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Tra pazzia e idiozia Stampa
Domenica 11 Febbraio 2007 21:41
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Non c'è più fine settimana da pazzi che andare all'IKEA ha detto qualcuno, qualcuno allora avrà pensato in questo weekend che Zverkov sicuramente è andato all'IKEA e quindi neanche domani uscirà con il seguito del suo strano ma curioso delirio. Oh no miei cari, non avete ancora capito di quale forma di pazzia io soffra. Non è quella delle più comuni là fuori, rileggete bene la mia prima lettera, e forse capirete meglio.

No, mentre sciami di forsennati si incanalavano sulle corsie intasate che generalmente portano fuori città per accedere a quel tempio di pretenzioso benessere, io consumavo il mio sabato pomeriggio freddo e piovoso al caldo della mia taverna, compiaciuto nella lettura di un buon libro, a sorseggiare whisky scozzese di ottima qualità, di quelli il cui cartellino con il prezzo è sufficiente a tenere lontane le grinfie del consumatore medio.

Non fanno neanche la pubblicità di certe cose in televisione. Non c'è neanche bisogno del supporto commerciale per certi prodotti. Basta il marchio e l'etichetta con il prezzo. Del resto avete mai visto la pubblicità della Ferrari in televisione a interrompere il vostro idiota reality? Ci mancherebbe altro. Non è roba per tutti. La qualità si paga, e quando i prezzi salgono a ritmi del 10 per cento l'anno la qualità si paga ancora di più. Ed è quasi una soddisfazione fare parte di un circolo sempre più esclusivo.

Per fortuna i maghi della statistica sanno come tenervi buoni. Hanno capito che se il consumatore evita di comprare prodotti di qualità che sono diventati troppo cari per rivolgersi a sostituti di qualità inferiore, basta cambiare la composizione del paniere per dare l'illusione che l'incremento dei prezzi sia contenuto entro i limiti di politica monetaria fissati da quei genialoidi di banchieri centrali.

Eh si cari consumatori, forse non sapete che più il prezzo della vostra bella bistecca, filetto spesso da mangiare ancora al sangue, aumenta, forzandovi a passare a qualche petto di pollo impanato, meno sarà il suo peso nel paniere dell'inflazione al consumo, e maggiore quello del bipede pennuto.

Non lo sapevate vero? Ma non vi ho detto che ci sarebbe stato da ridere? Eccovi serviti infatti. No? Non vi viene da ridere? E allora pensate per assurdo al giorno in cui, al posto del pollo impanato, nel vostro paniere dell'indice dei prezzi al consumo ci finirà il ciappi o qualche altro gustoso cibo per cani, e allora forse tratterrete a fatica l'esplosione di qualche sana e grossa risata.

Ma ci sono statistiche e statistiche. Oltre le bugie di tutti i giorni naturalmente, delle quali generalmente le prime costituiscono un sottoinsieme dei più infidi. Ci sono altre statistiche che invece parlano chiaro, e sono come colpi di martello nella testa pensante di qualcuno. Ma non sono facili da pescare, l'amplificatore che vi comanda i cervelli come grazie a un telecomando in questi casi spegne ogni canale di comunicazione e voi poveretti continuate a vivere al buio, forse un po' perplessi e appena in rari casi incazzati che forse qualcuno dietro a questa ripresa economica vi stia prendendo per il paniere (si proprio quello dell'inflazione).

Volete un esempio? Nei cinque anni dal 1995 al 2000 il debito americano non finanziario è cresciuto del 32.4% contro una crescita del 22.2% di crescita del PIL reale. Ah ma questo non è niente, se pensate che dal 2000 al 2005 quel rapporto è deteriorato sensibilmente. Si i più sensibili potrebbero rischiare attacchi isterisci sapendo che nel lustro successivo il debito è cresciuto del 47.3% contro un aumento del PIL del 13.4%.

In finanza si chiama effetto leva. E la leva in questo caso cresce, a ritmi sempre più elevati, ci vuole sempre più debito per finanziare la bistecca. Non è un caso che l'indebitamento per mutui di quei poveretti americani dal 2000 al 2006 è praticamente raddoppiato passando da 4.8 trilioni a 9.5. Bistecca e mattoni, ancora, ma fino a quando sommersi dal debito non resterà che passare per forza al pollo impanato con il virus aviario mentre la banca verrà a riprendersi la vostra casa, "comprata" con un anticipo del 5% e finanziata per il restante 95%, del quale riuscite a malapena a pagare gli interessi, già da soli più alti dell'affitto che paghereste per lo stesso tetto.

No, non sono cinico. E' che la pazzia è una cosa e l'idiozia è un'altra. Bisogna essere in qualche modo idioti per credere a certe favole. O per non ascoltare la saggezza di certi vecchi, che meritano il rispetto dei saggi. Richard Russell. Ma figuriamoci se avete mai sentito parlare di questo anziano signore americano che sopravvive ai mercati da decenni e che stilla perle di saggezza in ogni sua analisi.

Un uomo tutto di un pezzo. E quando un uomo così scrive frasi come: "la tesi che supporta la moneta creata dal nulla (oh si quella fiat currency di cui parlavo l'altra volta) è fondamentalmente una truffa", bisognerebbe spegnere ogni televisione, bruciare ogni giornale, chiudere ogni sito di donne nude o pettegolezzi e cominciare a farsi domande serie, magari con l'aiuto di google, e le parole chiave giuste: fiat money e rothbard, magari.

Tranquilli, signori, lo stesso Russell fornisce la risposta alla domanda che sorge consequenziale: "perchè i banchieri centrali vogliono che tale sistema sopravviva"? Ma cari i miei idioti, è semplicissimo, anche se il nostro Richard Russell sente la necessità di scriverlo in neretto, forse per attirare la vostra attenzione, ben conscio delle vostre facoltà cognitive molto limitate: "ma perchè il sistema di fiat money è la fonte del loro sostentamento. E' ciò che dà loro il biglietto di ingresso al potere".

E continua, no ascoltate, perchè a me fa ridere, ma certe perle di saggezza farebbero anche piangere, e nel dubbio andrebbero scolpite accanto alle frasi di certi geni della storia: "se il pubblico, i votanti, capissero appena quale frode rappresenti il sistema monetario cartaceo irredimibile, voterebbero per porvi fine. Fortunatamente per i banchieri centrali, la moneta centrale sembra la cosa più difficile da capire per il tartassato medio. E anche se tale sistema deruba la popolazione dei frutti del proprio lavoro e dei propri risparmi, la gente continua ad accettarlo, tanto non saprebbe neanche a quali alternative rivolgersi". E così il truffone va avanti, come lo chiama qualcuno. On and On it goes.

Sento già qualcuno che strilla, ma certo è tutta colpa del Signor.Aggio infatti! Sbagliato!!! Lasciate perdere il signoraggio, siete sulla strada sbagliata miei cari. Tornate indietro finchè siete in tempo. La volontà c'è, manca tutto il resto, recuperabile con una buona serata in compagnia del signor Russell, o la mia se mai mi sopportereste per una notte intera. Il whiskey scozzese ve lo offro io in caso. 

Zverkov

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