economico e l'avanzare della civilizzazione.
La legge di malthus va bene per batteri e topi: quando le risorse date finiscono, la popolazione smette di crescere. Gli esseri umani sono creativi, la crescente popolazione umana permette una divisione orizzontale e verticale della conoscenza sempre più profonda. Oggi, in termini relativi della conoscenza totale maturata dalla civilità umana, il singolo individuo conosce meno di quanto conosceva un suo avo.
Vantaggi comparativi. Anche chi ha vantaggi comparativi in ogni linea produttiva, gode di un vantaggio nello scambio con una persona che da ogni punto di vista è nei suoi confronti inferiore. Legge di Ricardo:
la cooperazione tra i più dotati e i meno dotati è sempre conveniente. Si guardi il film con robert redford, Jeremia Johnson.
Si guardi anche il film mad max: se cadesse una bomba che lasciasse intatti i beni materiali e uccidesse gran parte della popolazione ci si ritroverebbe tutti più poveri perchè non ci sarebbero esseri umani sufficienti per coordinare e sfruttare il volume di informazione che garantiva il benessere precedente: la catena di interazioni umane infatti si riduce.
Quindi contrariamente a quel che si pensa: pochi e poveri, molti e ricchi. La capacità di divisione orizzontale e verticale della conoscenza aumenta infatti con l'aumentare della popolazione.
Stiamo arrivando piano piano a capire cosa è la società: è un processo, una struttura dinamica, molto complessa, tra milioni di individui, di tipo spontaneo, non disegnata coscientemente da nessuno. In essa le interazioni umane consistono di scambi, si plasmano in prezzi monetari e si codificano in schemi ordinati di comportamento. Cosa dà impulso a tutto ciò? La funzione imprenditoriale! Che crea, scopre, comunica informazione, e che coordina di forma concorrenziale gli squilibri, i diseallineamenti.
E tutto ciò per raggiungere quale fine? Con quale effetto?
Moltiplicare senza limite la vita! Sostenere più vite con una ricchezza quantativa e qualitativa sempre maggiore!