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TIME - TULIPOMANIA Stampa
Scritto da Marcello Bersini   
Martedì 22 Febbraio 2011 21:47
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timetuliLa Storia è nota e il grafico eloquente.

All’inizio del XVII secolo comparve ad Amsterdam il primo mercato azionario e insieme la prima grande esplosione speculativa conosciuta, il cui motore -insieme all’illusione di massa- fu un insolito strumento finanziario, un improbabile e poco prima sconosciuto bulbo importato dal mediterraneo orientale: il tulipano.

Dall’apprezzamento si passò al prestigio del possesso, le varietà introvabili portarono rapidamente ad una sempre più attenta valutazione dell’incremento del prezzo che la rarità comportava: l’iperbole della crescita fu smodata e si iniziò a cavalcare un’onda che pareva essere infinita. L’Olanda in particolare e parte dell’Europa furono travolte, persone di ogni ceto sociale vennero investite dalla speculazione tramutando le loro proprietà in contante per investirlo in fiori.

Da un valore pressochè nullo un bulbo arrivò a valere decine di migliaia di euro odierni, tradendo prima di tutto la sua naturale funzione estetica: la stessa fioritura era oramai un correlato inutile, si vendevano bulbi appena piantati o quelli che si aveva intenzione di piantare (come dei futures sui tulipani), una pratica che fu soprannominata "commercio del vento".  Mai un fiore ebbe un valore simile nella storia, tranne forse che dipinto su una tela ma in maniera decisamente più modesta.

Dall’esordio alla fine la parabola durò quattro anni ma l’ascesa quasi verticale che riempie di stupore interessò il primo trimestre del 1637: l’anno dell’apogeo e della fine impietosa. La storia non spiega le ragioni per le quali qualcuno iniziò a sbarazzarsi dei bulbi inaugurando mesi di panico e ansiogene corse a vendere mentre i prezzi si annientarono in un abisso senza fondo. Sia chi aveva trovato la ricchezza per la prima volta che gli agiati mercanti e i discendenti di nobile stirpe videro dissolversi la loro fortuna senza possibilità di riscatto: hard reset - tabula rasa!

TIME - TULIPOMANIA, [olio su tela (100x150) 2011], interpreta in maniera moderna e secondo un canone simbolico e grafico la rappresentazione antica di quell’emblematico evento storico dell’embriogenesi dell’euforia finanziaria.

 

timebig


In questo salto spazio temporale, su un fondo rugoso e biancastro di carta ingiallita, ai numeri di fibonacci sono subentrati piccoli tulipani stilizzati che fanno da ‘logo’ alla Tulipomania, sostituendosi all’oro da inaspettati protagonisti floreali, e da cornice ad un suggestivo grafico antico. I colori sono selezionati secondo precise associazioni, dalle freccie indicatrici alle date, dai piccoli loghi ai due fiori figuartivi la sequenza rivela, come in un termometro a cristalli liquidi, la febbre che sale e si tramuta rapidamente in follia per ridiscendere rapidamente dopo aver devastato la struttura economica dei singoli e della comunità. Ciò che lega tutto l’insieme della rappresentazione è il movimento ciclico di ascesa e discesa che spinge velocemente verso l’alto per ridiscendere in basso. I due fiori laterali hanno anch’essi una funzione indicatrice, trattati da ibridi fra il catalogo botanico e l’indice grafico sono muniti di un gambo di lunghezza innaturale che esce dal quadro, verticale, perfettamente dritto al cui vertice il calice si inserisce come la punta di una freccia: uno è aperto e dislocato a sinistra in un prima ricolmo di speranze, l’altro chiuso e messo a destra in un dopo che coincide con quella grande depressione che fu inevitabile.
 
Tuttavia sarebbe necessario indagare tutte le implicazioni di un dopo a lungo termine che possono in un certo senso mitigare la tragedia dei disastrosi eventi speculativo finanziari. Dopo essere stata travolta da un' insana ‘passione’ per  tulipani e bulbi, l’ Olanda ne proseguì la coltivazione permettendo lo svilupparsi di ampi mercati floreali e caratterizzando per sempre gli olandesi come esperti conoscitori di botanica e di genetica delle piante, trovando risultati inediti sul piano nutrizionale, medico, ricreativo, estetico.

Visitare l’Olanda in primavera e vedere le distese cromatiche dei suoi campi pianeggianti non può che dare l’impressione che la Tulipomania abbia a modo suo prefigurato il vero dono della Natura e lasciato vincere, dopo la catastrofe della bolla finanziaria, la bellezza come desiderio fondamentale dell’uomo.

Marcello Bersini

per informazioni scrivere direttamente all'autore

 
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Commenti 

 
+9 # giannig 2011-02-23 11:03
Le manie si ripetono perchè è l'uomo che non cambia mai; l'intuizione di incentrare il pensiero economico sull'azione umana è assolutamente corretta, non possiamo essere macchine, perchè prima della razionalità siamo governati da passioni e sentimenti (solo superficialment e i mercati possono apparire razionali, in realtà sono dominati dall'alternarsi ciclico di avidità e paura nei singoli operatori che diventano collettive).
In definitiva le politiche economiche-monetarie interventiste, riserva frazionaria ecc. amplificano e distorcono la naturale propensione umana a farsi coinvolgere nelle "manie"...
 
 
+5 # Antonio 2011-02-23 11:20
"Filosofeggiando " verrebbe da aggiungere che, in linea di massima, le "manie umane" sono il frutto di un importante allontanamento dalla realtà delle cose e degli eventi.

Il mondo, ahimè, è "disconnesso" dalla realtà da troppo tempo.

Carino il dipinto, grazie per la spiegazione; mi piacciono soprattutto gli abbinamenti dei colori.
 
 
+2 # marcello 2011-02-24 20:38
Ciao Giannig, Le "manie" possono proliferare perchè non si ha nè si favorisce la memoria storica, la storia non ha niente da insegnare a chi non la conosce. Le politiche interventiste dell'oggi sono la nuova maschera di meccanismi immanenti che ci sono da sempre e che mutando forma riescono a illudere che ogni volta sia diverso, invece l'ennesima bolla riscoppia e con sempre più clamore... le mille bolle della storia di cui la tulipomania non è che una versione moderna che anticipa le nostre. Forse non possiamo fermarle ma sforzarci almeno di contenerle, per questo ci vuole memoria e cautela.
 
 
+1 # marcello 2011-02-24 20:44
Ciao Antonio, là dove la serie TIME vorrebbe sfondare un muro, impattare visivamente, l'aggettivo carino esprime una sorta di fallimento; in effetti questo dipinto forse non ha la forza espressiva dei precedenti ma era piuttosto imbrigliato entro la gabbia che gli è stata costruita durante l'esecuzione -non da me- ma è un'altra storia... comunque intuisco che era un modo di dire e mi fa molto piacere che hai colto il gioco dei colori. grazie!
e alla prossima con TIME - PIRAMIDE ROVESCIATA
 
 
+4 # Antonio 2011-02-25 10:16
Citazione marcello:
...sfondare un muro... impattare visivamente...era piuttosto imbrigliato entro la gabbia...

La risposta "quantitativa" legata all'impatto credo sia raccolta in questo ulteriore, gradito approfondimento (sopra citato).

Un'opera, perchè di questo parliamo, "colpisce" e suscita pensieri ed emozioni in modo differente e, ovviamente, soggettivo.
Credo che questo lavoro "entri in punta di piedi", suscitando pensieri e riflessioni importanti, laddove ci si voglia fermare un attimo a riflettere sul "contenuto umano-filosofico" racchiuso nel grafico.
Confermo quanto già detto a proposito della "centratura" dei colori.
Grazie per la tua attenzione, buon lavoro.
 
 
+1 # marcello 2011-02-28 14:03
Interessante questo approccio 'in punta di piedi', forse è proprio ciò che lo distingue dagli altri lavori (insieme al riferimento storico che insinua una riflessione allargata sulla storia) infatti tutto nasce e si racchiude nel piccolo 'logo' delicato e inquietante dei 2 piccoli tulipani...

https://picasaweb.google.com/marcello.bersini/TIME#5574270848442855218

come dare torto al 'soggettivo'... spesso però un'immagine delicata ha bisogno di troppo tempo per penetrare i soggetti e rischia di non riuscire a catturarli in un momento di urgenza riflessiva... (per esempio non ho visto accendersi in questo luogo di discussioni economiche -tranne te e giannig- un interesse non prescindibile per il "contenuto umano-filosofico" e storico che il soggetto del dipinto dovrebbe scatenare),
per questo benchè io sia felice di aver fatto questo modestissimo contributo ad un importante soggetto storico-economico, (mancava nella serie), mi viene inevitabile una personalissima autocritica che tenta di valutare l' 'opera' in sè, indipendentemen te dall'osservatore, cercando gli elementi 'qualitativi' che dovrebbero esprimere al meglio un contenuto preciso.
La tulipomania aveva probabilmente bisogno di un accento più incisivo, il suo pregio rimane l'aver richiamato un discorso scomodo cioè quello che stiamo ripetendo e in maniera sempre più violenta gli stessi errori di allora: forse anch'io ho trattato troppo giocosamente il tema come se fosse qualcosa di secolarizzato e inattuale?
 
 
+2 # Antonio 2011-02-28 17:32
Citazione marcello:
...forse anch'io ho trattato troppo giocosamente il tema come se fosse qualcosa di secolarizzato e inattuale?


Personalmente ritengo non si tratti di una "trattazione giocosa", ma di ben altro.

Premetto di essere "arrivato solo ora" alla comprensione di alcuni concetti economici fondamentali, ecco perchè non sono in condizioni di avventurarmi in riflessioni accurate da questo punto di vista.

Scusa il divagare, ma la memoria umana è semplicemente atrofizzata.
Siamo mutati in esseri insensibili, spettatori del nostro vivere e, quindi, paradossalmente quasi incapaci di provare dolore, visto che non siamo più capaci di distinguerne bene i contorni.

Da qui, forse, un contributo e una spiegazione ulteriori su questo ciclico ripetersi di errori già commessi.
 
 
+3 # Antonio 2011-02-28 17:35
...SEGUE...
Ben vengano quindi i richiami al passato, poiché mancano il ricordo e la coscienza comune delle sofferenze vissute da chi ci ha preceduto.

Aggiungo un ultima considerazione personale a proposito del “mancato dibattito economico”:_ ho notato che “i tecnici” sono tendenzialmente orientati a un fare pragmatico nel loro lavoro, così come nelle riflessioni correlate. Anche su questo sito si “respira” quest’aria ed è per questo, forse, che arte e “segnali estemporanei” non sempre incidono nei tempi e nei modi voluti dall’autore.

Anche io sono un tecnico, da tempo al lavoro per “allargare le maglie” della conoscenza attraverso un approccio di tipo multidisciplina re e “aperto”.

Più vado avanti e più mi convinco che questa sia una delle migliori strade per imparare a “stare a galla”.

Grazie per l’attenzione.
 
 
+2 # marcello 2011-03-04 15:12
Citazione Antonio:
...SEGUE...
Ben vengano quindi i richiami al passato, poiché mancano il ricordo e la coscienza comune delle sofferenze vissute da chi ci ha preceduto.

Aggiungo un ultima considerazione personale a proposito del “mancato dibattito economico”:_ ho notato che “i tecnici” sono tendenzialmente orientati a un fare pragmatico nel loro lavoro, così come nelle riflessioni correlate. Anche su questo sito si “respira” quest’aria ed è per questo, forse, che arte e “segnali estemporanei” non sempre incidono nei tempi e nei modi voluti dall’autore.

Anche io sono un tecnico, da tempo al lavoro per “allargare le maglie” della conoscenza attraverso un approccio di tipo multidisciplina re e “aperto”.

Più vado avanti e più mi convinco che questa sia una delle migliori strade per imparare a “stare a galla”.


Concordo su ogni punto.
Vediamo cosa ne pensi delle anteprime del nuovo ''TIME - PIRAMIDE ROVESCIATA'', olio e foglia oro su tela (100x150) 2011, articolo prossimamente.
Buona visione:
https://picasaweb.google.com/marcello.bersini/TIME
 
 
+2 # Antonio 2011-03-08 12:15
"MARCELLO:...Vediamo cosa ne pensi delle anteprime del nuovo ''TIME - PIRAMIDE ROVESCIATA'', olio e foglia oro su tela (100x150) 2011, articolo prossimamente..."

Visto, molto interessante e, soprattutto, piaciuto.

Ottime e "illuminanti" le foto.

A breve il mio modesto commento, penso in privato e/o sul prossimo articolo "dedicato".

Ciao.
 
 
0 # marcello 2012-06-15 15:25
Aggiungo il link al secondo capitolo della Tulipomania che traccia una linea verticale dedicata all'argomento sull'orizzontale della serie TIME:
TIME - TULIP MANIA 2
http://marcello-bersini.blogspot.it/2011/09/time-tulipomania-2.html
 

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