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Scritto da Francesco Carbone
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Lunedì 20 Maggio 2013 01:16 |
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La caduta dello yen stimolata dalle folle politiche monetarie giapponesi, che qualche idiota in Italia arriva persino a lodare come esempio da seguire, sta preparando a mio avviso lo tsunami finale che investirà l'intero sistema monetario. Quello a cui stiamo assistendo, tra la salita verticale delle borse e delle obbligazioni e la caduta dei metalli è solo il classico effetto che precede l'arrivo di qualunque tsunami, quando il mare si ritira prima della grande ondata. Sto terminando la revisione del prossimo libro "Il mistero dell'attività bancaria" di Rothbard che dovrebbe essere di grande aiuto per capire l'inevitabile fallimento di questo malaugurato esperimento monetario che, per intensità e dimensioni, supera di gran lunga qualunque altro realizzato in passato. Chi ha compreso la natura degli eventi economici in corso oramai da oltre una decade, deve solo cercare di approfittarne come può, senza mai fare i passi più lunghi della gamba, e per il resto stare tranquillo. A tempo debito verrà premiato mentre il 99% della popolazione soffrirà pene e danni finanziari oggi ancora inimmaginabili. Se infatti nessuno può sapere la tempestica dei prossimi avvenimenti potete star certi che quelli del 2008 a confronto sono stati una passeggiata di piacere.
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Scritto da Francesco Carbone
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Mercoledì 08 Maggio 2013 01:17 |
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Alla conferenza annuale di FinanceMalta tra tanti interventi interessanti ho dovuto sorbirmene uno quasi osceno da parte di un dipendente italiano della BCE che sta lavorando all'inutile progetto dell'unione bancaria europa. Avrei voluto chiedergli, ma non mi sono scomodato per non aprire un flame inopportuno in quella sede molto pacifica, a cosa mai servirerebbe una unione bancaria con la vigilanza della BCE se i massicci regolamenti già in essere non hanno impedito il crollo finanziario del 2008. La risposta è semplice, tale progetto servirebbe solo a consolidare il cartello monopolistico delle banche favorendo quelle più forti e concentrando il potere nelle mani di un gruppo parassitario sempre più ristretto. Proprio ciò che da anni continua a creare danni spaventosi all'economia e alla società, senza considerare che a dirigere l'oscena orchestra sono indirettamente le banche centrali stesse con le loro politiche monetarie. Se i burocrati e i politici (in combutta) continuano a focalizzarsi sulle questioni sbagliate regolamentando inutilmente un settore che andrebbe invece liberalizzato, per fortuna qualcuno ogni tanto ha il coraggio di mettere in evidenza il reale problema. Il video in cui Godfrey Bloom (guarda caso sempre dell'UKIP, lo stesso partito di Nigel Farage) denuncia il sistema bancario al Parlamento europeo è davvero entusiasmante. Riporto di seguito la traduzione di qualche frase più significativa. "Il problema che abbiamo è un sistema bancario difettoso, basato sulla riserva frazionaria grazie alla quale le banche prestano soldi che non hanno", "non abbiamo ancora affrontato questo problema", "si tratta di un'attività criminale perpetrata dai banchieri ma nessuno di essi è finito in galera", "stampare denaro, è una disgrazia, vorrei vedere i banchieri centrali in prigione", "stampare denaro dovrebbe essere illegale e tale attività andrebbe punita con la galera". Parole sante, tuttavia sono oramai sicuro che per prendere in seria considerazione certi argomenti (ben analizzati da Huerta de Soto) dovremo passare prima dal crollo del sistema monetario. Entro la fine della decade, probabilmente. Siate sempre pronti. Chi non avrà oro argento (e magari anche qualche bitcoin) al prossimo crollo finanziario globale (il cui verificarsi è solo questione di tempo) se la passerà decisamente male.
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Scritto da Francesco Carbone
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Giovedì 02 Maggio 2013 00:25 |
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Continuo ad avere sempre meno tempo da dedicare al sito e credo che sarà così ancora per qualche tempo, almeno finché non avrò finito il prossimo libro, ma soprattutto finché non avrò lasciato l'Italia ricollocandomi, spero entro l'autunno, in un paese dove chi ti governa ti tratta come una persona libera e non come un servo della gleba. Mi spiace perché di questi tempi ci sarebbe da dire sempre di più sui mercati e l'economia, tra loro totalmente disconnessi al punto che oramai quanto peggiori sono le notizie in arrivo dal fronte macroeconomico tanto più in alto volano borse e titoli di stato. Non c'è dubbio che il tentativo di spingere al rialzo ogni asset finanziario sia perfettamente riuscito ed il trattamento speciale riservato ai prezzi dei metalli e delle materie prime sia stato il sigillo finale di un capolavoro difficile da immaginarsi appena un paio di anni fa. Tuttavia ho come l'impressione che i pianificatori centrali, con questa strategia suicida, si stiano giocando le ultime carte. Ciò a cui stiamo assistendo potrebbe essere l'ultima battaglia prima dello scontro finale con le forze del mercato e una resa dei conti davvero devastante. A volte mi viene da pensare che Greenspan, messo a confronto con i banchieri centrali di oggi, era un bambino ingenuo che si divertiva con le bombette e i tric e trac. Il risultato di quelle tenere manipolazioni fu la crisi finanziaria del 2008 seguita da quella reale che si trascina ancora oggi. Ciascuno faccia le dovute proporzioni e come sempre si prepari per tempo. A tal fine ricordo che la lettura del mio Prevedibile e Inevitabile resta sempre una guida inestimabile per riuscire a orientarsi in questo crescente marasma economico.
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Scritto da Francesco Carbone
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Venerdì 26 Aprile 2013 00:18 |
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Il 23% delle banche centrali comprano azionario o ha intenzione di farlo, questa è la notizia di oggi in grado di sconvolgere qualunque persona sana di mente. Non bastava essere falsificatori istituzionali di denaro, pianificatori centralizzati del mercato relativo al bene economico più importante di tutti, acquirenti di titoli di Stato in quantità massicce da vera e propria monetizzazione del debito pubblico, siamo giunti addirittura agli acquisti sul mercato azionario spudoratamente dichiarati (che ci mettessero lo zampino è cosa più o meno nota a tutti così come le manipolazioni sul prezzo dell'oro). Il dato è davvero sconvolgente anche se ancora un buon 70% delle banche centrali interpellate considera la cosa inaccettabile, oltre la decenza ("beyond the pale"). Al vertice della follia troviamo in termini di quantità ancora una volta la Banca del Giappone (vien da pensare proprio: poveracci) mentre la banca centrale ceca e quella svizzera spiccano in termini di percentuale investita degli asset (rispettivamente 10% e 12%). Forse di fronte a tali notizie è il caso di prendere in seria considerazione articoli come il seguente: 5 fattori che spingeranno l'argento a 250 dollari l'oncia e aggiungere automaticamente in fondo alla lista il sesto.
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Scritto da Francesco Carbone
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Lunedì 22 Aprile 2013 11:33 |
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Le centomila firma sono state raccolte: quanto più tardi possibile (sappiamo come vanno queste cose) in Svizzera si terrà il referendum per stabilire che la banca centrale detenga almeno il 20% dei propri asset in riserve di metallo prezioso. Al momento attuale le riserve aurifere sono circa solo il 10%, anche a motivo delle vendite che, nelle ultime due decadi, ne hanno smobilizzato oltre la metà (le riserve sono passate da circa 2500 tonnellate ad appena 1040) e soprattutto dei massici acquisti di valuta straniera necessari a riportare il cambio EURCHF sopra quota 1.20. Alla SNB, la Banca Nazionale Svizzera, esprimono già il loro scetticismo per ovvie ragioni: l'abilità di condurre la politica monetaria verrebbe seriamente limitata da tale provvedimento. Ma il punto fondamentale del gold standard era proprio questo: impedire alla banca centrale di giostrare a piacere con il bene economico più importante di tutti, il denaro, a danno dei cittadini e a favore invece delle elite che essa rappresenta. Chi oggi non ha ancora capito tutto questo o è un ingenuo o un servo dei parassiti che continuano a distruggere, via manipolazioni monetarie, il sistema economico e il tessuto sociale. Una curiosità per chi volesse fare dei confronti, a questi prezzi anche la FED ha appena l'11% di riserve aurifere (ammesso che le 8200 tonnellate siano tutte lì) e la BCE poco di più, intorno al 13-14%.
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