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I Risparmi e la Ricchezza degli Italiani Stampa
Scritto da Francesco Carbone   
Mercoledì 07 Settembre 2011 00:33
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capitalTra le retoriche più patetiche a difesa di questo paese in cancrena, ci sono due leit-motiv ricorrenti, uno è l'elevato risparmio degli italiani, l'altro la ricchezza imprenditoriale del paese. Sono due concetti strettamente collegati, ma entrambi fallaci.

Povera ignoranza economica. Davvero le entusiasmanti lezioni di Huerta che ho cominciato a rielaborare oggi, costituiranno per questo paese gestito da una banda di ignoranti una perla unica e rara. Sono sicuro che molti l'apprezzeranno, ma sono altrettanto sicuro che per l'attuale classe dirigente sarà, come si suol dire, l'equivalente di dare le perle ai porci.

Vediamo quindi di spiegare la fallacia di queste due stupidissime affermazioni ripetute a oltranza dai soliti paraculi, impegnati a oltranza nella difesa di un sistema fallito che hanno indubbiamente contribuito a trascinare nel baratro.

Partiamo dal risparmio degli italiani. Come ho accennato nell'articolo del 20 agosto intitolato Fallimento Intellettuale i saldi di conto corrente non costituiscono risparmio. Il motivo di ciò è che il risparmio è sempre un flusso, non uno stock di denaro. E' un concetto che non è ben chiaro neanche a un bizzarro premionobel che ciancia di alieni come soluzione alla recessione, e quindi tantomeno ai professori universitari che divulgano da decenni una pseudoscienza inutile e fuorviante.

Se pertanto non l'avete ancora capito qua trovate la lezione di Huerta (vedere il sesto tema), peraltro già linkata in quello stesso articolo, che spiega il concetto in maggiore dettaglio. Di seguito vediamo invece di chiarire ulteriormente la questione.

La banca centrale, volendo, può aumentare i saldi di conto corrente di chiunque, cosa che peraltro, in maniera indiretta, fa costantemente aumentando di continuo la base monetaria. Ovviamente in maniera diretta essa aumenta solo i saldi dei compagni di merende, cioè quelli delle banche che coordina e regola. Ma questa come ben sappiamo è tutta un'altra questione che non è il caso di riprendere in questa sede, essendo trattata esaustivamente in tutti i nostri libri.

Concentriamoci invece proprio sull'aumento dello stock monetario. E' evidente come quest'ultimo, potendo essere aumentato a discrezione, non costituisca affatto risparmio. In un sistema fiat money, ovvero di moneta creata dal nulla e imposta per decreto, i saldi di conto corrente sono semplici numerari riproducibili a volontà peraltro senza alcun bene reale a sostenerne il valore ultimo. E quindi in quanto tali non costituiscono affatto alcuna forma di risparmio.

In teoria, come affermò Mises, qualunque quantità di moneta sarebbe in grado di assolvere alla propria funzione di mezzo di scambio. Ipotizzando uno stock monetario irredibimibile ma immutabile imposto per decreto, potremmo in teoria anche avere un tipo di denaro in grado di assolvere correttamente alla propria funzione di unità di conto e mezzo di scambio (ho diversi dubbi però sulla terza funzione del denaro, quella di essere riserva di valore, per cui trovo sempre preferibile a questa ipotesi una base monetaria costituita da un bene reale altamente valorizzato dagli individui).

In questo caso appena ipotizzato, lo stock monetario sarebbe sempre lo stesso. Ciascun individuo potrebbe decidere di aumentarlo o ridurlo a seconda delle proprie preferenze per la liquidità, ma così facendo ridurrebbe o aumenterebbe necessariamente il saldo di qualcun altro. Se guadagnassi 100 e decidessi di spendere solo 20, lasciando 80 sul conto corrente non avrei risparmiato affatto 80, avrei semplicemente aumentato il mio stock monetario della stessa cifra. Alla stessa maniera potrei decidere di aumentare il saldo di 80, semplicemente disinvestendo la stessa cifra da una attività finanziaria, quale un investimento azionario, o da una personale attività imprenditoriale. Disporrei in tal caso di un saldo maggiore, ma non avrei maggiore risparmio, bensì un risparmio inferiore.

Lo stock di moneta e ciascun saldo di conto corrente quindi non costituiscono risparmio. A costituire il risparmio sono i beni capitali! Il risparmio infatti è la rinuncia al consumo immediato di un bene per utilizzarlo come bene capitale che produrrà in futuro beni di consumo, in maggiore quantità e/o di migliore qualità, che verranno valorizzati dai consumatori più intesamente di quelli disponibili a cui si rinuncia oggi. Il risparmio è quindi un flusso che si concretizza in un aumento dei beni capitali indirettamente a disposizione della società.

L'aumento dello stock di titoli di debito è una forma risparmio. Se lo stock di titoli di debito aumenta significa che qualcuno sta prendendo a prestito risparmi per investirli in beni capitali o attività che nel futuro si pensa, imprenditorialmente, potranno produrre frutti che verranno maggiormente valorizzati dai consumatori. I titoli di stato a loro modo rispondono a questo criterio, ovviamente nel caso, direi praticamente più unico che raro, che lo Stato effettivamente riesca in futuro a rendere un servizio ai propri cittadini maggiore di quello a cui essi rinunciano oggi.

Quindi anche i titoli di Stato sono in teoria oggetto del flusso di risparmio. Ma in pratica, nella realtà odierna, costituiscono ricchezza? Niente affatto, nel caso degli Stati sociali falliti costituiscono un buco nero di nessun valore che ha inghiottito e distrutto risparmio. E l'aumento dei debiti pubblici continua a distruggerne ancora. Il caso di un'azienda mal gestita oramai destinata al fallimento, che decide disperatamente di emettere nuove azioni, è un caso del tutto analogo: alla stessa maniera l'emissione di quei titoli azionari costituirà, molto probabilmente, un buco nero di nessun valore che sta inghiottendo e distruggendo risparmio.

In questi ultimi due casi il flusso di risparmio viene indirizzato male, cioè in attivi finanziari rappresentativi di beni capitali che non hanno alcun valore, e che in ultima analisi stanno distruggendo ricchezza. E questo per il semplice motivo che i beni capitali in cui i risparmi vengono impiegati non sono imprenditorialmente ben allocati.

Se non fosse per la BCE probabilmente il valore dei BTP a dieci anni sarebbe già il 30% più basso dei valori attuali. Dove sarebbe in tal caso quel risparmio di cui si va cianciando tanto? Semplice: sarebbe già andato in fumo come merita. Unicredito, che noi simpaticamente chiamiamo oramai unidebito, un anno fa ha emesso nuove azioni a un valore di oltre due euro, dove è finito quel flusso di risparmi che ha acquistato i nuovi titoli oggi valorizzati dal mercato a meno di un euro? Semplice: andato in fumo. Bruciato.

Il flusso di risparmio costituisce vera ricchezza solo ed esclusivamente se viene indirizzato in attività che creano ricchezza, non che la dissipano. E questo è reso possibile solo da un'attività accorta che in virtù di appropriata perspicacia imprenditoriale riesce a fare un calcolo economico piuttosto corretto sulla futura ed effettiva convenienza di un determinato investimento.

E qua sta la seconda tragica fallacia di quanti affermano che questo paese è ricco. Ricco sulla base di cosa? Di una base imprenditoriale che da anni è stata tremendamente fuorviata nei propri investimenti dall'illusione della droga monetaria e creditizia e che oggi è impegnata in attività insostenibili? Abbiamo capito o no che la struttura produttiva sviluppatasi in tutto il mondo negli ultimi decenni è frutto di una droga monetaria e creditizia che ha avuto come effetto quella di distorcerla e renderla incompatibile con le effettive preferenze temporali dei consumatori?

Signori si studi la Teoria del Capitale, così come spiegata solo ed unicamente dalla Scuola Austriaca, altrimenti questi concetti non entreranno mai nella zucca. La teoria economica mainstream non ha mai sviluppato alcuna Teoria del Capitale, blatera invece a vuoto di un fantomatico flusso circolare del reddito che non ha alcun senso, è pura fantasia senza senso incastonata in una pseudoteoria che fa acqua da tutte le parti.

Se non volete impegnarvi a tanto, fermatevi anche al semplice concetto di funzione imprenditoriale, il concetto chiave di tutta la scienza economica, anche questo totalmente ignorato dalla teoria economica ufficiale. Siamo giunti al punto che l'abominevole livello di tassazione raggiunto dagli Stati sociali e l'elevata burocrazia che intralcia ogni attività umana, stanno soffocando, bloccando, ostacolando sempre di più la funzione imprenditoriale che produce vera ricchezza. Ho sentito persone che oramai, vedendosi tassate a livelli del 60% e oltre, semplicemente si dicono: ma chi me lo fa fare, mi godo quel che ho, e in culo ai parassiti che oramai mi spremono tutto quanto.

Direi che questo ultimo concetto è piuttosto semplice da comprendere. Sicuramente più di quello della Teoria del Capitale: se continuiamo a uccidere le galline, domani non ci saranno più uova. E qua un politico onesto potrebbe rispondere: ma tanto di uova non ne abbiamo neanche più bisogno. La frittata è servita comunque!

Buonanotte Italia.

 
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Commenti 

 
+4 # GIG64 2011-09-07 06:51
.....da anni è stata tremendamente fuorviata nei propri investimenti dall'illusione della droga monetaria e creditizia e che oggi è impegnata in attività insostenibili?

quante volte sento dire dai clienti:
''non si riesce a lavorare perchè le banche non prestano'' :o
ma santo dio,hai un'azienda da 30 o 20 o 10 anni e hai ancora bisogno della banca?
ma che impresa è? se non genera ricchezza :cry:
alla fine lavora solo per la banca :cry:
 
 
0 # JoeDae 2011-09-07 10:45
In questo regime monetario ed economico è impossibile essere slegati dal credito, le imprese sono piene di pagamenti dilazionati e di crediti verso clienti, che solo le banche possono monetizzare, è un sistema mefitico dove gli unici ad avere "realmente" ricchezza spendibile cash sono le banche ed tutte le aziende legate strettamente al consumo.
 
 
0 # Emanuele M 2011-09-07 08:09
In regime di riserva al 100%, il saldo (positivo) di conto corrente corrisponderebb e ad una determinata quantità di oro, se non erro.

In questo caso il saldo corrisponderebb e ad un bene e quindi sarebbe risparmio. Giusto?
 
 
0 # Emanuele M 2011-09-07 08:24
... di oro o di qualsiasi altro bene o insieme di beni la cui quantità sia presa come riferimento per l'intera massa monetaria.
 
 
0 # SMELOR 2011-09-07 14:08
Secondo me no perchè in quel caso quel bene assolverebbe la funzione di denaro, non sarebbe un bene capitale
 
 
0 # petermasty 2011-09-07 08:52
Ottimo articolo però (problema mio) non ho capito bene, anche rileggendo HDS, cosa si intende per risparmio come flusso. Intuitivamente sono più propenso a pensare anche al risparmio come stock nel senso che decido di tenere un tot in liquidità e un tot lo investo. Che i depositi di c/c non sono risparmi mi è chiaro ma perchè il risparmio è un flusso e non a sua volta uno stock? Il flusso lo vedo di più come passaggio da deposito a risparmio e viceversa. Qualcuno riesce a chiarirmi meglio il concetto?
 
 
0 # SMELOR 2011-09-07 09:10
Citazione petermasty:
Ottimo articolo però (problema mio) non ho capito bene, anche rileggendo HDS, cosa si intende per risparmio come flusso. Intuitivamente sono più propenso a pensare anche al risparmio come stock nel senso che decido di tenere un tot in liquidità e un tot lo investo. Che i depositi di c/c non sono risparmi mi è chiaro ma perchè il risparmio è un flusso e non a sua volta uno stock? Il flusso lo vedo di più come passaggio da deposito a risparmio e viceversa. Qualcuno riesce a chiarirmi meglio il concetto?


Provo a spiegartelo sperando di non dire cazzate ... mi si correggerà se necessario ...

Il tuo REDDITO è un flusso, mentre il tuo PATRIMONIO è uno stock.

Il CONSUMO è un flusso.

RISPARMIO = REDDITO - CONSUMO
 
 
0 # SMELOR 2011-09-07 09:11
Citazione SMELOR:
Citazione petermasty:
Ottimo articolo però (problema mio) non ho capito bene, anche rileggendo HDS, cosa si intende per risparmio come flusso. Intuitivamente sono più propenso a pensare anche al risparmio come stock nel senso che decido di tenere un tot in liquidità e un tot lo investo. Che i depositi di c/c non sono risparmi mi è chiaro ma perchè il risparmio è un flusso e non a sua volta uno stock? Il flusso lo vedo di più come passaggio da deposito a risparmio e viceversa. Qualcuno riesce a chiarirmi meglio il concetto?


Provo a spiegartelo sperando di non dire cazzate ... mi si correggerà se necessario ...

Il tuo REDDITO è un flusso, mentre il tuo PATRIMONIO è uno stock.

Il CONSUMO è un flusso.

RISPARMIO = REDDITO - CONSUMO



Se aumenta il flusso di reddito, a parità di flusso di consumo aumenta il flusso di risparmio.

Il RISPARMIO è la quantità di REDDITO non consumata.
 
 
0 # SMELOR 2011-09-07 09:13
Una variabile di stock è misurata in uno specifico momento e rappresenta la quantità esistente in quel momento e che può essere stata accumulata in passato (PATRIMONIO).

Una variabile di flusso è misurata, invece, relativamente ad un intervallo di tempo. Quindi un flusso viene misurato per unità di tempo (REDDITO e CONSUMO, quindi RISPARMIO).
 
 
0 # SMELOR 2011-09-07 09:25
A questo punto la voce RISPARMIO assume il significato "vero" di RISPARMIO in funzione della sua allocazione in beni capitali
 
 
0 # petermasty 2011-09-07 09:32
Il RISPARMIO è la quantità di REDDITO non consumata.

Se così fosse però allora anche i depositi in c/c sarebbero risparmio nel senso che io posso non consumare tutto il reddito ma lasciarlo sul conto corrente e lasciare lo stock di risparmio invariato.

Forse la spiegazione potrebbe essere che mentre se ho contanti in mano quelli sono, se li investo in un'attività, questa mette in moto diverse operazioni economiche che coinvolgono altri operatori i quali a loro volta creano valore. Però non ne sono sicuro
 
 
+1 # mfc 2011-09-07 09:34
il risparmio è l'atto presente e continuato di rinunciare al consumo. Il consumo rinunciato di ieri non è più risparmio ma è stock che puo essere impiegato per avere maggiori beni di consumo in futuro.
Io risparmio presente indicativo
Io ho risparmiato comunque passato
Posso risparmiare solo il reddito presente che continuatamente stò producendo
Quando ho risparmiato l'azione del risparmiare è terminata con l'atto di rinuncia al consumo.
Gli effetti di aver risparmiato si concretizza in uno stock.
 
 
+1 # mfc 2011-09-07 09:35
Non è che tutte le mattine quando ci si alza si ha nuovamente risparmiato il saldo del proprio stock.
Semmai, se si lavorerà, si potrà risparmiare parte del reddito prodotto oggi.
Entrare nella terminologia è importante e bisogna sempre implicare le azioni umane in un tempo ben determinato.
consumo e risparmio vanno al presente indicativo
al passato si patiscono gli effetti di aver consumato o risparmiato.
Azioni presenti dinamiche = flusso vs. passato
 
 
0 # SMELOR 2011-09-07 09:37
La quantità di reddito non consumata può essere indirizzata in due strade:

1) RISPARMIO nel vero denso del termine = allocazione in beni capitali

2) STOCK monetari
 
 
0 # petermasty 2011-09-07 09:57
Ok grazie 1000 mfc e SMELOR.

Quindi se non ho capto male è così: esiste uno stock di moneta o liquidità e uno stock di beni capitali.
Nel momento in cui decido di diminuire lo stock di moneta (ottenuto rinunciando ai consumi) e di aumentare lo stock di beni capitali creo un flusso definito risparmio.
In altri termini il risparmio sarebbe il flusso generato dalla decisione di rinunciare alla moneta o liquidità per aumentare lo stock di beni capitali.
E' così?
 
 
0 # SMELOR 2011-09-07 10:07
Citazione petermasty:
Ok grazie 1000 mfc e SMELOR.

Quindi se non ho capto male è così: esiste uno stock di moneta o liquidità e uno stock di beni capitali.
Nel momento in cui decido di diminuire lo stock di moneta (ottenuto rinunciando ai consumi) e di aumentare lo stock di beni capitali creo un flusso definito risparmio.
In altri termini il risparmio sarebbe il flusso generato dalla decisione di rinunciare alla moneta o liquidità per aumentare lo stock di beni capitali.
E' così?


Secondo me tutto parte dal REDDITO. La quantità di REDDITO che non consumi, cioè che non destini nel presente a beni di consumo può essere allocata in:

1) Beni capitali
2) Stock di moneta

Il RISPARMIO è la quantità del tuo reddito presente o stock di moneta esistente ad oggi che destini ai beni capitali
 
 
0 # SMELOR 2011-09-07 10:19
All'origine di tutto ci sta la classificazione di Menger circa i beni.

Fra tutti i beni si distinguono:

- beni economici
- beni non economici

Fra i beni economici si distinguono:

- beni di consumo o di primo ordine
- beni capitali o di ordine superiore
- moneta
 
 
+1 # petermasty 2011-09-07 10:34
Intendevo dire che quando si percepisce un reddito è comunque percepito in moneta. Quindi il reddito aumenta lo stock di moneta. A questo punto si può:

- lasciare tutto in moneta (no risparmio)
- acquistare beni di consumo (no risparmio)
- acquistare beni capitali o di ordine superiore (risparmio)

In quest'ultimo caso si crea un flusso di risparmio.
 
 
0 # mfc 2011-09-07 11:35
passi, non salti. sei umano non marsupiale, stai battendo un canguro.
Non è una critica ma uno stimolo.
Francesco scrive per insegnarci a partire col piede giusto dall'inizio, non per partire dal suo livello.
 
 
+1 # petermasty 2011-09-07 14:56
Citazione mfc:
passi, non salti. sei umano non marsupiale, stai battendo un canguro.
Non è una critica ma uno stimolo.
Francesco scrive per insegnarci a partire col piede giusto dall'inizio, non per partire dal suo livello.


Scusa mfc ma non ho ben compreso la tua critica/stimolo. Puoi spiegarmi meglio?
 
 
+1 # mfc 2011-09-07 17:53
Sintesi estrema - nessuna critica. :-)
Lo stimolo era per tutti i lettori a non perdersi l'indice.
http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=483:indice-corso-di-economia&catid=40:corso-di-economia&Itemid=140

che è restato nel mouse :zzz
 
 
+3 # michele 2011-09-07 08:59
Grazie Francesco per il tuo lavoro.
Non l'ho mai fatto, ma ora ti ringrazio. Per quello che scrivi.
Grazie alla tua presenza in Italia è possibile comprendere quello che sta accadendo.
Leggere il tuo sito è la vera Università italiana !
Altro che anni spesi in quelle ufficiali, dove non danno le risposte alle perplessità degli studenti.

Ora che lavoro, faccio quello che non ho mai fatto da studente: mia alzo alle 6 o 6 e mezza per studiare la teoria austriaca.

Grazie ai tuoi libri e articoli, mia moglie ha potuto salvare circa 1000,00 euro di risparmi investiti nell'azionariato europeo, uscendo giusto in tempo !
 
 
0 # Emanuele M 2011-09-07 12:42
Scusate, ma io continuo a non capire.

Immaginiamo che si sia in riserva al 100%.

I saldi di conto corrente saranno i "risparmi" nel senso tradizionale: cioè quel denaro che ho rinunciato a spendere e che serbo per un utilizzo futuro.

Successivamente se acquisto un bene di capitale con quello stock i miei risparmi non varieranno di nulla ed io non starò "risparmiando" proprio nulla; starò convertendo denaro in un bene capitale.

Se poi venderò quel bene il processo sarà quello opposto; non starò "risparmiando" di più o di meno ed aumenterò l'ammontare del mio stock monetario.

Questo in un regime di riserva al 100%: se beni (di capitale) e denaro sono continuamente convertibili l'uno nell'altro nella stessa proporzione nel tempo, acquistare beni di capitale diminuendo lo stock o viceversa mantiene inalterato quello che ho risparmiato fino a quel momento.

...
 
 
0 # Emanuele M 2011-09-07 12:43
...

Tuttavia siamo in un sistema a riserva frazionaria. Questo genera una differenza tra i due beni (denaro e beni di capitale): infatti mentre se possiedo una mietitrebbia non me ne possono portare via una parte; con il conto in banca sì, perché stampando altro denaro diluiscono anche il mio e i beni che potrò acquistare con quel che ho in banca via via diminuiscono.

TUTTAVIA FLI EFFETTI DELLA RISERVA FRAZIONARIA NON ALTERANO LA NATURA DEL MIO STOCK MONETARIO (cioè i miei "RISPARMI"), ANCHE SE ALTERANO NEL LUNGO PERIODO LA QUANTITA'/QUALITA' DEI BENI IN CUI IO POTRO' CONVERTIRE QUELLO STOCK.

Che ne pensate?
 
 
+1 # SMELOR 2011-09-07 13:37
Io penso che non sia una questione di riserva frazionaria o 100%. Il risparmio è tale in entrambi i casi. La questione è che la moneta rappresenta una tipologia di bene a sé stante che se depositata rappresenta stock (assolve cioè la funzione di riserva di valore), se prestata rappresenta flusso di risparmio (viene allocata in beni capitali). Non a caso il capitalista è colui che risparmia. Il problema della riserva frazionaria è che il sistema concede la possibilità di aumentare il flusso di prestiti (allocazione di beni capitali) senza che ci sia un equivalente flusso di risparmio. Inoltre non garantisce al denaro depositato di assolvere la sua funzione di riserva di valore.
 
 
0 # weltview 2011-09-07 15:34
Una cosa che non mi é chiara: come fanno le banche con riserva 100% a fare prestiti, se tutto quello che é depositato é messo sotto chiave? Mi chiamano e mi chiedono se voglio participare nel finanziamento dell'impresa PincoPallo, garantendomi un x% di rendita in y anni?
 
 
0 # tommyh 2011-09-07 18:17
Citazione weltview:
Una cosa che non mi é chiara: come fanno le banche con riserva 100% a fare prestiti, se tutto quello che é depositato é messo sotto chiave? Mi chiamano e mi chiedono se voglio participare nel finanziamento dell'impresa PincoPallo, garantendomi un x% di rendita in y anni?


la riserva intera riguarda i depositi a vista, quindi quei solidi non possono prestarli. Per intermediare il credito quindi le banche dovranno offrire depositi vincolati a x mesi o x anni(come fanno già ora), oppure altri tipi di contratti,ce ne sono di tutti i tipi, tipo pronti contro termine, ricorrendo ai fondi pensione, ecc.. oppure emettendo obbligazioni.
 
 
0 # Emanuele M 2011-09-07 16:18
Ma quando tu dici "la moneta rappresenta una tipologia di bene a sé stante che se depositata rappresenta stock (assolve cioè la funzione di riserva di valore)" stai affermando che quando il tuo stock monetario aumenta stai mettendo sotto forma di moneta qualcosa che ha (per te) valore.

E che cosa altro è questa cosa, se non una parte di o tutta quella quantità di lavoro/reddito che tu hai deciso di non destinare al consumo?

Poi, che tu decida di allocarla in denaro o in beni capitali è solo una questione di convenienza tua: in denaro si erode velocemente, in beni capitali molto meno (*) ed anzi frutterà se vengono usati effettivamente per produrre qualcosa.

...
 
 
0 # Emanuele M 2011-09-07 16:22
...

Alla luce di questo si capisce anche perché venga sostenuto il mito del risparmio degli italiani: i soldi dei conto corrente sono quella forma di risparmio che le banche possono erodere più facilmente e velocemente.

(*) Tra l'altro anche i beni capitali vengono erosi (nel loro valore) dalla riserva frazionaria: stampando soldi si producono più facilmente beni (anche capitali) che vanno ad aumentare la quantità totale dei beni (anche capitali) che tu possiedi (e quindi ad abbassarne il valore). Distorsione della produzione.
 
 
+2 # Ashoka 2011-09-07 16:18
In questo ragionamento ci siam dimenticati di una "parte dell'equazione". Infatti quando non spendi una parte del tuo reddito tu non lo fai soltanto perchè hai intenzione di investirlo ed ottenere un interesse.Tu stai anche soddisfando alla tua domanda di "moneta liquida", quella che una volta tenevi nel portafogli mentre oggi lasci tranquillamente in banca.

Quel denaro è in parte destinato a consumi che non si verificano oggi ma tra qualche giorno (es. pagare le bollette) oppure per fronteggiare eventuali spese impreviste e improvvise. Come ricordava Mises, se avessimo totale conoscenza del futuro non avremmo bisogno di tenere soldi nel portafogli, potremmo investirli con scadenze conosciute in base a quando vogliamo fare acquisti. Poichè così non è ci cauteliamo detenendo liquidi: questa domanda è quella che concorre a determinare il potere d'acquisto della moneta.

Vediamo ora con un esempio che magari confonde le idee ancora di più :-P

Situazione A) Reddito = 100€ - Investimento 80€ - Conto Corrente con 100€

Spendo 20€ del mio reddito ed aumento il CC a 180€ perchè è aumentata l'incertezza del futuro e voglio cautelarmi.

Situazione B) Reddito = 100€ - Investimento 80€ Conto corrente con 100€

Spendo 100€ e vendo l'investimento in modo da portare il saldo del mio CC a 180€

In entrambi i casi il conto corrente alla fine ha 180€ (domanda di moneta liquida) ma nel primo caso questa domanda è stata soddisfatta riducendo i consumi, nel secondo riducendo i risparmi.

P.S. sembrerà strano ma sta cosa è molto keynesiana lol..
 
 
0 # giaino 2011-09-07 16:33
ti prego, spiega meglio le due situazioni, sono nella più totale confusione
 
 
0 # Ashoka 2011-09-07 17:28
In entrambe le situazioni hai aumentato il conto in banca da 100 euro a 180 euro. Avevi le tue ragioni (bollette extra da pagare, rischio di spese impreviste, etc.)

Nel primo caso, per farlo, hai diminuito i tuoi consumi (da 100 potenziali a 20 euro)
Nel secondo hai liquidato gli investimenti che avevi fatto.

La cifra sul conto corrente è uguale in entrambi i casi ma le situazioni son ben differenti, no?
 
 
0 # giaino 2011-09-07 17:52
grazie
 
 
0 # sedefeud 2011-09-07 16:29
per restare sul tema del risparmio, sarebbe interessante un confronto, nel generale malinvestimento , sull'individuaizone dei flussi di risparmio in grado di generare ricchezza,
 
 
0 # sedefeud 2011-09-07 16:30
nell'attuale congiuntura ritengo che la curva efficace possa essere costruita, da sx (basso rischio rendimento) verso dx con un 30% di obbligazionario come "cuscinetto" prevalentemente in valute ed emittenti di paesi con debito sotto controllo (AUD,SEK,NOK,BR L,NZD), un 35% di azionario su minerarie aurifere e argentifere (con adeguata distrubizione per capitalizzazion e/tipologia), un 30% di azionario a monte della catena di valore, nell'attesa del riequilibrio delle preferenze temporali (produttori di petrolio/gas, minerali di ferro, metalli non ferrosi, terre rare, fertilizzanti, carbone, ecc.), salvo poca altra diversificazion e per qualche altro tema particolare (es. agribusiness, foreste).
un eventuale (e probabile) shock come quello iniziato a fine 2008 dovrebbe essere letto come occasione d'acquisto sui medesimi minerari.
 
 
0 # sedefeud 2011-09-07 16:40
in caso di manifesto rendimento inferiore ai costi di custodia dell'oro, o di quantitative esaing sulla valuta del tipo di quello effettuato dalla BNS sul CHF, la componente obbligazionaria potrebbe essere sostituita, in tutto o in parte, con oro fisico, anche se a quest'ultimo preferisco il flusso cedolare prossimo (ancorché inciso dalla tassazione) e lo svipuppo degli asset delle aurifere.
 
 
0 # giaino 2011-09-07 17:54
Citazione sedefeud:
oro fisico, anche se a quest'ultimo preferisco il flusso cedolare prossimo (ancorché inciso dalla tassazione) e lo svipuppo degli asset delle aurifere.


esattamente, per quale motivo?
 
 
0 # sedefeud 2011-09-08 12:36
a titolo non esaustivo, perchè le aurifere sono la "banca centrale" della moneta di "default" del mondo, per la leva di valore a prezzi crescenti delle riserve/risorse, per le possibilità espansive delle stesse riserve/risorse, per la natura di opzione perpetua sul metallo, per le potenzialità dei byproduct in ambiente inflattivo; di conseguenza garantiscono nel lungo periodo il miglior profilo di premio-rischio, pur in presenza della tassazione di dividendi e capital gain.
 
 
0 # macioz 2011-09-07 17:23
L’aspetto più importante del risparmio sta nel fatto che la rinuncia al consumo libera risorse fisiche da destinare alla creazione di beni capitali. Se tutta la produzione viene consumata, non esistono sufficienti risorse fisiche per la produzione di beni capitali. La rinuncia al consumo è il prerequisito affinchè questo sia possibile. Il risparmiatore rende disponibili all'imprenditore le risorse fisiche che servono per investimenti di lungo periodo e che, se le previsioni sono corrette, domani daranno un ritorno a tutti in termini di aumentata produttività. Oggi l'imprenditore è tentato dal credito facile ad investire in beni capitali, quando in realtà le risorse fisiche necessarie continuano ad essere consumate e finiscono prima che il progetto sia completato. Le banche dovrebbero essere il punto d'incontro tra chi rinuncia a consumare e chi investe in beni di grado più elevato, a vantaggio di tutti.
 
 
0 # sedefeud 2011-09-07 17:27
ma con l'espansione del credito e la distorsione delle preferenze temporali indotta dalle politiche accomodanti sono state rese disponibili agli imprenditori risorse per malinvestimenti , per cui la questione posta è dove indirizzare le risorse finchè non si espleta il processo di riaggiustamento , banche centrali permettendo
 
 
0 # sedefeud 2011-09-07 18:30
''I titoli di Stato sono un investimento corretto e a rischio zero''. Corrado Passera, a.d. di Intesa Sanpaolo
 
 
0 # JoeDae 2011-09-08 09:56
Si è corretto per le banche piazzare titoli di stato a qualcun'altro ed è a rischio zero per lo stato, che incassa ed essendo il regolatore "finale" potrà sempre giudicarsi non colpevole di fallimento.
 
 
0 # sedefeud 2011-09-08 12:41
un indebitamento minimo (30-50% del pil) è positivo per gli stati, perchè così possono indebitarsi a tassi inferiori rispetto a quelli che otterrebbero i singoli cittadini, fornendo a questi ultimi adeguati servizi a condizioni vantaggiose. Naturalmente purchè siano Stati efficienti; vedi l'indebitanmento di Svezia, Finalndia, Danimarca, Norvegia, Australia, Nuova Zelanda ecc.
 
 
0 # JoeDae 2011-09-08 23:41
Credo che l'impatto del debito sia "buono" se non supera il 25% del PIL, se si parla di un economia di mercato, così facendo si impedisce che lo stato si espanda troppo e che le sue spese aumentino a dismisura andando ad occupare settori e risorse che finirebbero nella "mano morta" del settore pubblico.
Per altro sarebbe meglio se lo stato, non contraesse debiti almeno non in pianta stabile, e che si limitasse ad emettere bond solo in casi eccezionali e per un tempo limitato visto l'andamento economico nazionale.
 
 
0 # weltview 2011-09-07 19:30
Non c'entra nulla, peró oggi sono passato dal mio dealer di fiducia, di solito ci sono da 0 a 1 persona che aspettano il loro turno, oggi invece erano 7, sembrava di essere dal medico. Casualitá? Non é ancora a livelli "fila fuori dal negozio fino al primo semaforo", ma ci stiamo avvicinando.
 
 
0 # Folletto 2011-09-07 23:57
AffarONE http://www.bloomberg.com/apps/quote?ticker=GGGB1YR:IND 96,05%!
 

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