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TIME - CHIMERICA Stampa
Scritto da marcello bersini   
Lunedì 09 Maggio 2011 21:49
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chimerica

 

TIME - CHIMERICA

Osservando attentamente TIME - PIRAMIDE ROVESCIATA possiamo notare un’anticipazione di ''TIME - CHIMERICA'', olio su tela (100x150) 2011. Nascoste nel proliferare dei numeri sullo sfondo della ‘piramide’ si insinuano una coppia di acronimi, ‘fed’ nella metà alta e ‘boc’ (bank of china) nella bassa, che convergono esattamente sul piano orizzontale della linea mediana del quadro formando il binomio ‘fed-boc’: il nuovo lavoro ‘CHIMERICA’ era dunque già una conseguenza plausibile e necessaria.

Quando Niall Ferguson nel 2006 coniò il neologismo Chimerica (*) (che indica il tandem formato da Cina e Stati Uniti -detto anche G2-, estremamente tributari l’uno dell’altro e che, in mutua simbiosi, dominano l’economia mondiale) parlò di “matrimonio riuscito”(**) per poi ravvedersi qualche anno dopo affermando che la crisi finanziaria avrebbe trasformato Chimerica in una “chimera” (***), ovvero in ciò che la natura del neologismo significava fin dall’inizio.

Difatti non si può certo dire che sia un rapporto basato sulla simmetria. Si potrebbe parlare del controllo asiatico del debito USA, del ‘riciclaggio’ dei disavanzi commerciali USA con la sottoscrizione dei titoli pubblici americani da parte dei banchieri cinesi, del credito agli Stati Uniti per alimentare la domanda delle esportazioni cinesi, dell’equazione 10a10 (dieci per cento crescita annua del Pil a Oriente e dieci per cento della disoccupazione in Occidente) ecc... ma non faremmo che confermare che in zona Chimerica a contare davvero è sempre di più la Cina, nonostante continui a essere un sistema contraddittorio con un’economia di mercato incapsulata in un meccanismo di pianificazione centralizzata dipendente da un regime autoritario e ora implacabilmente soggiogata dagli stessi meccanismi perversi che condizionano l’Occidente.

La scelta cromatica del dipinto è un mix di colori che richiamano per analogia le rispettive bandiere dell’ibrido CHIMERICA che hanno nel rosso il denominatore comune. La visione generale del dipinto vuole dare l’effetto di un’istantanea che paralizza per un attimo un movimento sfrenato sia di Numeri vuoti che scorrono in orizzontale, sia di Numeri pieni che appaiono e scompaiono in successione rapida come se le strisce e le stelle bianche della bandiera USA si fossero sciolte cristallizzandosi in Numeri infiniti.

Nel mezzo orizzontale di questo divenire vorticoso una serie di omini di colore giallo (come le stelle della bandiera cinese), procede in sospensione verso destra come a simulare uno slancio gioioso, una danza euforica nel turbinio dei numeri: è la ‘trappola di Fibonacci’ che ancora una volta ripete la sua inesorabile serie (170-208esima) catturando anche gli ‘omini-tangram’ nella proliferazione numerica del “moltiplicatore bancario”. Gli omini sono rappresentati attraverso il gioco cinese del Tangram, un quadrato scomponibile in sette parti ruotabili e intercambiabili con cui si possono creare figure con perimetro diverso ma dalla stessa area: sette unità di base semplici possono essere organizzate per comporre una serie pressochè infinita di forme. Preso a prestito dalla sua stessa tradizione ludica, l’ omino-tangram è forse l’esatto prototipo dell’abitante orientale di CHIMERICA che senza possedere una individualità precisa si adatta al divenire della storia.

Alla base del dipinto la prospettiva è diametralmente opposta: il classico omino-bombetta, prototipo dell’uomo speculativo occidentale, questa volta blu come il quadrante superiore della bandiera USA, si sposta verso destra scivolando in basso forse con lo sguardo rivolto verso di noi o, molto più plausibilmente, osservando inerme lo spettacolo danzante degli omini-tangram prima di scomparire dalla scena.

Ma perché a ogni rapporto economico si associa subito uno speculatore trasformista che assume sempre nuove forme, o un grigio burocrate cristallizzato e fissato nella sua posa ieratica? Perché c’è un rumore oggettivo, bestia tra noi, spesso personaggio spiacevole e invisibile, inevitabile forse, mai prevedibile e che vive a nostre spese. Questo ‘parassita’ sta all’economia come lo sfruttatore alla produzione. Non produce né fa progredire la società, ma governa paradossalmente lo stesso sistema che blocca, probabilmente perché gli frappone ostacoli. L’ ‘omino-bombetta’ e l’ ‘omino-tangram’ più recentemente, svolgono un ruolo contro-produttivo o anti-economico per gestire l’insieme dei ruoli e delle reti economico-politiche. Mai come in questo momento storico la logica del parassita burocratico-finanziario sta funzionando in pieno, non solo come forza ma anche in termini di estensione geografica.

CHIMERICA è la svolta parassitaria della nuova economia globalizzata e centralizzata. La politica, l’etica e forse l’estetica devono, così, definirsi come l’insieme dei consigli e dei comportamenti pratici il cui effetto permette di resistere al trascinamento ‘chimerico’. Si capisce perché a tre millenni dall’origine, e in quanto determina da un secolo il destino generale dell’umanità, la scienza dei numeri appaia ancora la migliore e insieme la peggiore delle cose; e come si ponga sempre il problema dei suoi rapporti con l’etica politica.

 

Marcello Bersini

*My friend Moritz Schularick and I came up with the idea of "Chimerica" back at the end of 2006. We were trying to explain the global financial boom, with its correlated upward movement of virtually every asset class. Niall Ferguson: Is U.S. - China Economic Marriage on the Rocks?
**Come in tutti i matrimoni riusciti, le differenze tra le due metà della Chimerica sono complementari... Ma i loro scombussolamenti periodici non causeranno nient' altro che qualche scossone di volatilità finanziaria globale, un acquazzone in confronto al solleone secolare che splende sulla simbiosi tra Cina e America. La Chimerica, nonostante il nome, non è una chimera. Niall Ferguson, 2007.  (Chimerica, despite its name, is no chimera, The telegraph - Not two countries, but one: Chimerica, By Niall Ferguson 12:01AM GMT 04 Mar 2007.)
***And, after all, that's what Moritz Schularick and I always said would happen. We called it "Chimerica" because we though that such an unbalanced relationship would eventually prove to be a chimera. Niall Ferguson: Is U.S.-China Economic Marriage on the Rocks?

 
(28 voti, media: 4.96 di 5)

Commenti 

 
+3 # Antonio 2011-05-10 16:56
Come anticipato nel forum, cercherò di commentare il lavoro prescindendo dalla lettura dell’articolo.

Premetto di avere letto, con la “coda dell’occhio” dell’elemento Usa-China che caratterizza il titolo dell’opera e non solo.

Interessante la quadricromia fatta di colori base, i quali “impattano" in modo deciso ed efficace. Si tratta, tra l’altro, di quelli contenuti nelle bandiere dei due paesi e questo elemento non sembra/dovrebbe essere casuale (infatti è così, letto dopo).

La prevalenza del rosso è sinonimo di pulsione e passione; si richiama il sangue quale componente essenziale della, a volte tragica, vitalità economica.

La danza degli omini conferisce un apprezzabile senso di movimento, che sfocia in un dinamico crescendo fatto di titubanza, esitazione e passi scomposti.

continua...
 
 
+5 # Antonio 2011-05-10 16:57
... segue...

L’idea di raffigurare i danzatori con linee e simboli direttamente estrapolati da analisi e grafici contabili, fa si che questi ci vengano mostrati per quello che sono in realtà: un “tam tam” e una danza di numeri e di valori.

L’uomo con bombetta che, lentamente, pare letteralmente “inabissarsi”, trasmette una vigorosa sensazione di smarrimento e di abbandono, suscettibile di essere “letta” come una rassegnata presa di coscienza “della fine”, nell'accezione più ampia del termine.

Non si possono, infine, non notare i tre “sei” affiancati, con “pancia imbiancata".

Un richiamo importante, di carattere “biblico/storico”, quasi a voler indirizzare lo sguardo e il pensiero dell’osservator e verso ciò che è “maligno”, che si manifesta anche e soprattutto nel “mondo dei numeri”.

continua...
 
 
+4 # Antonio 2011-05-10 16:58
...segue...

Un mondo che ben si presta alla sofferenza e alla tribolazione, poiché nato e poggiato sulla vita reale degli uomini e il loro poliedrico manifestarsi.

Faccio i complimenti a Marcello per questo sua opera, che “trasmette” in modo importante e che, personalmente, gusterò ancora meglio dopo aver letto dei suoi “contenuti ispiratori”.

Grazie dell’attenzione .
 
 
+3 # marcello 2011-05-10 18:23
Ciao Antonio,
interessante commento in forma di trittico, un ottimo compendio a ciò che 'mancava' nel testo di presentazione.
Utile soprattutto il tentativo intenzionale di osservare il dipinto prima di leggere il testo, perchè come ha subito notato Francesco è il meno immediato e comprensibile senza un codice decriptante, ed è una curiosità anche tutta mia sapere di queste impressioni che a me sono del tutto precluse.

Quindi -come speravo- un osservatore molto attento potrebbe, col solo 'indizio' del titolo, decodificare le analogie coloristiche e le tipologie delle figure. Manca ancora un'interpretazione totalmente slegata dal tema, quella che conferirebbe al dipinto -come è accaduto in diverse modalità agli altri- un carattere di apertura e universalità a cui sempre la pittura ambisce.

Grazie per il complimento che rimando al mittente non solo per aver descritto ottimamente il lavoro ma anche per aver notato la 'cigliegina' dei tre6 che rispettano il carattere indiretto del quadro - che non ho cioè evidenziato 'riempiendoli' di bianco ma solo colorandone la piccola "pancia" (preciso anche che è un autentico 666 firmato Fibonacci)

ciao
 

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