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Mercantilismo: Vecchio e Nuovo Stampa
Scritto da Gary North   
Mercoledì 16 Marzo 2011 18:38
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mercantilismPrima parte dell'articolo di Gary North: Theft by Mercantilism: Old and New che avevo citato nel pezzo su Tremonti. Sono esclusi dalla seguente versione i due paragrafi finali e le conclusioni (che eventualmente pubblicheremo nei prossimi giorni). Traduzione originale di Johnny Cloaca integralmente disponibile presso il suo blog. Quella che segue è stata parzialmente riveduta dal sottoscritto. Fc

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"Tu non ruberai, eccezion fatta se avrai la maggioranza dei voti" ~ Dal Vangelo Secondo Keynes, Capitolo 1, verso 1.

Il Keynesianismo è una filosofia economica basata sull'idea che il mercato, per essere giusto ed efficiente, abbia bisogno dell'intervento statale. Secondo tale dottrina, il libero mercato, infatti, risulta sia inefficiente sia sleale nei confronti dell'uomo comune. Questo insegna il Keynesianismo. E la stessa cosa ci insegna anche il mercantilismo.

Oggi si ha una fiducia quasi universale nel Keynesianismo e di conseguenza si ha una fiducia quasi universale nel mercantilismo. Questa connessione non è intuitiva, ma nondimeno è vera. Quello che i libri di testo di economia non dicono, in quanto scritti per la maggior parte da Keynesiani, è che il Keynesianismo non è altro che mercantilismo presentato con tanto di equazioni.

I libri di testo sono ufficialmente anti-mercantilisti. C'è una ragione: il mercantilismo è ufficialmente sbagliato anche perchè innegabilmente vecchio. I libri di testo promuovono ciò che è nuovo: "L'ultima cosa è la migliore". Si ha avuto fiducia nel mercantilismo dal 1650 al 1750. E' fuori moda.

Tuttavia nonostante le apparenze il mercantilismo resta la filosofia oggi dominante anche se opera sotto copertura. La copertura viene chiamata "commercio regolamentato". Qualche volta viene anche chiamata "commercio equo". Gli alti preti del mercantilismo battezzano il nuovo convertito nel nome del libero commercio ma poi lo catechizzano in termini di mercantilismo modificato. Il mercantilismo moderno è "libero commercio modificato nell'interesse della giustizia". La "giustizia" è definita funzionalmente come "protezione di un gruppo elettorale politicamente favorito".

Tenete gli occhi sulle modifiche che vengono apportate al libero commercio. La destrezza della mano realizza il suo trucco proprio tra queste modifiche, grazie alle quali gli astuti chiaccheroni dei migliori dipartimenti di economia riescono abilmente a fare in modo di separare i provincialotti ingenui dal loro denaro.


PRODOTTO CIVETTA

C'è una enorme operazione di adescamento che viene realizzata sia nei libri di testo d'economia sia in quelli di storia. Tutti i libri di testo spacciano alle matricole il mercantilismo per buono ma lo fanno in maniera nascosta, generalmente facendolo passare per il suo opposto, vendendolo sotto il nome di anti-mercantilismo.

Ad esempio tutti i libri universitari promuovono il mercantilismo negli affari monetari. Essi promuovono e appoggiano il sistema a banca centrale rifiutandosi di applicare la logica dei cartelli. I cartelli sono riconosciuti come mercantilismo applicato al commercio. Tuttavia le banche centrali non vengono presentate come cartelli, nonostante il fatto che lo siano, sia in teoria che in pratica.

Fate molta attenzione: quando ciò che, logicamente e storicamente, dovrebbe essere ovvio non viene menzionato, tenete la vostra mano sul portafoglio e la vostra schiena contro il muro.

I pochi libri di testo scritti dagli economisti della Scuola di Chicago poggiano tutti sulla frase di lealtà di Milton Friedman a Keynes pronunciata nel 1965: "Adesso siamo tutti Keynesiani ". Come spiegò dopo, Friedman intendeva "siamo metodologicamente Keynesiani". Ma proprio questo è il punto, come qualsiasi buon economista della Scuola Austriaca vi dirà...se ne trovate uno.

I libri di testo sono voluminosi e noiosi, sono scritti in modo da poter passare al vaglio di una commissione. La commissione è ingaggiata dalla ditta editoriale per agire a nome di altre commissioni e cioé le commissioni dipartimentali che assegnano i libri di testo alle matricole. Un libro che non promuove la metodologia vigente non passa al vaglio della commissione della casa editrice.

"Adesso siamo tutti Keynesiani" vuol dire "le commissioni della casa editrice adesso sono tutte Keynesiane".


DUE TIPI DI MERCANTILISMO

Il mercantilismo originale era una teoria applicata al commercio la quale, benché completamente sbagliata, veniva e viene ancora ritenuta corretta da moltissime persone. Affermava che una nazione si arricchisce esportando più di quanto essa importi. David Hume, il filosofo scozzese, confutò questa logica oltre 250 anni fa. Il suo collega scozzese, Adam Smith, la confutò in dettaglio nel 1776.

Una nazione si arricchisce solo se i suoi cittadini si arricchiscono. Questo avviene solo se i cittadini riescono a incrementare la loro produttività. Una nazione prospera se i cittadini sono liberi di fare qualunque cosa vogliano con le loro ricchezze, siano esse quantificate in oro, conti bancari o beni reali. La libertà è il fattore primario per incrementare l'abilità delle persone nel divenire più efficienti e pertanto più produttive. Questo in sostanza era il discorso di Adam Smith nel 1776. Ciò viene negato dal Keynesianismo.

Il mercantilismo accademico americano degli ultimi anni ha ribaltato l'enfasi dalle esportazioni alle importazioni. Sostiene che una nazione diviene ricca importando più di quanto esporti. La differenza tra il valore delle esportazioni ed il valore delle importazioni viene finanziata dall'aumento del debito. Il sistema potrebbe essere chiamato "spendi e diventa più ricco", traduzione diretta del "prendi in prestito e diventa ricco".

Questo è il Keynesianismo occidentale americano che viene ben bilanciato dal mercantilismo asiatico, invece fedele al vecchio mercantilismo: esporta e diventa ricco. C'è però questa differenza: nel 1750 i mercantilisti sostenevano che le esportazioni venissero pagate in oro, il quale pertanto doveva fluire in abbondanza nell'economia interna. Il mercantilismo asiatico invece insegna che a fluire abbondantemente nell'economia nazionale debbano essere i Pagherò dei governi stranieri.

Se non altro, il vecchio mercantilismo aveva molto più senso!

Il mercantilismo accademico americano Keynesiano ed il mercantilismo asiatico sono gemelli siamesi. Ognuno sostiene l'altro. Le banche centrali asiatiche prestano nuovo denaro creato dal nulla per comprare valute occidentali, le quali poi vengono prestate ai governi occidentali. Ciò contribuisce a tenere basso il valore delle valute asiatiche. Gli occidentali possono pertanto comprare più beni asiatici. I governi occidentali accumulano enormi debiti nei confronti delle banche centrali asiatiche. Il risultato è che i tassi d'interesse interni vengono mantenuti artificialmente bassi, a sostegno della crescita economica e della rielezione dei soliti politici.

Il mercantilismo dell'elettore americano singolarmente preso è invece il vecchio mercantilismo. I lavoratori vogliono essere protetti. Vogliono un'economia basata sull'esportazione, con tanto di dazi sulle importazioni. Ricevono scarso supporto dai mercantilisti accademici Keynesiani, che invece vogliono più importazioni finanziate dall'emissione di debito.

I politici ed i burocrati da entrambe le parti della staccionata non accettano l'economia di libero mercato per il semplice fatto che in una economia di libero mercato il governo avrebbe molti meno poteri sull'economia e sull'offerta di denaro. Non è nel loro interesse vedere ridotto il controllo del governo sulla vita delle persone. Avrebbero solo da perderci. Il loro guadagno come comuni cittadini infatti sarebbe minimo: l'aumento pro capite della libertà e della ricchezza. La loro perdita pro capite in termini di autorità e potere personale sarebbe invece quasi totale.

Ma che dire degli elettori occidentali? Non capiscono che i dazi sono imposte, che l'aumento delle tasse per loro è un male? No, non lo capiscono. Vedono i dazi come un modo di dire a tutti gli stranieri di sparire. Pensano alla loro ricchezza come cittadini di un paese protetto dai dazi. Sono convinti che la ricchezza di questo paese cresca nonostante essi abbiano meno denaro, al netto delle imposte, da spendere in quello che vogliono comprare.

Sono pazzi? No; sono mercantilisti tradizionali. Non riescono a capire la loro posizione utilizzando la logica economica. Pensano che meno sia più: avere un reddito inferiore come cittadini privati, a causa delle imposte rappresentate dai dazi, secondo loro vuol dire più ricchezza come membri della nazione intera.

Ma che dire degli elettori asiatici? Non si accorgono che le politiche di sussidio alle esportazioni riducono la loro proprietà di beni reali? Non si accorgono che vengono impoveriti? No, non se ne accorgono. Pensano a loro stessi come lavoratori. Vedono come un beneficio le esportazioni verso l'occidente. Non considerano egualmente le vendite tra di loro come la base per i lavori interni del paese. Si focalizzano su quello che si vede – le entrate dalle esportazioni – ed ignorano quello che non si vede: la perdita della domanda interna.

Keyens divenne mercantilista negli anni trenta e trascinò con sé i giovani economisti. Promosse l'idea della pianificazione economica di Stato in quanto era egli stesso un funzionario del Tesoro. Si fidava del giudizio degli altri funzionari del Tesoro, a patto che essi seguissero il suo.

Scopriamo che molti economisti sono Keynesiani perchè sono convinti che il governo, seguendo i loro consigli, possa essere più saggio rispetto alla massa di produttori e consumatori. Le masse agiscono nel loro interesse e la maggior parte degli economisti pensano che un economista in possesso di una laurea abbia un giudizio di gran lunga migliore, come consigliere di burocrati, rispetto alla massa di cittadini. Gli economisti sono stati formati a pensare macroeconomicamente, mentre invece le masse pensano microeconomicamente.


E IO COSA CI GUADAGNO?

Tutti però pensano microeconomicamente. Si chiedono: "e io cosa ci guadagno?". Gli economisti considerano tutto il denaro raccolto con le tasse che possono intascarsi come consiglieri e concludono: "Devo sostenere governi che siano forti e potenti". Gli elettori considerano la propria vulnerabilità nei confronti dei produttori esteri e giungono alle stesse conclusioni: "Devo sostenere governi forti e potenti".

Ecco perchè il mercantilismo persiste. La maggior parte delle persone crede di poter ricorrere alla coercizione dello Stato per riempirsi le tasche più di quanto invece possano fare altri soggetti che usano la stessa coercizione ma a loro spese e con l'intento di svuotargli le tasche.

Il mercantilismo è la filosofia economica che dice: "Posso usare il potere politico per scavare nelle tasche degli altri più in profondità di quanto gli altri possano farlo nei miei confronti". Fa appella all'ego umano. Le persone pensano a loro stesse come politicamente molto intelligenti. Non pensano a loro stesse come attori egualmente intelligenti nel libero mercato competitivo. Notano, giorno dopo giorno, come gli uomini competano tra di loro come produttori. Ma non riescono a notare altrettanto chiaramente i risultati della competizione politica. Non sono in grado di tracciare gli effetti dell'interventismo politico in campo economico. Anche quando vedono che la politica li sta privando della libertà e del benessere, rassicurano loro stessi dicendo: "alle prossime elezioni vinceremo noi".

Benché tutti si rendano conto di perdere progressivamente le loro libertà, allo stesso tempo nutrono fiducia di poter vincere alle prossime elezioni. In tal modo il governo agirà secondo gli interessi del loro partito politico.

Tuttavia, a comporre le fila dei partiti politici sono quei pochi gruppi che beneficiano direttamente di una spesa del governo sempre più grande. Solo questi gruppi non possono perdere, perchè ogni volta promettono la stessa cosa: "Avremo per noi un bottino maggiore. Più pasti gratis. Più fama, più onore e gloria. Fidatevi di noi". Gli elettori si fidano e li votano. Loro vincono. Gli elettori perdono sempre.

Il mercantilismo è un prodotto facile da vendere. Inganna le persone ingenue che credono alla pistola e al distintivo come basi sulle quali fondare la prosperità, a condizione ovviamente che siano i buoni e gli onesti a mettere in qualche modo le mani su pistola e distintivo.

Il problema è che ad avere pistole più grandi sembrano essere sempre i cattivi. Coloro che continuano a nutrire fiducia nel sistema non arrivano mai a concludere che forse sarebbe meglio ridurre il numero di distintivi e pistole. Al contrario invocano sempre più leggi, più tasse, più pistole e più distintivi. La prossima volta, la prossima volta, la prossima volta vinceranno i buoni, sicuro!

Le persone ricche ed influenti che si vendono al governo, sorridono ed annuiscono in segno di accordo. "La prossima volta vi aiuteremo a buttare fuori i cattivi". Gli elettori di tutti gli schieramenti ci credono.

La filosofia economica sottostante questa religione del "la Prossima Volta le cose andranno sicuramente meglio" è il mercantilismo. Questa religione è ampiamente accettata dalla maggior parte degli elettori. Si appella alla volontà degli uomini di poter rubare nelle tasche degli altri, volontà presente in quantità infinita al modico prezzo di zero. Essa fa riferimento alla seguente professione di fede economica: "Tu non ruberai, eccezion fatta se avrai la maggioranza dei voti".

 
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Commenti 

 
+7 # gursicino 2011-03-16 20:49
Il Sole24Ore avesse il coraggio di pubblicare quello che realmente sta accadendo in Grecia visto che i "prossimi siamo noi"ovvero le misure economiche messe in atto dal governo per riempire quella grande fossa chiamata debito pubblico. Posso raccontare con estrema certezza che in Grecia le pensioni sociali da 600-800 € sono state ridotte a 350-400 e che gli stipendi statali mediamente hanno subito una riduzione del 40%. Raccontassero al popoli Italiano anche che l'I.V.A. dal 9% l'hanno portata al 21% e se non basta; la benzina che costava 82 centesimi, è più che raddoppiata, ora costa 1.92 Mi racconta un amico, che nei paesi circostanti, il denaro non si trova più e che la gente per comprare qualcosa è costretta al baratto. Non capisco perchè queste cose arrivano a noi monche e distorte. Meditate gente!!!!
 
 
0 # Zolotoi 2011-03-17 00:01
Scusa, paesi circostanti dove?
 
 
0 # GIG64 2011-03-17 08:59
Citazione Zolotoi:
Scusa, paesi circostanti dove?

penso circostanti il paese del suo amico che sta in grecia :-?
 
 
0 # devin 2011-03-17 04:08
forse con paesi circostanti si riferisce all'Italia..
 
 
0 # robinbreak 2011-03-17 05:22
La Terra è il pianeta più caro di tutto l’universo

Il globo terrestre vale 3,5 milioni di miliardi di euro, il più costoso in assoluto di tutto il sistema solare. La scoperta grazie alla formula ideata da uno scienziato americano.

Greg Laughlin, astrofisico dell'università di Santa Cruz negli Stati Uniti, ha elaborato una scala per paragonare la Terra con gli altri pianeti extrasolari, scoperti ultimamente dalla sonda Keplero.
In particolare, lo scienziato ha creato un'equazione per determinare il costo dei pianeti, ottenuto calcolando l'età, la dimensione, la temperatura, la massa e le altre statistiche vitali e, stando ai risultati, la Terra è il più costoso con un valore di circa 3,5 milioni di miliardi di euro.

http://it.finance.yahoo.com/news/La-Terra-%C3%A8-pianeta-pi%C3%B9-caro-l-yfin-1969257219.html?x=0x=0

Stampa BERNAKKIO STAMPA, che coi coriandoli ti compri LA TERRA
 
 
+6 # Francesco 2011-03-17 12:39
di questo articolo mi fa impazzire la prima frase... assolutamente geniale e applicabile in fondo a ogni statalista.

in quanto al resto, noi itagliani, e in genere tutti i paesi che per "competere" ergo per "prosperare" ergo per "tirare avanti" hanno sempre fatto leva sulla svalutazione costante della propria valuta locale sono paesi avvezzi al peggior mercantilismo. e i danni si vedono... la diffusa mentalità no global in questo paese è semplicemente vergognosa. la confusione regna sovrana su tutti gli argomenti economici, in particol modo sull'euro.

l'euro PER FORTUNA ha impedito questa forma di deteriore mercantilismo, che invece il caro martino, molto apprezzato dai liberali compromessisti di razza italiota, aveva addirittura elogiato al sorgere delle crisi dei piigs!
 
 
+2 # AlessioR 2011-03-19 23:31
...They tell them what they want to hear. The voters believe, just as ugly rich heiresses believe. Gold is a barbarous relic. That was the assessment of the slickest talking economist of the twentieth century: John Maynard Keynes. He sold himself to the British government in his capacity as a Treasury official. He told the young economists of his day what they wanted to hear: that their predecessors were old fogies, that gold is a barbarous relic, and that the world would be a better place if it allowed governments to run deficits and central banks to create money without the fear of a run on their gold by barbaric simpletons.

noi ossessionati..."dall'oro"; unico difensore delle libertà economiche
North ha un'acume immenso nella narrativa dell'economia austiaca
 

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