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Ti Restringo il Pacco Stampa
Scritto da Francesco Carbone   
Martedì 05 Febbraio 2013 11:19
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alt   C'è qualche fessacchiotto in buona fede che si ostina a dire che non c'è inflazione. Ci sono invece tanti servi di sistema che semplicemente la negano: con le tasche sempre piene in virtù della loro posizione privilegiata non fanno certo caso al pieno di benzina pagato dal povero contribuente o al conto del supermercato dove neanche ci vanno mai, mandano più comodamente la serva di casa.

Ma l'inflazione c'è e l'abbattimento dello standard di vita è sotto gli occhi di tutti. Anche se spesso non si vede. Facciamo qualche esempio.

Sul sito di Jim Sinclair proprio ieri viene riportato questo caso interessante: due confezioni di borotalco Johnson's baby, 9 mesi fa il prezzo era di 99 bath (qualcuno che scrive dalla thailandia evidentemente), oggi... sempre 99 bath. Il fessacchiotto leggendo una cosa simile si dimenerebbe subito per il web a strillare che non c'è alcuna inflazione e che le banche centrali dovrebbero impegnarsi ancora di più per risolvere il problema della crisi (perché come è noto oramai a tutti i keynesiani monetaristi le crisi economiche si risolvono stampando denaro). Tuttavia a guardare i dettagli c'è qualcosa di diverso tra quelle confezioni di borotalco: quella di nove mesi fa era di 500 grammi, quella di oggi di 450. Tradotto: +11% in nove mesi.

Esempi simili si possono trovare numerosi ed ovunque. Guardiamo quest'altro articolo del NY Times di qulche tempo fa dal titolo "Inflazione alimentare nascosta in confezioni più piccole". Ecco come cambiano le confezioni: pasta di grano duro: da 16 once a 13.25 once, verdure in scatola: da 16 a 13 o 15 once, salviette per bambini: da 80 unità a 72; zucchero: pacco da 4 anziché 5 pound; scatole di mais, in cinque anni passate prima da 16 once a 15.5, poi a 14.5 e quindi a 11! Laddove il cambio di confezione è troppo esagerato per non essere notato viene astutamente spacciato di caso in caso come ecologico, portatile, o più sano.

In Inghilterra dove il classico mate si devasta solitamente ogni sera del weekend nel suo pub preferito bevendo tra le 8 e le 15 pinte di birra, è il contenuto alcolico a scendere, solitamente ribassato dello 0.2%. Secondo l'Heineken, le ricerche condotte assicurano che la riduzione del contenuto alcolico non compromette il gusto e la qualità. Sarà, ma come dice qualcuno il nuovo gusto ha perlomeno il sapore della povertà. Come d'altronde quello di certi aperitivi italiani: fu un barista a farmi notare tempo fa come la gradazione alcolica di un noto liquore nostrano fosse stata abbassata di qualche grado. Constatai personalmente al mercato il giorno dopo. Stranamente non trovo conferme sul web.

E per chiudere un altro esempio personale relativo al pesce. Per chi non lo conoscesse l'ombrina è un pesce davvero ottima fatto al forno, lo trovavo sempre al supermercato fino a due anni fa al prezzo di 13 euro al chilo, spesso in sconto con il 30% per un totale sui circa 9 euro al chilo. Con l'avanzare della crisi lo sconto sparisce. Poi un bel giorno, si riaffaccia, ma il prezzo adesso è di 19 euro e scontato torna al vecchio prezzo intero di 13 euro. Mi infuriai quasi, ma non mi resi conto che ancora mi stava andando di lusso: da oramai qualche mese l'ombrina proprio non la trovo più e se voglio andarmela a cercare altrove non la trovo sotto i 20 euro. Le mie cene preferite a base di pesce sono aumentate nel giro di due anni del 100%, sempre che mi sbatta per andare a cercare un'opzione che non trovo più comodamente come prima.

Riprendiamo pagina 36 di Cosa è il Denaro, al capitolo Più scelte (Più Opzioni), e giudicate voi stessi se negli ultimi anni abbiamo aumentato o diminuito il numero di opzioni a nostra disposizione. Il problema è che le opzioni continuano a stringersi ogni giorno che passa e la colpa di tutto ciò, come andiamo abbaiando da 10 anni, è riconducibile in ultima analisi all'inflazione monetaria prodotta dalle banche centrali. Nessun altro è da biasimare, neanche le case produttrici di quelle confezioni che si restringono: stanno solo cercando di difendersi a loro modo, come possono (si, in maniera anche leggermente ingannevole, ma basta essere un po' attenti per accorgersene), dall'inflazione che sta erodendo i loro margini.

Più in generale, la stessa somma di denaro vi permette, rispetto al passato, un maggiore numero di scelte, od opzioni. Essa è pertanto irrilevante; ad essere davvero importante è l’aumento delle opzioni a vostra disposizione. La definizione migliore per identificare una situazione di maggiore ricchezza rispetto al passato consiste proprio nella possibilità di avere a propria disposizione più scelte. Ciò che conta è poter riuscire ad aumentare il numero delle scelte che si possono fare. Se oggi, rispetto al passato, avete aumentato il numero delle opzioni a vostra disposizione, siete diventati più ricchi.

 
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Commenti 

 
+1 # gastone 2013-02-05 12:51
bisognerebbe essere prima di tutto onesti con se' stessi per vedere quello che vedono gli occhi ..
purtroppo il popolo ha subito nel tempo diminuzioni morali, logiche ed emotive, che non c'è da meravigliarsi di vedere anche importanti diminuzioni fisiche dei sensi, con percezioni sempre più blande.

un uomo nuovo si stà affacciando in questo nuovo contesto miserrimo

l'uomo "a la cart" o anche in affitto.
 
 
0 # Antonio 2013-02-05 13:00
Quando citi G. North il sorriso "parte in automatico"; certo, è agrodolce, ma è sempre un sorriso.

L'operazione di "rivisitazione" delle quantità è in atto da oltre un quinquennio.

Gli esempi si sprecano, con i detersivi che hanno fatto da "battistrada".

Pensate alle fette biscottate, storicamente in formati da 40 e 80; oggi ce le presentano in mega offerta da 60+20. "60+20"?!?!

Da domani/a breve, saranno 60 al prezzo di 80.

Buon appetito e... ocio!
 
 
0 # Francesco 2013-02-05 13:25
Bravo Antonio, se qualcun altro ha dei casi italiani da segnalare questo è il luogo giusto. Raccontate la vostra inflazione personale.
 
 
0 # Francesco 2013-02-05 15:03
e c'è gente che fa chilometri solo per far incetta di pannolini. anche il'oramai notissimo video di lambrenedetto sul piteco fa venire voglia di ordinare qualche tonnellata di pannolini (e non solo) dalla germania per rivenderli in Italia. si chiama funzione imprenditoriale .
 
 
0 # Maciknight 2013-02-05 18:48
Caro Francesco, "la necessità aguzza l'ingegno", tanto per citare un aneddotica abusata. E per far fronte all'aumento del costo dei generi di prima necessità ed alla crisi in corso ed al parassitismo patologico in cui versano le istituzioni italiche (per correttezza devo citarne almeno tre di cause), da anni mi sono specializzato negli acquisti, dedicando il tempo disponibile a girare tutti i discount locali ed ipermercati, confrontare qualità e prezzi ed acquistare le offerte speciali superscontate (fino al 50 per cento) solo ed esclusivamente di prodotti verificati, anche ricorrendo ai test di ALTROCONSUMO di cui sono socio. Tutti i dati li ho inseriti nel pc e quindi quando esco so già dove e cosa prendere per ripristinare le scorte, che coprono un arco di almeno 12 mesi.
Concludo accennando che la lettura del commento di Gastone mi ha fatto rammentare l'uomo descritto dal politologo Giovanni Sartori ed il suo Home Videns, cui aggiungere il demens ...
 
 
+2 # Ascanio 2013-02-06 10:26
Era una cosa chemi chiedevo anche io tempo fa. Avevo comprato una confezione di Nastrine Mulino Bianco, non so se ci avete fatto caso, ma sono minuscole rispetto al passato.
Fermo restando che la confisca inflattiva è principalmente nascosta dalla non riduzione dei prezzi che invece dovrebbe esserci (visto il progresso teconologico e la globalizzazione ), ma anche la perdita di qualità dei prodotti e la riduzione delle "materie prime" di valore al loro interno è da tenere in conto.
 
 
0 # davide71 2013-02-06 10:45
Ciao a tutti:
concordo con Ascanio!
Secondo me questo non è un periodo di "inflazione", ma un periodo di "non deflazione". Lo Stato sta semplicememte sequestrando tutte le riduzioni di prezzo che si sarebbero dovute verificare per via della recessione! Se lo Stato ha messo una patrimoniale (l'IMU) è perchè non può più attaccare i redditi (l'aumento del gettito fiscale sui redditi dovuto all'IVA + benzina è compensato da una riduzione dei consumi), e questo genera non-deflazione.
Poi, come dice Ascanio, l'erosione della qualità del prodotto (trionfo dei discount), della sua quantità (anche se non ci ho mai fatto caso...) e, alla fine, del capitale (sistema industriale in smantellamento, questo sì, palese!), impediscono all'inflazione di esplodere!
 
 
+2 # sponci 2013-02-06 16:50
ragazzi, ragazzi, mi fate tenerezza :D
La gente se ne accorge ?? NO.
vedete qualcuno protestare ed evidenziare la cosa ? NO.
Pertanto vale sempre il mio Postulato UNIVERSALE:
NON SUCCEDE GNENTE (TM) :lol:
 
 
+4 # sponci 2013-02-06 16:54
Il popolo pecora DEVE essere gestito e tosato.
Vi ho detto e ripetuto 1000 volte che il problema ed il limite della Scuola Austriaca non è ECONOMICO, ma SOCIOLOGICO.
Se il 90% della popolazione umana è volgo beota ed ignorante, la possibilità di presa di coscienza e di cambio epocale è ZERO.
ZERO.
 
 
0 # jack82 2013-02-06 18:19
Cuiusvis hominis est errare: nullius nisi insipientis, in errore perseverare

è solo dell'ignorante perseverare nell'errore
 
 
0 # sponci 2013-02-07 09:47
Appunto. Ma poichè "l'ignorante" è il 90% della massa, lo sforzo di educarlo è vano.
Mises, nella sua grandezza ed intelligenza, ha purtroppo sopravvalutato le masse, e getta delle perle ai porci.
Alla massa interessa molto di più l'IPHONE, l'ICAZZ, il pallone, sky ecc. rispetto a sapere quanto il sistema la stia inculando.
Esattamente come ai tempi dell'Antica Roma si appassionava di più ai gladiatori.
CREDETEMI: NON SUCCEDERA' GNENTE (tm)
 
 
+1 # pinusnigraustriaca 2013-02-08 22:01
"Chi vuole far valere le proprie concezioni e le proprie idee nello Stato, deve cercare di influenzare con la parola e con gli scritti l'opinione pubblica; se riesce a convincere i suoi concittadini, il successo sarà suo." L.Von Mises, In nome dello Stato.
"La strategia giusta di riforma coinvolge un programma di educazione e di persuasione. Si tratta di un programma a lungo termine, ma il tempo è dalla nostra parte" G. North.
Oggi ho insegnato la riserva frazionaria ai ragazzini di terza media: un successone! :-)
 
 
+7 # Francesco 2013-02-16 21:05
Segnalo questo articolo, a mia volta segnalatomi da un lettore.

http://ideashaveconsequences.org/l%E2%80%99ombrina-noooo%E2%80%A6/leo#more-682

Devo ammettere che su IHC non ci vado più da lungo tempo. Parlare di lana caprina e filosofeggiarci intorno, in maniera anche prolissa e pretenziosa, mentre ci sono questioni molto più urgenti, semplici, dirette e basilari da affrontare mi sembra (soprattutto di questi tempi) un esercizio per chi ha tempo da perdere o alternativament e un lusso per chi se lo può permettere.

I due autori di IHC, all'anagrafe Leonardo Baggiani e Silvano Fait, godono evidentemente di uno o entrambi questi privilegi, fortuna loro, e non voglio insinuare che sia solo in virtù del loro impiego presso una qualche banca italiana sussidiata (direttamente o indirettamente) con i soldi del contribuente. Cioè anche i miei (almeno finché vivrò e pagherò le tasse qua in Italia, speriamo ancora non molto).

L'articolo segnalato oltre a costituire l'ennesimo attacco nei miei confronti per motivi che non ho neanche più voglia di indagare, devo dire che non ha minimamente colto il messaggio di questo mio pezzo che lo ha ispirato, come del resto i due CIP e CIOP non hanno mai colto il senso del lavoro che faccio qua su usemlab da 11 anni (stranamento devo ammettere visto che ne hanno anche beneficiato). La cosa quindi non mi meraviglia. Mi delude invece il fatto che il mio messaggio sia stato travisato volutamente (come potete giudicare voi stessi) per poter sminuire il lavoro di DIVULGAZIONE del sottoscritto. Non è la prima volta che succede e non ci faccio più caso.

Che posso aggiungere? Il mondo è bello perché è avariato e qua siamo davanti a un caso patologico di avaria cerebrale. Io mi limito a compatirli: oltre ad essere pessimi traduttori (una fatica rimettere a posto la loro traduzione iniziale della Tragedia dell'Euro che non potete neanche immaginare), li trovo anche piuttosto meschini in questi accaniti tentativi di discreditarmi.

Questo è tutto quello che avevo da dire a chi mi segue. A loro dico più semplicemente, continuate a scrivere quel che volete su di me se la cosa ha buon effetto sulle vostre frustrazioni (anche se ritengo ci sia in giro molto di meglio da poter criticare, senza peraltro doverci ridurre a tirare ogni volta queste invisibili linee che separano gli austro-cazzari, come il sottoscritto, dagli austro-cazzoni, come voialtri) ma risparmiate almeno il tempo di scrivermi email, ho smesso di aprirle e leggerle dai tempi del vostro articolo-recensione sul libro A Scuola di Economia. Chi ha il cattivo gusto di cadere così in basso non merita davvero alcuna considerazione.
 
 
0 # renato 2013-02-18 13:38
anche in India c'è questo fenomeno delle "riduzioni", tra l'altro per il prodotto più consumato in assoluto, il "ciai" thè indiano con latte.
E' diffuso come l'espresso in italia e negli ultimi anni, per quanto il prezzo sia più o meno stabile, le dimensioni del bicchiere usato calano costantemente!
 

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