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TIME - FUNNY GAME Stampa
Scritto da marcello bersini   
Martedì 05 Luglio 2011 15:49
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funny game

 

Una nuova e inattesa convergenza è il tratto peculiare di TIME - FUNNY GAME, olio e foglia oro su tela (100x150) 2011.

Se fino ad ora avevamo tentato, non impropriamente, l’inclusione di metafore e simboli per permettere alle tecniche della pittura di esprimere l’orizzonte dell’uomo attuale nei suoi rapporti con l’economia, con ‘Funny Game’ il tentativo allegorico trova la sua più completa realizzazione.

Senza la pretesa di fare una storia nè una fenomenologia dei videogiochi, è noto come da tempo e con una frequenza sempre maggiore facciano parte dell’immaginario e del vissuto quotidiano di milioni di utenti: percorsi da realizzare, budget energetici, ‘vite’ da conquistare e perdere, punteggi-guadagni, trasformazioni, mete, conquiste, deflagrazioni ecc... e prima o poi il noto ‘game over’. Nei meccanismi e nelle morfologie di base dei videogiochi è fin troppo semplice intravedere la somiglianza con la realtà, dalla quale prendono ovviamente tutti gli spunti, ma va anche notato come rispetto ad un’esordio più ‘astratto’ si siano evoluti verso una vera e propria simulazione del reale più vicina al virtuale che al metaforico. ‘Funny Game’ prende sul serio il carattere di simulazione ludica ma sul modello dei games prima maniera; tuttavia qui a realizzare l’inedita operazione mimetica è l’iconografia finanziaria e economica. E’ curioso scoprire che persino il nostro ministro dell’economia, qui in arte Tremostri*, abbia una certa predilezione per i videogames.**

Su uno fondo nero e striato si può rilevare lo spunto iniziale, che ha ispirato il dipinto, nei noti candlesticks e nelle variabili verticali con progressione orizzontale che li caratterizzano, accentuati dai colori dello spettro elettromagnetico non potevano che ospitare l’omino-gentleman, l’equilibrista che ci accompagna dai primi ‘TIME’ e che non poteva rinunciare a compiere le sue evoluzioni circensi direttamente sui grafici che osserva minuziosamente ogni giorno. Altre varianti grafiche trasformate in indicatori di vario tipo e tutte le icone monetarie, compresi, allargando il raggio, i simboli del risparmio e degli investimenti fino a un paio di accenni sulle risorse naturali e energetiche, sono state una ovvia conseguenza. Immancabile la serie di Fibonacci (2 Numeri 209-210) e non da ultimo i piccoli omini stilizzati che tengono il conto delle ‘vite’.

Tutta la sequenza degli elementi è realizzata in modo da formare un’immagine binaria che sposta contemporaneamente l’attenzione dal polo ludico al polo economico e viceversa, realizzando una perfetta sovrapposizione fra due mondi normalmente fra loro alieni. Tutta questa gamma di icone da afferrare o evitare è catturata in un attimo di sospensione aldilà del quale un movimento frenetico su base sonora elettronica costringe l’omino a una danza incalzante per proseguire il percorso: il suo destino è strettamente legato alla struttura del ‘gioco’ che tuttavia gli permette una certa libertà individuale.

L’immagine si cristallizza proprio nel momento in cui l’omino sta compiendo il suo salto decisivo sorvolando energicamente la voragine di vuoto che incombe sotto di lui. Quale che sia l’esito del salto non ci è dato sapere. Quello che possiamo sapere è già visibile nello slancio, nelle ipotesi dinamiche dell’atterraggio o nel rischio del volo, nei balzi verso l’alto o il basso che è obbligato a compiere, nei più piccoli come in quelli enormi verso vette improbabili: tutti gli esercizi e le arrampicate nel pianeta che è oramai abitato da apprendisti acrobati, quasi tutti non dichiarati, e autentici praticanti espliciti delle tensioni verticali. Dove si intravedevano solo esseri umani ora è un tripudio di acrobati: la figura del funambolo circense diviene il modello dell’acrobata economico-esistenziale. E non è un caso che l’ultima candela raggiunga il limite superiore dell’area come estrema difficoltà gravitazionale: perché è proprio la difficoltà da superare che genera i movimenti più evoluti, ed è l’omino stesso nella sua sfida estrema che fornisce a chi lo osserva un buon motivo per guardare in alto. E ciò non implica solo che tutta l’esistenza sia una prestazione acrobatica ma include anche la difficoltà di capire quale sia la via di scampo, per la libertà economica e esistenziale, migliore da percorrere. Quindi se tutto ciò è intimamente sovversivo, include anche la necessità di distinguere l’acrobatica negativa da quella autentica che allarga gli orizzonti invece di precluderli.

Fra le varie pratiche sociali, tutto ciò vale sia per l’arte che per l’economia, solo apparentemente lontane: meriterebbe un’approfondimento ulteriore ma non è un’estremizzazione affermare che la contaminazione negativa promana dalla catastrofe dell’ ‘arte’ contemporanea verso l’economia. Gli attori dell’economia decadente hanno imparato molto dalla voragine autoreferenziale che coinvolge artisti, critici, curatori: i primi che producono qualcosa che non rimanda più a un mondo (dimenticando anche il rigore tecnico dell’antica maestria da laboratorio) ma che, complici i secondi, è totalmente incentrato sul suo stesso essere esposta, sul potere di esposizione autoreferenziale ormai sacralizzato e issato a baluardo. Assurdità come lo scambio di derivati era già noto al sitema artistico del 900 prima ancora che la finanza attuale lo integrasse nella propria metodologia.

Tutto è a un bivio. E intanto il piccolo maialino rosa e il suo dollaro d’oro in sospensione invitano a proseguire il ‘gioco’ simulando la scritta: ‘insert coin’.

Marcello Bersini

Note:
*Tremonti: la crisi è come un videogioco, mancano ancora 3 mostri, ILSOLE24ORE 19 novembre 2008.
**Ma che purtroppo “in quasi tre anni non ha ancora imparato come si maneggia il joystick in questo accidenti di videogame.” Tremonti e quella strana ossessione del videogame, il FattoQuotidiano 8 gennaio2011, rassegna stampa delle dichiarazioni ossessive sul binomio crisi-videogame 2008-2011: “La crisi attuale è come vivere in un videogame. E come in un videogame tu batti i mostri ma quando ti riposi ne arrivano altri”.

 
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Commenti 

 
+3 # giannig 2011-07-05 16:42
Sempre piacevole scoprire una nuova declinazione della serie Time.
Ancora si ritrova la complessità delle molteplici letture che ogni osservatore, con il proprio vissuto e conoscenze, può dare dei vari elementi.
Briosa la sensazione di movimento; questa volta il profano di concetti economici dovrebbe avere una tregua... prevarrà immagino una lettura istintiva più leggera delle precedenti opere.
Come scritto all'interno del Forum, a mio medesto parere, siamo ai top della serie Time.
Bravo bravo, complimenti a Marcello
 
 
0 # marcello 2011-07-05 23:52
tanks giannig, in effetti il multilivello qui è più evidente, come dico sopra, l'immagine è emblematicament e binaria e i due poli si sovrappongono e interscambiano di continuo per aprirsi alle interpretazioni più individuali... delle quali un frammento è di gattorognoso che ringrazio per l'intuizione maialino-insert coin.

Al prossimo TIME.
 
 
+2 # Francesco 2011-07-06 15:23
concordo con gianni, siamo al top... ma anche con riferimento al reale... ma guardate i mercati finanziari... guardate quello che sta succedendo oggi sui bancari e sui titoli di stato, dopo appena una settimana dall'ennesimo megasalvataggio dei baracconi falliti!!

e qualcuno lo chiama ancora investire... invece è un videogame oramai da una decade. i valori non hanno più senso... se non fosse per le banche centrali tutte le borse del mondo sarebbero più basse dell'80% da questi valori... il sistema è fallito, è rimasto un gioco che chiede un continuo insert coin... e quando alla fine, se sarai stato bravo e avrai anche vinto, è mia opinione che non avrai neanche modo di incassare la vincita (se lasciata in fiat coriandoli).
 
 
+1 # Antonio 2011-08-10 17:41
Mi scuso per il ritardo, ma le ferie, e non solo...

Come sempre “istantanea” al netto delle note dell’autore.

Grande il titolo, che genera un forte "stridio" con quella che è l'impostazione grafica.

Lo sfondo nero, infatti, trasmette un’importante sensazione di vuoto/smarrimento, contrastata efficacemente dal “colorato fare della vita economica”.

Il momento del balzo è davvero impattante, poiché apre a casistiche sconfinate, tuttavia poco riconducibili ad esiti positivi.

La goccia in arrivo sembra “troppo” per un ombrello che potrebbe non essere comunque sufficiente, di per se, a consentire di arrivare dall’altra parte.

Il triplice saltello richiama la ciclicità degli eventi, economici e non solo; i 2 omini su 3 colorati sembrano significare il buon andamento di “precedenti esperienze”, mentre il terzo sembra voler raccontare qualcosa di diverso.

SEGUE
 
 
+1 # Antonio 2011-08-10 17:43
Gradevolissima la duplice lettura ispirata dal maialino salvadanaio e dai colori del “fermo immagine” del salto:
1) prendi i soldi e scappa, se ce la fai,
2) Il momento è quello giusto, prova adesso o mai più; il semaforo è verde e/o il terreno è fertile e in piano.

Sul destino che attende “il saltatore” non sembra residuino dubbi, poiché la strada “tracciata” dai colori “caldi” e tendenti a infinito, lascia spazio solo a tribolazione e sacrifici.

Come mia abitudine ho cercato di esprimere il mio “sentire” questo lavoro; spero di trovare qualche interessante riscontro nelle considerazioni ben più autorevoli e “ispirate” dell’autore.

Un lavoro molto apprezzato che, a mio modesto parere, non “raggiunge” Time, Piramide rovesciata.

Bravo Marcello, complimenti.

A presto,

Antonio.
 

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