Tanto Rumore per Nulla (dall'America) Stampa
Scritto da Francesco Carbone   
Sabato 28 Settembre 2013 00:50
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altRaramente mi è capitato di andare a leggere il blog Noise From America di Michele Boldrin, noto incoerente liberista dei nostri tempi (per capire bene dove sta la sua incoerenza basta leggersi Cosa è il Denaro). Un blog che non a caso nel tempo ha attratto nel tempo tutti quei liberisti italiani che discutono di questioni economiche più o meno marginali evitando da un lato la più fondamentale questione monetaria e strizzando l'occhio, dall'altro, alle banche centrali e ad un certa classe politica ed industriale, secondo quel classico paradigma che potremmo definire leccaculismo all'italiana.

Oggi però mi hanno segnalato un articolo dal titolo Cos'è un Economista a firma di un certo Alberto Basin che, con pazienza e parecchio affaticamento della vista (ma usare un carattere nero o un po' più grande no?), mi sono sorbito per intero.

Allora tal Basin, dottorato a Chicago, definisce come economista colui che:

1. ha un Dottorato di ricerca (PhD nella dizione anglosassone comune).
2. fa ricerca.
3. ascolta seminari e presenta regolarmente il proprio lavoro, a seminari e a conferenze; e poi fa referee report.
4. insegna ad un dottorato di ricerca e cura l’attività di ricerca degli studenti di dottorato.

Bene, basta mettersi d'accordo e possiamo benissimo accettare la definizione ristretta data da Bisin come buona (le ragioni per cui preferisce adottare una definizione ristretta sono riportate più avanti). Le domande interessanti però, stando a questa definizione, sono piuttosto le seguenti: Ma cosa davvero fa un economista, a cosa serve, ma perché esiste?

La mia risposta è la seguente: un economista, secondo la definizione di Basin, è un soggetto che studia una scienza sociale utilizzando un approccio totalmente sbagliato fondato sulla matematica. La sua utilità non solo è prossima allo zero, ma sconfina abbondantemente in territorio negativo. I suoi lavori inutili, quando applicati al mondo reale, finiscono per fare danni enormi al sistema economico. Guarda caso Ben Bernanke rientra nella definizione di economista ed è in assoluto il peggior banchiere centrale di tutti i tempi. Non citiamo neanche, perché non li conosciamo, tutti quegli economisti che fanno previsioni economiche su modelli matematici, anche per le banche centrali, senza riuscire a vedere una bolla finanziaria o immobiliare più grande della luna pronta scoppiargli sotto il naso. L'economista, secondo la definizione di Basin, esiste fondamentalmente per aiutare il pianificatore centrale a manipolare il sistema economico, dando legittimità scientifica ai crimini sociali che in ultima analisi sono inevitabile risultato dei suoi interventi economici.

Basin questo non l'ha ancora capito e mai lo capirà visto che insegnando matematica applicata all'economia ha il cervello otturato da una deviazione positivista della scienza economica. Non sto neanche a commentare il resto dell'articolo, di una inutilità spaventosa, quasi da far apprezzare, al confronto, il lavoro di un burocrate di Stato che compila il prezzario delle opere pubbliche, tuttavia è nei commenti che Basin supera se stesso con frasi tipo le seguenti (che si commentano da sole):

"Se io oggi dico di essere un trader e dico comprate oro faccio una cosa disonesta. nessun trader ci perde, perche' probabilmente comprare oro è una cazzata. ci perde il cretino che mi ascolta".

"Nel caso dell'economia, poiché fino a ieri era disciplina semi-umanistica e perché per varie ragioni c'e' molta piu' gente che non capisce un cazzo che la pratica in qualche modo, la definizione piu' ristretta e' maggiormente appropriata secondo me."

Bon, è tutto dall'America, basta rumori, torniamo alla buona musica ascoltando magari The Attractiveness of Austrian Economics del fenomenale Tom Woods.

p.s. (ovviamente per Basin, gli Austriaci sono ideologi che fanno a botte con la matematica: "E chi e' un ideologo necessariamente fa a botte con la matematica, almeno in economia. Pensateci bene: Austriaci...", commento delle 15:54)

p.p.s.  non mi ritengo economista secondo una definizione più ampia del termine, sottolineo ancora una volta che mi limito a fare divulgazione di quelle che ritengo le fondamenta della disciplina economica come scienza dell'azione umana. Sono studioso in questo senso di economia come scienza sociale nonché appassionato di mercati finanziari, sui quali lavoro oramai da quasi 20 anni.

 
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