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Moneta, Credito Bancario e Cicli Economici Stampa
Giovedì 06 Settembre 2012 23:42
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huertaSono lieto di presentare ai lettori di Usemlab la pubblicazione in lingua italiana del libro Moneta, Credito Bancario e Cicli Economici (Rubbettino Editore) del prof. Jesus Huerta de Soto. Chi ha letto A Scuola di Economia e volesse approfondirne gran parte dei temi esposti in maniera rigorosa, scientifica ed accademica temi troverà in questo volume (di 694 pagine bibliografia esclusa) pane per i propri denti.

Riporto alcune righe tratte dalla presentazione alla versione italiana scritte dallo stesso Huerta de Soto:

"Se è drammatico che si sia giunti alla situazione attuale, ancora più drammatica è, se possibile, la mancanza generalizzata di comprensione delle cause dei fenomeni che ci distruggono e, soprattutto, la confusione e lo sconcerto regnante tra gli esperti, gli analisti e la maggioranza dei teorici dell'economia. E' in questo ambito in cui almeno nutro la speranza che le successive edizioni di questo libro che si stanno pubblicando in tutto il mondo possano contribuire alla formazione teorica dei suoi lettori, al riarmo intellettuale delle nuove generazioni e, eventualmente, al così necessario disegno istituzionale di tutto il sistema monetario e finanziario delle attuali economie di mercato. Se ciò avverà, non solo considererò come positivo lo sforzo realizzato ma riterrò un grande onore l'avere contribuito, seppur minimimamente, ad avanzare nella giusta direzione".

So che molti detrattori (austricanti compresi, più che propriamente Austriaci) di Huerta de Soto, contrari alla riserva intera e a favore di quella frazionaria, continuano a fare molto chiasso intorno a questa delicata questione, giuridica oltre che economica. Finora ho personalmente riscontrato diverse posizioni tutte deboli e insostenibili. Le raggruppo sommariamente per comodità.

Una prima posizione, quella più ignorante di tutte, viene avanzata dal liberista che definirei davvero selvaggio, degno di vivere nella jungla nella quale non esistono principi generali del diritto, né tantomeno diritti di proprietà. A proposito del contratto di deposito bancario che dà origine alla riserva frazionaria questa categoria di persone semplicemente dice "si tratta di un contratto volontario sottoscritto liberamente dalle controparti". Ferma restando l'ipotesi fraudolenta del contratto (contestata invece dalle categorie sottostanti), causa peraltro del ciclo economico e quindi nel lungo termine origine primaria di profonde crisi economiche a danno anche di terzi, seguendo lo stesso ragionamento si dovrebbe anche giustificare la legittimità di qualunque contratto in cui una parte ne assume un'altra, tramite contratto per l'appunto volontario e sottoscritto liberamente, per compiere un reato quale può essere un furto o un omicidio. Cose che succedono giusto nella jungla o tuttalpiù nei paesi del terzo mondo che non a caso sono tali.

Una seconda posizione è quella del giurista (ne ho riscontrato uno su facebook proprio qualche giorno fa). In maniera circolare e autoreferenziale egli giustifica la riserva frazionaria in quanto consuetudine oramai secolare. Si tratta di una posizione assimilabile a quella di chi fino a qualche decennio fa difendeva la schiavitù perché esistita ed accettata sin dai tempi degli egiziani. Un'altra variante legata alla figura del giurista identifica il bene economico denaro come bene economico differente da qualunque altro e quindi meritevole di trattazione giuridica differente grazie alla quale i diritti di proprietà non devono necessariamente essere rispettati. Sarà pure un bene economico differente in quanto bene anche monetario, ma di certo tale status particolare non dovrebbe esimerlo da alcun mancato rispetto dei diritti di proprietà, anzi tutto il contrario: i diritti di proprietà su di esso dovrebbero decisamente godere di assoluta protezione e salvaguardia.

Una terza posizione è quella del trasformista, casualmente quasi sempre sul libro paga del sistema bancario o di qualche gruppo privilegiato molto vicino allo stesso. Il banchiere opererebbe imprenditorialmente una trasformazione del rischio a tutto vantaggio di un'altra azione imprenditoriale (quella in senso stretto operata in beni capitali) che altrimenti rimarrebbe asfittica. Il fatto che tale trasformazione possa essere operata alle spalle del depositante, nella maggior parte dei casi totalmente all'oscuro di tale operazione, si giustifica anche ricorrendo ad altri due fattori: 1) l'assenza di una dovuta diligenza da parte del cliente nel firmare il contratto di deposito; 2) la garanzia offerta sui depositi fino al minimo importo previsto dalla legge che proteggerebbe in ogni caso i poveri sfortunati risparmiatori incappati in un banchiere poco perspicace nell'operare la trasformazione dei rischi. Della serie: viva la speculazione selvaggia del banchiere che sa sempre quel che fa con i risparmi della gente ignorante, non importa se i poveri sfortunati prima o poi si contano a milioni, e per proteggerli tutti bisogna arrivare a produrre dal nulla trilioni di nuove unità monetarie (con il risultato di non proteggere in realtà nessuno, ma di spalmare il costo della speculazione andata male, e come ben sappiamo a causa del ciclo economico finisce sistematicamente male, su tutti quanti, poveri e classe media in primis).

Rimangono poi due posizioni marginali, che definire demenziali è un complimento, provenienti da una categoria di persone che definirei i sognatori. La prima sostiene: "il contratto di deposito a riserva intera esiste, si chiama cassetta di sicurezza". Come è ben noto infatti la banca, all'apertura di una cassetta di sicurezza, ti offre un bancomat per prelievi decisamente superiori a quelli offerti sul conto corrente, nonché un corposo libretto degli assegni da utilizzare per i pagamenti ordinari. Soprattutto alle cassette di sicurezza è associato un conto titoli e un account per il trading online a commissioni ridotte.

Un'altra invece dice: "beh se siete a favore della riserva intera aprite una banca e offrite il contratto in maniera chiara ai vostri clienti che accorreranno per avere i propri risparmi al sicuro". Innanzitutto aprire una banca non è certo una cosa che si fa dalla mattina alla sera. E neanche in un anno. Un progetto del genere verrebbe respinto con certezza matematica dalla banca centrale nazionale (non esistendo praticamente alcuna libertà di impresa in tale settore). In secondo luogo quale banchiere per quanto onesto potrebbe essere così demente da aprire una banca del genere sapendo che la concorrenza godrebbe di un enorme vantaggio offerto dai due seguenti fattori 1) la possibilità di stipulare legalmente contratti che gli permettono di moltiplicare denaro dal nulla in rapporto di uno a dieci sui depositi a vista, 2) la protezione, in caso di difficoltà sistemica del settore, da parte della banca centrale, giunta con i tempi che corrono ad un supporto monetario pressoché illimitato (come si è avuto conferma anche oggi stesso nella riunione della BCE).

A dire il vero qualche anno fa, esattamente nel 2007, ebbi l'idea di aprire una banca per operare in regime di riserva intera coperta al 100% da oro, non tanto perché sono più demente che onesto, ma sapendo già come sarebbe andata a finire. L'idea purtroppo mi venne prontamente bocciata da alcuni potenziali azionisti per le ragioni appena menzionate sopra (impossibilità di ricevere l'autorizzazione ad operare da parte della banca centrale). Peccato, oggi i miei depositanti sarebbero strafelici di avere più che raddoppiato i loro saldi di conto corrente e le quotazioni in borsa della mia banca sarebbero ai massimi di tutti i tempi.

Detto questo, lascio agli studiosi di questo meraviglioso libro, che offre peraltro un excursus storico davvero eccezionale dell'istituzione monetaria e bancaria, di trarre le proprie conclusioni, ragionando con la propria testa, sulla particolare questione della riserva frazionaria.

Il libro da oggi è in vendita anche nel nostro shop ma acquistabile solo con il corriere (sia per il prezzo sia per il peso non possiamo infatti affidarlo con tariffa piego di libri alla mano bucata delle poste italiane). A chi ancora mancasse ancora qualche nostro libro ricordo che sopra i 50 euro le spese di spedizione sono gratuite, vi conviene quindi approfittarne e comprarli subito insieme.

 
(13 voti, media: 4.77 di 5)

Commenti 

 
0 # Archipante 2012-09-07 12:13
Grazie Carbone,

per un neofita del settore i vostri libri, specie se riletti, costituiscono una preziosa "iniziazione". Acquisterò senz'altro anche questo di Huerta De Soto.
 
 
0 # Francesco 2012-09-07 15:05
grazie a voi,

le idee buone nel lungo prevarranno! anche se noi qua stiamo solo seminando per le generazioni future.

davvero raccomando questo libro a chi non si accontenta di un approccio meramente divulgativo, ne vale davvero la spesa. e poi dubito che verrà ristampato un giorno (stampare certi libri è antieconomico se non sono poi introdotti come libri di testo nelle università), per come siamo messi in sto paese farà un po' la fine dell'Azione Umana di Mises una volta esaurito: introvabile.
 
 
0 # petermasty 2012-09-10 10:24
Ricevuto poco fa, spedizione ultraveloce!!!
 
 
0 # Archipante 2012-09-07 17:58
dr. Francesco, mi scusi se approfitto, ma mi sto appassionando alle questioni economiche e un mio amico "provocatore" mi spedisce sempre gli articoli di Giorgio Arfaras, che in principio non capivo neppure che cosa scrivesse; dopo la lettura dei vostri libri sto mettendo progressivament e a fuoco le sue argomentazioni come insufficenti alla comprensione dell'attuale situazione. Ma non ho ancora la capacità di controbattere punto su punto. Le invio l'ultimo su Draghi e la BCE (fuori tema ma non troppo rispetto al presente argomento).
Mi aiuta?

http://www.scmsim.it/sito/wp-content/uploads/2012/09/Il-nucleo-della-decisione-II.pdf
 
 
0 # mfc 2012-09-07 18:07
appunto per questo ne ordino 2.
uno per la sottolineatura, le note a margine, ed i commenti e un'altra copia come reliquia da mettere sottovuoto in attesa di poterla far autografare dall'autore. Si potrebbe organizzare un pellegrinaggio? :-)
 
 
0 # lorsac 2012-09-08 00:29
Ho acquistato il libro a fine luglio da un altro sito visto che su questo non era ancora in vendita. Ho letto i primi quattro capitoli e devo dire che nonostante la mole è molto scorrevole. Prima di acquistarlo vi consiglio di andare sul sito del Professore (http://www.jesushuertadesoto.com) nella sezione "libri e articoli in italiano" e scaricarvi la versione online, così vedete se fa per voi. Si dice che i libri online gratis siano un pericolo ma nel mio caso invece è stato un incentivo: senza la possibilità di leggere parte del libro online non lo avrei mai acquistato.
Questa è una delle due opere fondamentali del Professore, spero che Usemlab aggiunga in catalogo anche l'altra, ossia "Socialismo, calcolo economico e funzione imprenditoriale " (anch'esso disponibile online).
E soprattutto NON È POSSIBILE CHE IN ITALIA CON TUTTA LA SPAZZATURA CHE CIRCOLA NELLE LIBRERIE NON SI POSSA TROVARE L'OPERA FONDAMENTALE DELLA SCUOLA AUSTRIACA "THE HUMAN ACTION" DI MISES!!!
 
 
0 # Fabio Baia 2012-09-09 19:31
Io ci ho messo mesi per trovare una copia de "L'AZIONE UMANA"; dopo aver chiamato mille librerie sono riuscito a trovarlo solo attraverso il portale maremagnum.com

bisogna iscriversi (è gratuito) e inserire il libro nella sezione "Desiderata".....dopo circa 1 mese dall'iscrizione sono stato contattato con una mail che mi avvisava che una piccola libreria di Pescara aveva ricevuto il libro!!! Ordinato subito e ricevuto dopo circa 1 settimana.

Se qualcuno lo sta cercando consiglio di provare anche questa strada...a me è andata bene :-)
 
 
+1 # Francesco 2012-09-10 17:02
mi fa piacere la risposta positiva dei lettori. la manciata di copie che avevo preso da Rubbettino per la rivendita sullo shop sono andate esaurite tutte nei primi due giorni al punto che stamani ho dovuto ordinarne altre. Oggi sono state evasi tutti gli ordini che era possibile evadere con la disponibilità che avevamo. Qualcuno dovrà pazientare qualche giorno in più, però sereni che con il corriere arrivano sempre tutti.
 
 
0 # lorsac 2012-09-11 22:44
Già, anch'io quando lo avevo preso su Hoepli.it lo scorso luglio era già l'ultima copia.
 
 
0 # Francesco 2012-09-13 21:20
Ancora 9 copie sullo shop poi stop. Per adesso non ho intenzione di riprenderne altri.
 

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