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TIME - OVER Stampa
Scritto da marcello bersini   
Martedì 05 Giugno 2012 10:47
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overLe lancette dell’orologio analogico di TIME - PREVEDIBILE INEVITABILE segnano ancora immobili un’ora del tardo pomeriggio. Ma quell’immagine destinata a rimanere fissa per sempre come un monito da non dimenticare, era già il presupposto di una dinamicità inaudita.

Dovevamo transitare in altri luoghi, perderci nella storia e nei numeri, incarnare figure e realizzare acrobazie al limite dell’improbabile, per far maturare il tempo necessario alla chiusura del cerchio perfetto e vedere realizzato l’ultimo capitolo di questa serie: “TIME - OVER” [olio su tela (100x150) 2012].

Durante questa attesa quelle lancette si sono virtualmente spostate in avanti e adesso, riprese in versione digitale, indicano un’ora notturna, la profonda mezzanotte, un’ora decisiva dove ciò che era solo previsto si sta attualizzando senza riserve.

Avendo fatto da sottofondo ritmico per tutta la serie i Numeri di Fibonacci non potevano evitare di seguirci fin qui, intenzionati a voler continuare la loro corsa esponenziale per realizzare la massima spazializzazione possibile della mega bolla numerologica. Tuttavia hanno impresso i loro caratteri solo per una esigua porzione del dipinto, un’icrinatura si è rapidamente insinuata a variarne il corso fluido e predeterminato, una rottura evidente ne ha deviato la piega per appiattirli nella formula pura di uno zero replicato all’infinito e distribuito sull’orizzonte degli eventi di un giallo sfumato e luminoso.

Sospeso nel mezzo di questo schermo-orizzonte e catturato dall’interferenza degli zeri che gli fluttuano attorno, un monoscopio rimane sospeso come una grande bolla multicolore pronta a esplodere in trilioni di pixel; immobile come un tecno-oracolo, piatto e con l’orologio digitale nella barra nera superiore in evidenza, ci indica che stiamo varcando la soglia del fuori orario, l’entrata in una nuova dimensione che solo la fisica quantistica potrebbe contemplare: la fine del tempo o l’accesso a una realtà extra-temporale.

Spingendoci in un’escatologia disincantata e utilizzando l’over come aggettivo nel primo senso di fine del tempo, ci troveremmo in prossimità della situazione terminale, una Katastrophenhauss esponenziale non solo economica, la zona d’ombra invasa dalla più perfetta delle tempeste perfette, proprio dove una serie di parametri negativi coincidono simultaneamente in un’accelerazione panica che distrugge il nostro senso dell’orientamento, le fragili strutture economico-finanziarie, istituzionali, ecologiche, la nostra visione lucida del mondo in favore di una derealizzazione globale.

In questa ora tarda della mezzanotte dove la rottura delle immagini rassicuranti del mondo, iniziata perecchio tempo fa in Europa, è giunta al culmine, e dove i plurisecolari sistemi immunitari sociali si sono definitivamente incrinati, qualsiasi idea consolatoria dell’abitare è divenuta impraticabile e il destino del mondo pare orientarsi verso lo spaesamento. Nel frattempo la barra nera inferiore del monoscopio è attraversata da iscrizioni criptiche in sovraimpressione che si spostano orizzontalmente ...efedbceboc... che solo un economo-semiologo potrebbe decifrarne la natura ma che sono oramai paradossalmente sulla bocca di tutti gli informatori mediatici del mondo, come sigle sacre o imprecazioni (a discrezione degli osservatori), che decidono dei nostri destini e che pilotano gli eventi verso un probabile incidente del futuro.

Tuttavia non a caso il cerchio del monoscopio, come fosse egli stesso uno zero sproporzionato fra gli zeri, è compreso e delimitato ai lati da due barre cromatiche, una specie di parentesi che ne determina la sospensione in un dato momento di cui non possiamo conoscere la durata. La fisica quantistica ci insegna che niente può avere valore permanente zero, le fluttuazioni elementari della materia portano prima o poi a una nuova fondazione del reale, e se la matematica trascendente pitagorica pone la risultante di uno zero moltiplicato all’infinito come 1 (0*? =1), possiamo già interpretare l’ over del time over come avverbio, come ripresa, ricominciamento da un nuovo valore n1, un oltrepassamento oltre il tempo, un extra tempo di cui il monoscopio-stargate sarebbe l’incipit, la porta di accesso simbolica per giungere fuori dai cardini del tempo.

Per tutta l’antichità e fino alle soglie della modernità, l’immagine del tempo aveva una struttura ciclica, un cerchio, il volto di Kronos, il tempo scandito e subordinato al movimento. Con la modernità si è operata quella cesura, catastrofe di Kronos, che ha piegato la linea ricurva come delimitazione del mondo in una linea retta che spezza i cardini e non delimita più il mondo ma lo attraversa. Una linea orizzontale che ci ha accompagnato in molti dipinti della serie, una linea di fuga verso qualcosa di inaspettato.

La fine temporanea delle trasmissioni presuppone una durata non determinabile benchè sia certo che la notte, lunga o breve che sia, muterà la nostra percezione del reale per proiettarci nella dimensione di un oltre di cui non possiamo ancora conoscere il volto, un altrove che comincia qui.

Marcello Bersini

olio

 
(20 voti, media: 4.30 di 5)

Commenti 

 
+1 # mauri 2012-06-05 14:48
Stupendo, complimenti all'artista!
 
 
+2 # AlessioR 2012-06-05 15:08


ricorda tantissimo quando da piccoli ci si incollava allo schermo..

chissà quante persone si concentreranno impallidite ed immobili su quell'imagine "trasmessa"
uno schiaffo diretto ed inaspettato per i più che li colpirà e farà diventare la visione del tubo catodico della vita quotidiana unico e senza la routine abitudinaria..
fisse sgomente ed immobili , sperando che le trasmissioni , ormai interrotte, riprendano .."il più presto possibile"...
zero...

http://www.zerohedge.com/news/guest-post-monetary-easing-fixes-nothing
...The problem is that easy money doesn't fix what's broken

http://www.zerohedge.com/news/faber-europes-dilemma-and-chinas-hard-landing
..."it is hard to guarantee something you have no control over"
 
 
+3 # marcello 2012-06-05 15:58
Ringrazio tutti e in particolare Francesco per la pubblicazione di TIME-OVER.
Per chi non conosce la serie TIME è utile sapere che sono tutti pezzi unici dipinti a olio, non si tratta cioè di grafica o stampa... nel senso che se è importante realizzare un'immagine dell'attualità è anche fondamentale che il materiale con la quale è prodotta possa durare il più possibile, perchè 'arte' è un segno che deve resistere nel tempo sia come soggetto preservabile per la sua bellezza, unicità e importanza, sia come materiale... ma sarà proprio il tempo, ancora una volta, a decidere.

Qui una panoramica della serie:
http://marcello-bersini.blogspot.it/p/serie-time.html
 
 
+2 # giaino 2012-06-05 16:08
complimenti Marcello
 
 
+2 # giannig 2012-06-05 16:24
Complimenti. Sempre bravo Marcello.
 
 
+3 # Antonio 2012-06-05 16:27
I miei complimenti.

Un lavoro che non passa inosservato, grazie a una policromia "d'impatto" che contrasta efficacemente la "piattezza" degli "zero infiniti".

Conoscendo la serie TIME, non si può non pensare al profondo significato attribuibile ai "trilioni di pixel" da te citati.

Istantanea di un momento di "immobilità impossibile" che cattura i meno giovincelli, i quali, spesso, hanno fissato immagini analoghe nel loro passato.

Molto bella e condivisibile la tua descrizione, con menzione speciale per il significato attribuito all'orario e, soprattutto, per quell'"altrove che comincia qui".

A presto, ciao.
 
 
+2 # marcello 2012-06-05 17:02
Non era intenzionalment e previsto e trovo curioso che la serie TIME sia partita da un orologio e si sia “conclusa” con un altro orologio, quando si dice la coerenza...

Ad ogni modo tutta la serie ha prodotto un’ellisse dove i vari dipinti/capitoli formano una costellazione di senso che ha un suo sviluppo coerente, un inizio e una fine. Se PREVEDIBILE INEVITABILE e OVER sono coordinate fisse, la iniziano e la chiudono, nel mezzo rimane aperto uno spazio virtuale dove altri capitoli potranno ancora nascere e inserirsi.
Intanto ‘godiamoci’ questa immagine ‘monoscopica’...
 

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