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Corso di Economia con Huerta de Soto (II, V) Stampa
Scritto da Francesco Carbone   
Martedì 09 Marzo 2010 00:45

 


Lezione del 16/02/10

Dopo avere visto l'evoluzione della banca fino alla nascita della prima banca centrale, vediamo come la dottrina giuridica abbia cercato di giustificare la prassi della riserva frazionaria oramai adottata, senza più vergona né mistero, dal banchiere.

Fondamentalmente abbiamo due spiegazioni alternative. Il primo blocco teorico ha cercato di identificare il contratto di deposito con quello di prestito, mentre il secondo, maggioritario, pur distinguendo i due contratti, ha cercato di radicare la propria soluzione nella ridefinizione del concetto di disponibilità, equivalente non più al 100% del tantundem, ma desumibile da un congiunto di regole e criteri stabiliti ed emessi dalla banca centrale. Sia dal punto di vista giuridico che da quello economico le due giustificazioni non reggono. Vediamo perché partendo dall'analisi delle giustificazioni di primo tipo.

 

Identificazione tra Deposito e Prestito

Come già visto, il ricorso al depositum confessatum causa nel tempo una confusione totale tra deposito e prestito. L'ambiguità è conveniente per il banchiere. E' proprio grazie a tale confusione giuridica infatti che egli si ritrova legittimato ad appropriarsi del denaro dei depositanti.

Con la rivoluzione industriale emergono presto nuovi problemi di insolvenza bancaria e la questione deposito o prestito diventa impellente. Le risposte adottate sono tuttavia differenti nel mondo anglosassone, dove vige la common law, e in quello europeo continentale dove la tradizione giuridica si rifà al diritto romano.

Secondo la tradizione della common law, ciascuna sentenza emessa da un giudice crea un precedente e un riferimento per la risoluzione dei casi analoghi che emergeranno in seguito. Per questo motivo, a volte l’errore di un giudice finisce con il compromettere numerose decisioni successive. E fu proprio a causa dell'errore di un giudice in materia di depositi bancari che nel mondo anglosassone i due contratti continuarono ad essere confusi tra di loro.

Tuttavia, negli Stati Uniti, troviamo un posizionamento molto chiaro della giurisprudenza americana per quel che riguarda i depositi di grano. In un caso verificatosi a Chicago, il depositario viene condannato per non aver mantenuto il 100% del tantundem. Rothbard in uno dei suoi scritti si chiede come mai nell'ambito della stessa tradizione anglosassone si trovino due soluzioni giuridiche differenti. Evidentemente la pressione del banchiere sul sistema giudiziario inglese era più forte di quella dei depositari di grano sul sistema giudiziaro americano.

La tradizione giuridica europea, con una forte radice nel diritto romano, ha sempre distinto chiaramente il contratto di deposito da quello di prestito, Il depositario di un bene fungibile colto con un coefficiente di cassa inferiore al 100% viene accusato di appropriazione indebita. Tuttavia per i motivi già visti lo stato finisce con il concedere al banchiere un privilegio unico. Nel codice di commercio spagnolo, ad esempio, solo i banchieri potevano mantenere un coefficiente del 25%. Nella legislazione spagnola precedente il coefficiente era più alto, pari al 33%. Con l’entrata nell’EURO, la disposizione di legge è diventata anacronistica e il coefficiente è passato ufficialmente al 2%.

Come già visto, è impossibile identificare o confondere tra di loro i contratti di deposito e prestito. La causa o motivazione dei contratti è infatti ben diversa. La causa soggettiva che spinge a stipulare il contratto di deposito è la salvaguardia o custodia del bene, che si vuole avere a sempre a propria disposizione. Nel prestito, invece, la causa soggettiva è perdere la disponibilità della cosa per ottenerla, con in aggiunta gli interessi maturati, solo dopo un certo periodo di tempo.

Benchè il banchiere abbia tutto l’interesse a che venga mantenuta la confusione giuridica, di fatto, se un agente economico pensa di stipulare un contratto di deposito e l’altra parte agisce come se si trattasse di un prestito, avremmo nullità del contratto per cause incompatibili.

Non solo, nel caso del banchiere che utilizza il denaro depositato alla vista per fare dei prestiti, abbiamo anche un problema di effettiva disponibilità. Chi affida i soldi alla banca con un deposito alla vista pensa che il denaro sia a sua totale disposizione totale, come lo avesse in tasca. Quando invece il banchiere riceve 1000 e presta 900, agendo con riserva del 10%, crea magicamente una doppia disponibilità. La sua attività dà luogo a una vera e propria mostruosità giuridica. Adesso infatti coesistono 1900 unità monetarie anzi che solo 1000.

La doppia disponibilità ha tragici effetti reali. Si crea infatti un effetto a cascata: il denaro viene moltiplicato più volte dalla riserva frazionaria, e la maggiore disponibilità di denaro nel sistema economico crea distorsioni importanti. Gli imprenditori commettono degli errori, i progetti di investimento che sembrano redditizi in realtà non lo sono, si fomentano le bolle speculative, i consumatori sono travolti da una euforia senza fondamenta, nel complesso si genera una prosperità del tutto artificiale. La crisi giunge quando inevitabilmente emergono gli errori compiuti dagli agenti economici soprattutto in termini di cattivi investimenti. L'aggressione ai principi del diritto si risolve cioè in crisi finanziaria e recessione economica. La teoria del ciclo economico che costruiremo ha  quindi come origine proprio la confusione tra prestito e deposito.

Un'altra argomentazione avanzata per giustificare la riserva frazionaria è la seguente: supponiamo che ci sia un accordo, il depositante dà il consenso perché il banchiere usi il denaro depositato come prestito. Si tratta di un accordo esplicito? No. Pochi soggetti sono davvero coscienti di avere dato autorizzazione al banchiere per utilizzare i soldi come se si trattasse di un prestito e non di un deposito. Ma se anche così fosse, se anche la maggior parte della gente depositasse i soldi con la consapevolezza di prestarli al banchiere, possiamo ritenere che ci sia un reale fondamento giuridico per un contratto del genere? Di fatto, autorizzerei il banchiere a entrare in un contratto dove si legittima l’inganno: la duplicazione dei diritti di proprietà. Ontologicamente è una cosa impossibile. E' un accordo per quale fine?? Per realizzare l’autoinganno? Felice Clemente de Diego parla di mostruosità, di aborto giuridico. La causa è incompatibile. Che l'accordo sia esplicito o tacito il contratto non ha alcun fondamento giuridico.

Pensiamo al caso dell'Argentina di qualche anno fa. Regime di riserva frazionaria sui depositi in dollari, ma a stampare i dollari non è la banca centale Argentina, è la FED americana. Quando i depositanti si presentano per ritirare i soldi, non ci sono. La gente è indignata. Evidentemente non era al corrente di avere prestato i soldi alle banche che operavano in regime di riserva frazionaria. Di colpo si sveglia e pensa che gli abbiano rubato i soldi.

Come abbiamo visto, il depositante che accetta il pagamento di interessi sul deposito è egli stesso colpevole, sta ammettendo una pratica mostruosa e contraddittoria. Come diceva Louis de la Calle prendere interessi dal banchiere su un deposito è come affidare la verginità della propria figlia a qualcuno che ci paga 1000 euro al giorno, per poi indignarci quando si scopre che la ragazza ha perso la verginità. Non ci si lasci mai ingannare dagli affari che sembrano troppo buoni per essere veri. La vita richiede sempre sforzo e sacrifici. Nei pasti gratis c’è sempre il trucco.

Se qualcuno venisse a dirci: "deposita i soldi presso di me, te li custodisco per bene, te li lascio sempre a tua completa disposizione, e in più ti pago anche gli interessi". Senza dubbio suona come un ottimo affare. Ma per credere che sia tutto vero bisogna essere idioti. E' ovvio che c’è l’inganno, c’è il trucco. Eppure sono proprio gli stessi termini che ci propone il banchiere. e che accettiamo nel deposito a vista. L'accordo tacito e implicito, quindi, non regge. Anche qualora ci fosse l’autorizzazione il contratto è irrilevante per incompatibilità di oggetto. Non si può autorizzare l’autoinganno, un contratto a proprio danno.
 
 
Ridefinizione del concetto di disponibilità
 
Considerata la netta distinzione e non compatibilità tra i due contratti, un secondo blocco teorico di giurisprundenza ha cercato di giustificare la riserva frazionaria ridefinendo il concetto di disponibilità.

La disponibilità del 100% si ridefinisce in maniera più lasca: diventa una solvenza generica della banca attraverso l'assunzione prudente dei rischi e la gestione prudente degli investimenti, il tutto regolato da una meticolosa legislazione bancaria per proteggere i depositanti, per garantire in base alla legge dei grandi numeri che si faccia fronte alle richieste dei depositanti.

Si legittima pertanto un sistema bancario organizzato da una banca centrale che fa anche da supervisore. Si crea tutta una ampia legislazione per proteggere il denaro dei depositanti. Ma è davvero possibile, è realizzabile questa protezione? Si ricordi bene che molto spesso quando si ridefinisce un concetto dall'alto in realtà lo si sta prostituendo, lo si sta distruggendo. Nella storia, i casi sono molti. Vediamo la dittatura diventare democrazia popolare. La giustizia assumere il connotato di sociale, ovvero la cosa più ingiusta che esiste! (e il cosiddetto neoliberismo essere, in realtà, puro corporativismo nazionalsocialista, ndt).

In assenza di banca centrale è impossibile garantire i depositanti. L’assicurazione dei depositi contiene la distruzione del sistema bancario. Non importa quanto possa essere prudente la gestione della banca, in regime di riserva frazionaria è impossibile garantire i depositanti! Il contratto è un contratto aleatorio, e quando il sistema bancario diventa insolvente a causa di una corsa agli sportelli, i depositanti diventano prestamisti forzosi.

Il sistema può essere solvente solo se c’è la banca centrale, condizione necessaria ma tuttavia non sufficiente. Perchè essa sia sufficiente la banca centrale deve anche essere capace di creare il denaro dal nulla. In argentina il banco centrale non poteva stampare dollari. La banca d’islanda non può emettere dollari e euro e ha fatto la stessa fine. Quando non si può stampare denaro, il sistema inevitabilmente crolla.

Nel secolo XIX il denaro era l'oro, e la banca centrale non poteva creare oro. La soluzione quindi non poteva che essere una sola: eliminare l’oro dal sistema monetario, confiscandolo e sostituendolo con un sistema totalmente cartaceo a corso forzoso. Nell’ultima crisi come si è salvato il sistema? Stampando dollari dal nulla. Così anche in europa, stampando euro dal nulla.

Possiamo ridefinire il concetto di disponibilità, lo stato può legittimare qualunque cosa per mostruosa che sia, come la riserva frazionaria, tuttavia ciò non cambia la sostanza delle cose.

Vediamo ora di riassumere tutto quanto con il quadro a pagina 126 del libro Dinero, Credito Bancario y Cyclos Economicos.

Abbiamo sette alternative di qualificazione giuridica:

1)    Caso di inganno o frode, appropriazione indebita del denaro ozioso. Il carcere è previsto per tutti coloro che si appropriano indebitamente del tantundem a eccezione del banchiere. Eppure la falsificazione di banconote al confronto con la moltiplicazione del denaro realizzata dalla banca frazionaria è un gioco per bambini che non fa alcun vero danno sociale.

2)    Non c’è inganno ma un errore nel contratto, si pensa di fare un deposito e invece si fa un prestito. Il contratto è nullo.

3)    Accordo implicito o esplicito tra le parti: anche qua contratto nullo per cause incompatibili.

4)    Ipotizzando che le cause siano compatibili, c’è impossibilità di rispettare il contratto senza l'esistenza di una banca centrale. La banca centrale, però, stampando denaro dal nulla, può garantire il denaro solo in termini nominali, non in termini di reale potere acquisitivo. Stampando denaro dal nulla il potere d’acquisto si riduce.

5)    Anche ipotizzando che la banca centrale riesca a gestire il sistema sulla base della legge dei grandi numeri, il contrattto è aleatorio.

6)    Il sistema si basa su un organo amministrativo imposto attraverso l'espropriazione del denaro e l'imposizione del corso forzoso. Le banche centrali sono le vere responsabili dei danni causati da ogni crisi finanziaria, tuttavia ogni volta recitano la parte dei salvatori della patria. Signori, non siamo in un libero mercato! Siamo nel socialismo nudo e puro!!

7)    E’ vergognoso che nel 2010 il sistema finanziario sia ancora un sistema contrario ai diritti di proprietà che trova origine in un incidente storico: la legge inglese di Peel del 1844. Il contratto di deposito con riserva frazionaria è nullo in quanto pregiudievole verso terzi, esso causa danni sociali molto gravi, superiori a qualunque falsificazione privata di denaro.

La maggior parte delle innovazioni che ci rendono la vita migliore sono di natura tecnologica o imprenditoriale. Bisogna diffidare sempre delle innovazioni giuridiche o finanziarie. I contratti giuridici che si sono sviluppati nel corso dei secoli hanno plasmato la natura ontologica dell’essere umano. I diversi contratti di vendita, prestito, deposito, rispondono ciascuno a un’esigenza particolare. Stravolgere questi contratti può avere, come vedremo ancora più in dettaglio con il caso della riserva frazionaria, effetti sociali perversi, e l'ultima crisi economica, la peggiore dagli anni venti, ne è la dimostrazione.

 

 
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